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Attualità 

LA PROTESTA

Liberalizzazioni: marcia indietro sulla benzina

Faib-Fegica: «Distribuzione cancellata dal pacchetto».

Marcia indietro sull'apertura della distribuzione carburanti. A denunciarla, martedì 17 gennaio, sono stati Faib e Fegica: «Stando ad accreditate indiscrezioni provenienti direttamente dal ministero dello Sviluppo, il settore della distribuzione carburanti sarebbe, nella sostanza, cancellato dal decreto liberalizzazioni». Nei meandri del ministero, secondo le associazioni dei gestori «si va stringendo l'assedio portato dalla potente lobby dei petrolieri per smontare, pezzo a pezzo, tutti i principi della riforma».
GESTORI A MUSO DURO. Secondo il Coordinamento nazionale unitario dei gestori di Faib Confesercenti e Fegica Cisl non è previsto «nessun intervento teso a ridimensionare lo strapotere delle compagnie petrolifere, nessuna apertura alla competizione e al mercato, niente impianti 'multimarca' (per rimanere alle parole utilizzate dall'Antitrust)» e persino «niente sul vincolo di fornitura in esclusiva che impedisce ai gestori di tutti i 25 mila impianti della rete italiana di praticare gli stessi prezzi che, attualmente, gli automobilisti trovano solo presso gli impianti 'no logo' e sotto i supermercati».

De Vita: «Tanti sette gironi di stop. I gestori sono in allarme»

Il presidente dell'Unione petrolifera Pasquale De Vita non ha dubbi: «I sette giorni di sciopero dei benzinai annunciati da Figisc e Anisa sono tanti, ma si tratta di un'indicazione precisa della loro preoccupazione» per le misure di liberalizzazione a cui lavora il governo.
«Lo sciopero», ha aggiunto «è dovuto al fatto che i gestori temono che il giorno in cui ci fosse la rottura dell'esclusiva le aziende recupererebbero la gestione degli impianti, almeno quelli più consistenti e si tratta di un timore ragionevole».
NON TUTTI SCIOPERANO PERÒ . Quanto alla spaccatura tra i gestori (Faib e Fegica non scioperano), de Vita ha spiegato che «ognuno vede le cose in modo diverso, ma la componente che ha dei dubbi è quella più consistente».
In ogni caso, ha ricordato, Figisc e Anisa «devono ancora fissare le modalità dello sciopero» anche perché le questioni sul tappeto «si dovrebbero sciogliere in questi giorni».
LA PREOCCUPAZIONE DELLE AZIENDE. De Vita ha, infine, ribadito che anche le aziende sono preoccupate, in particolare che «le liberalizzazioni non vadano avanti come nel resto d'Europa, cioè sui contratti, sugli orari, sui self service». Poi che su impianti di proprietà delle aziende, con investimenti continui da parte loro, con il marchio delle stesse aziende, in complessi che valgono milioni spesso consegnati a titolo gratuito al gestore, «si possa comprare la benzina altrove, non esiste da nessuna parte del mondo».

Martedì, 17 Gennaio 2012


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