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Attualità 

PROTESTE

Bucarest ripudia Bâsescu

I romeni sognano un nuovo 1989.

di Barbara Ciolli

Articolo in versione breve

A Bucarest, le proteste dell'ultimo fine settimana hanno catapultato piazza dell'Università nell'atmosfera del Natale 1989. Il contestato presidente Traian Bâsescu, sospeso per impeachment nel 2007 e infine rieletto, non è il sanguinario Nicolae Ceauşescu. Ma il popolo è egualmente stufo della sua arroganza e delle sue innumerevoli bordate razziste. Tanto che, dimostrando contro le misure draconiane del governo, ha chiesto la cacciata del «dittatore Bâsescu» e «nuove elezioni».
Contro il capo dello Stato e il suo braccio destro, il premier Emil Boc, i manifestanti hanno preso le difese del viceministro di origine siriana Raed Arafat, costretto alle dimissioni per essersi strenuamente opposto alla privatizzazione selvaggia del servizio di pronto soccorso nazionale. Arafat è un uomo integro, Bâsescu, hanno scandito gli 8 mila dimostranti (guarda la photogallery), un impostore, disposto a portare il Paese sul baratro, pur di ripagare i debiti contratti nel 2009 con il Fondo monetario internazionale, Unione europea e Banca mondiale.
 

Martedì, 17 Gennaio 2012


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Uno dei momenti della protesta di massa, con migliaia di cittadini radunati in piazza dell'Università a Bucarest.

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