Apri/chiudi Tab
Le top 10 news di oggi chiudi
Le inchieste di Lettera43 chiudi
Le grandi interviste di Lettera43 chiudi
L43 - Local L’informazione dalla tua città Invia
TUTTO ITALIA EUROPA AFRICA ASIA NORD-AMERICA SUD-AMERICA OCEANIA Login | Registrati |  Mercoledì, 22 Maggio 2013- 08.31

 

PROCESSO E GUAI

Papa, un teste lo accusa e l'Anm vuole cacciarlo

P4, il deputato del Pdl inchiodato in aula. Il sindacato: espulsione.

Nuovi guai per Alfonso Papa, da più fronti. La sua posizione si è fatta più compromessa dopo l'interrogatorio, il 19 gennaio, dell'imprenditore Alfonso Gallo, che da testimone nel processo ha confermato davanti ai giudici della prima sezione penale del tribunale di Napoli le accuse verso Papa: il parlamentare del Popolo della libertà sosteneva di avere accesso a informazioni riservate su indagini in corso e, anzi, di avere addirittura a disposizione «una squadra» di investigatori, composta soprattutto da finanzieri.
GALLO IMPAURITO DA PAPA. Gallo, rispondendo alle domande dei pm Francesco Curcio e Henry John Woodcock (titolari dell'inchiesta sulla cosiddetta P4), ha spiegato che Papa gli aveva anche rivelato di presunte inchieste che coinvolgevano lo stesso Gallo, notizie che, per quanto a destituite di fondamento, determinavano in lui il timore che l'azienda finisse in una 'black list' e venissero pertanto annullati importanti affari con altre ditte e bloccati i finanziamenti da parte delle banche.
LA RICHIESTA DI 30-35 MILA EURO. Una situazione minacciosa, tale da indurlo a venire incontro alle richieste economiche avanzate da Papa. L'imprenditore ha detto, tra l'altro, che Papa, dopo averlo messo in allarme informandolo che veniva intercettato e fotografato dagli investigatori, gli avanzò la richiesta di 30-35 mila euro al mese per poter continuare a fornirgli le informazioni.
Una cifra che lui però non corrispose dopo che il dirigente di Finmeccanica Lorenzo Borgogni si oppose a tale pagamento (una delle presunte indagini comunicate da Papa riguardava infatti i rapporti tra l'azienda di Gallo e Finmeccanica).
ALBERGO PAGATO A UN'AMICA DI PAPA. Gallo ha affermato di aver pagato tre soggiorni in un albergo milanese a un'amica di Papa. Ha detto inoltre di aver messo in contatto il parlamentare ed ex magistrato con una sua amica, titolare di un negozio Cartier a Napoli.
Da lei Papa, secondo l'imprenditore, si fece consegnare diversi oggetti di valore che non ha mai pagato. Il testimone ha sottolineato di aver conosciuto Papa nel 2006 nel corso di un convegno su problemi dell'ambiente e di aver incontrato in alcune circostanze Papa insieme con l'uomo d'affari Luigi Bisignani (che era coimputato nel processo dal quale è uscito patteggiando la pena). La ripresa del processo è fissata per il 7 febbraio.

L'Anm pronto a votare sull'espulsione di Papa: sarebbe la prima volta

I problemi non sono finiti qui. Perché sabato 21 gennaio altre nubi sono in arrivo sulla testa di Papa. Il Comitato direttivo centrale dell'Associazione nazionale magistrati deve decidere se espellere proprio dall'Anm il deputato del Pdl per i comportamenti emersi nell'ambito dell'inchiesta sulla P4 e che gli sono costati anche il carcere.
«DISCREDITO SULL'ORDINE GIUDIZIARIO». Se il parlamentino delle toghe rispondesse sì alla richiesta formulata dal Collegio dei probiviri, motivata dal «discredito» che Papa avrebbe gettato sull'ordine giudiziario, si tratterebbe di una decisione senza precedenti.
La procedura che ha portato i probiviri a chiedere di mettere alla porta Papa - che prima di scendere in politica faceva il pm a Napoli e che in passato ha ricoperto incarichi di vertice all'interno dell'Anm - era stata avviata il 7 luglio scorso.
I probiviri avevano anche convocato Papa per difendersi dalle accuse, ma il 20 luglio scorso, prima di quell'appuntamento, il parlamentare era finito in carcere dopo che la Camera dei deputati aveva accolto la richiesta di arresto formulata dal gip di Napoli.
In carcere Papa è rimasto fino al 31 ottobre, quando ha ottenuto la detenzione domiciliare. Ed è tornato in libertà poco prima di Natale.
ACCUSE DI PERSECUZIONE AGLI EX COLLEGHI. Con i comportamenti emersi nell'ambito dell'inchiesta napoletana, ma anche con le accuse di persecuzione che ha rivolto ai suoi ex colleghi di Napoli davanti alla giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera, Papa avrebbe «gettato discredito sull'ordine giudiziario», hanno sostenuto i probiviri.
E in particolare ha violato la norma del codice etico delle toghe che impone al magistrato di mantenere «un'immagine di imparzialità e di indipendenza» ed evitare «qualsiasi coinvolgimento in centri di potere partitici o affaristici che possano condizionare l'esercizio delle sue funzioni o comunque appannarne l'immagine».
I PRECEDENTI DI MILLER E NARDUCCI. Per questo deve essere espulso. Sarebbe la prima volta che un magistrato è obbligato a lasciare il sindacato delle toghe. In passato la procedura è stata avviata con il contagocce e non ha mai portato all'adozione di sanzioni così drastiche.
A novembre 2011 stato aperto un procedimento disciplinare anche nei confronti di Arcibaldo Miller, all'epoca ancora a capo dell'Ispettorato del ministero della Giustizia, ma lui si dimise prima della decisione, contestando l'infondatezza delle accuse a suo carico.
Mentre si è chiuso con il proscioglimento a dicembre l'iniziativa a carico di Giuseppe Narducci, per aver accettato l'incarico di assessore nella giunta guidata da Luigi De Masgistris a Napoli, nella stessa città dove aveva svolto le funzioni di pm.

Giovedì, 19 Gennaio 2012


Content on this page requires a newer version of Adobe Flash Player.

Get Adobe Flash player

Nessun commento

Per scrivere un commento è necessario registrarsi ed accedere con Twitter o Facebook: Loggati - Registrati

L’informazione dalla tua città
Invia
Le TV tematiche di L43