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Attualità 

IL POST MUBARAK

Voto: l'Egitto ai Fratelli

Vince il partito islamico. E Tantawi libera 2 mila detenuti.

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Si è conluso in Egitto lo spoglio dei risultati del lungo processo elettorale - il primo dell'era post Mubarak - avviato nel novembre 2011.
Come ampiamente previsto, a trionfare è il partito di Giustizia e Libertà dei Fratelli musulmani, che ha incassato 127 seggi nella quota proporzionale nell'assemblea del popolo, pari a circa il 40%.
Ai salafiti, gli estremisti islamici, di al Nour sono andati invece 96 seggi, secondo i dati definitivi appena annunciati dalla commissione elettorale. Al terzo posto si è piazzato il partito moderato del Wafd con 36 seggi e al quarto il Blocco egiziano, nel quale figura il movimento del tycoon Naguib Sawiris, con 33 seggi.
Per definire la composizione dell'Assemblea del popolo, manca il conteggio della quota maggioritaria: quella quota proporzionale copre infatti i due terzi dei 498 seggi in palio. Ne restano dunque ancora da assegnare 166.
LA CAUTELA DELLA FRATELLANZA. La seduta inaugurale della prima assemblea del popolo del post Mubarak è convocata per lunedì 23 gennaio. Ma dai Fratelli musulmani è arrivata una sopresa. Il capo della confraternita Mohamed Badie, ha annunciato alla televisione egiziana che non sosterrà un candidato islamista alle presidenziali in Egitto.
I Fratelli temono infatti - ha dichiarato - che l'Occidente possa frapporre ostacoli quando il movimento arriverà al potere, per farlo fallire, come ha fatto con Hamas. Meglio allora smarcarsi dai salafiti, per porgere, eventualmente, il ramoscello d'ulivo ai copti: la considerevole minoranza alla quale, durante lo scorso Natale, la Fratellanza ha offerto ronde, per proteggere i luoghi di culto.

Tantawi grazie quasi 2 mila detenuti. Libero anche il blogger Nabil

Dopo l'abbandono di Mohamed el Baradei, Giustizia e libertà non sostiene nessuno. Cerca invece con tutta evidenza di riposizionarsi il capo del Consiglio militare egiziano Huissein Tantawi, che, dopo mesi di dura repressione, nella giornata del trionfo dei musulmani, ha graziato 1959 detenuti d'opinione, già giudicati dalla giustizia militare.
Tra di loro, c'è anche il blogger egiziano Maikel Nabil (leggi la storia), in carcere dall'aprile scorso con l'accusa di avere insultato le forze armate, libero dal 22 gennaio. Un caso che aveva sollevato scalpore e che, adesso, sta facendo il giro dei social network. Tantawi, che dalla deposizione di Hosni Mubarak ha di fatto accentrato su di sé i poteri, ha eletto dieci parlamentari di nomina presidenziale, cinque dei quali copti.
IL NUOVO PARLAMENTO EGIZIANO. Tra di loro, c'è anche una donna. Complessivamente sono 508 i seggi dell'Assemblea, equivalente alla Camera dei deputati. E, in totale, sono 13 i partiti, sui circa 30 presentatisi, che sono riusciti a portare rappresentanti in Parlamento. Una 15ina di seggi li ha incassati anche il gruppetto di partiti riconducibili a esponenti del disciolto partito di Mubarak, il Partito nazionale democratico.
Il primo compito dell'assemblea sarà eleggere il suo presidente, che si dà per scontato sarà l'attuale vice segretario di Giustizia e Libertà Mohamed Saad el Katatni. Le cariche dei due vicepresidenti andranno invece a un esponente del Wafd e ad uno dei salafiti. Ancora in alto mare le assegnazioni delle 18 commissioni, così come, dopo il no della Fratellanza ai salafiti, le alleanze parlamentari.
RIVOLUZIONARI SCONFITTI. I più sconfitti dal voto, come documentato dai risultati, sono stati i movimenti rivoluzionari, alle prese con i preparativi della commemorazione per primo anniversario della rivoluzione il 25 gennaio a piazza Tahrir: Rivoluzione continua, il loro gruppo, ha incassato sette seggi (circa il 2% del totale).
In Egitto, le elezioni legislative si chiuderanno con il voto per il Consiglio consultivo, la Shura, in programma tra il 29 gennaio e il 22 febbraio. Il Parlamento dovrà inoltre scegliere i 100 componenti dell'Assemblea costituente, chiamata a scrivere la carta dei diritti. I Fratelli musulmani sono al lavoro per preparare una bozza che punti ad un sistema misto parlamentare-presidenziale.

Sabato, 21 Gennaio 2012


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