Attualità
PROCURA DI ROMA
De Magistris alla sbarra
Why not: l'ex pm e Genchi rinviati a giudizio.
Concorso in abuso d'ufficio. Questo il reato ipotizzato dal giudice per l'udienza preliminare (gup) di Roma Barbara Callari, che il 21 gennaio ha rinviato a giudizio il sindaco di Napoli Luigi de Magistris e il super consulente informatico Gioacchino Genchi per l'acquisizione illegittima, nel 2009, dei tabulati telefonici di alcuni parlamentari, tra i quali l'allora premier Romano Prodi, nell'ambito dell'inchiesta Why Not. A partire dal 17 aprile prossimo, sull'ex pubblico ministero (pm) di Catanzaro e Genchi dovranno così pronunciarsi i giudici della seconda sezione penale del tribunale.
L'ACQUISIZIONE DEI TABULATI. De Magistris e il suo ex consulente sono accusati di aver acquisito i tabulati senza aver chiesto preventivamente l'autorizzazione alle Camere di appartenenza. Oltre a Prodi, nel mirino della procura calabrese erano finiti il presidente della commissione Antimafia Giuseppe Pisanu, l'ex ministro Clemente Mastella, i deputati Domenico Minniti, Sandro Gozi, Antonio Gentile, Francesco Rutelli e Giancarlo Pittelli. Tutti, tranne Pisanu, si sono costituiti parte civile.
ACCUSE INCROCIATE. Nel corso del procedimento, l'ex magistrato si è difeso sostenendo di aver avuto la massima fiducia in Genchi, di avergli affidato «un lavoro importante» e complesso, che un professionista come lui avrebbe potuto affrontare e di non sapere per quale motivo e con quale metodologia il suo consulente individuò quelle utenze riconducibili a parlamentari. Molte delle quali, peraltro, ha ribadito de Magistris, non avevano nulla a che vedere con l'indagine Why not. Genchi, a sua volta, ha respinto l'accusa precisando di aver svolto gli accertamenti secondo determinati e precisi input datigli dall'ex pm, senza sapere che quelle utenze telefoniche su cui stava indagando portassero direttamente ad alcuni esponenti politici.
L'EX PM: «SONO AMAREGGIATO». «Sono amareggiato», ha commentato il sindaco di Napoli, «per la decisione del Tribunale di Roma rispetto a un procedimento in cui mi appare chiara l'incompetenza dell'autorità giudiziaria di Roma, così come è ancora più evidente l'infondatezza dei fatti». «Non mi aspettavo questo rinvio a giudizio», ha aggiunto, «ritenevo e ritengo un dovere costituzionale indagare nei confronti di tutti e anche nei confronti dei parlamentari e dei potenti. Mi auguro che la magistratura giudicante, nella sua autonomia e indipendenza, riconosca la correttezza del mio operato e l'infondatezza degli addebiti formulati dalla Procura di Roma».
Per l'avvocato Nicola Madia, legale di Mastella, il rinvio a giudizio rappresenta invece «un primo, seppur parziale e ancora sottoposto al vaglio del tribunale, risarcimento quantomeno morale per l'ex ministro».
L'inchiesta che scatenò la guerra tra toghe
L'inchiesta Why not fu avviata nel 2006 dall'allora pm di Catanzaro Luigi de Magistris con l'obiettivo di dimostrare presunti illeciti nella gestione di fondi statali, regionali e comunitari:
Tra le persone coinvolte inizialmente figuravano anche politici nazionali di spicco come Prodi e Mastella, le cui posizioni furono successivamente archiviate nel corso delle indagini preliminari.
IL PASSAGGIO ALLA PROCURA GENERALE. Proprio l'iscrizione nel registro degli indagati di Mastella, che in qualità di Guardasigilli chiese il trasferimento di de Magistris per presunte irregolarità nella gestione di altre indagini, portò, nell'ottobre del 2007, all'avocazione dell'inchiesta da parte del procuratore generale facente funzioni di Catanzaro, Dolcino Favi, e al successivo affidamento a un pool di magistrati guidati da Enzo Jannelli, appena nominato procuratore generale.
SEQUESTRI E CONTROSEQUESTRI. Successivamente, nel dicembre 2008, l'inchiesta fu al centro di uno scontro senza precedenti tra apparati giudiziari dello Stato: la Procura di Salerno e la Procura generale di Catanzaro. I magistrati campani sequestrarono i fascicoli nell'ambito di una loro indagine su un presunto complotto per bloccare le indagini di de Magistris, che nel frattempo era stato trasferito a Napoli come giudice al Tribunale, provocando la reazione della Procura generale catanzarese che controsequestrò gli atti.
IL TRASFERIMENTO DEI MAGISTRATI. Lo scontro tra i due uffici portò a decisioni drastiche da parte del Consiglio superiore della magistratura, che trasferì gran parte dei magistrati protagonisti della vicenda. Sempre lo stesso scontro ha portato poi all'apertura di un fascicolo alla Procura di Roma.
Nonostante tutto, la Procura generale, proprio pochi giorni dopo lo scontro con quella salernitana chiuse le indagini per 106 persone. L'inchiesta è poi sfociata in due processi, uno davanti al gup, concluso con otto condanne e 34 assoluzioni, e uno ancora in corso davanti al Tribunale di Catanzaro, nei confronti di politici e amministratori regionali tra i quali gli ex presidenti della Regione Calabria, Agazio Loiero, del centrosinistra, e Giuseppe Chiaravalloti, del centrodestra; ex assessori e consiglieri regionali e imprenditori, tra i quali Antonio Saladino, ex presidente della Compagnia delle Opere della Calabria, imputato principale.
Sabato, 21 Gennaio 2012
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Ben vengano queste notizie perchè ci fanno riflettere sulla giustizia che NON funziona Volontariamente
STOP Prescrizione a chi commette Gravissimi Reati e CORROMPE i Giudici
oggi chi vuole fare il suo dovere ( senza guadagnare di più ) viene attaccato
ma per fortuna gli italiani non sono fessi, e NON più Voteranno per l'ex Governo
De Magistris sei Grande sei diventato un Martire di questo sistema che non funziona grazie a questi infami traditori della patria del governo precedente
le leggi del Governo BERLUSCA..chi lavora per la giustizia viene INCRIMINATO chi delinque viene assolto
Eccoli qua i GARANTISTI di convenienza
Per certe persone, nonostante le condanne NEI TRE GRADI DI GIUDIZIO, hanno comprensione e gridano che la colpa è dei MAGISTRATI ROSSI.
Per altre persone vige la legge della CONDANNA PRELIMINARE, cioè prima che inizi un regolare processo.
E bravi questi signori GARANTISTI DI CONVENIENZA, che si trasformano in GIUSTIZIALISTI.
E poi di quale reato è accusato De Magistris?
Di omicidio, di corruzione, di concussione, di illecito arricchimento........ ?
E' accusato di aver fatto raccogliere TABULATI TELEFONICI (non di aver fatto fare INTERCETTAZIONI TELEFONICHE) che riguardavano Berlusconi, Bossi, Dell'Utri, Schifani, La Russa?
Macché. Questi TABULATI TELEFONICI riguardavano Clemente Mastella, Francesco Rutelli e Romano Prodi. Ma che razza di MAGISTRATO ROSSO è questo De Magistris?
Si merita un bel processo e possibilmente una CONDANNA A MORTE per aver fatto raccogliere TABULATI TELEFONICI.
Un vero REATO da ergastolo
chi invece ha corrotto i giudici con tutte le prove e le confessioni viene assolto per scadenza Prescrizione
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