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LO SCONTRO

La Siria rifiuta il nuovo piano della Lega Araba

«Viola la sovranità nazionale». Nuove sanzioni in arrivo dall'Ue.

Il governo siriano ha respinto nella notte del 23 gennaio il nuovo piano della Lega Araba per una soluzione della crisi nel Paese, definendola una «grave interferenza nei suoi affari interni», secondo un funzionario citato dal televisione di Stato siriana. Il 22 gennaio la riunione plemaria dei ministri degli Esteri dei Paesi arabi  si è espressa per un prolungamento della missione di un mese e ha anche deciso di aumentare il numero degli osservatori da 165 a 300, prevedendone un addestramento con l'ausilio dell'Onu. Ma il regime di Bashar al Assad ha rifiutato la presa di posizione. «La Siria», è stato il comunicato ufficiale, «rifiuta le decisioni prese contro il Paese e ritiene che violino la sua sovranità nazionale e siano una grave interferenza nei suoi affari interni».
Nello specifico i ministri degli Esteri della Lega Araba, riuniti al Cairo, hanno chiesto alle Nazioni Unite di sostenere un nuovo piano dell'organizzazione in base al quale entro due mesi Assad dovrebbe trasferire i poteri al suo vice e un nuovo governo di unità nazionale sarebbe costituito, ma la Siria ha detto no. «Damasco conferma la sua condanna di queste risoluzioni che si inseriscono nel quadro di un complotto contro la Siria», è stato comunicato.
NUOVE SANZIONI DALL'UE. A poche ore di distanza da Bruxelles è giunta la notizia di nuove sanzioni:  i ministri degli Esteri dell'Ue hanno dato il via all'undicesima tranche di misure restrittive. Le nuove sanzioni colpiscono in particolare militari, estendendo il divieto di visti e il congelamento di beni in Europa a 22 personalità e 8 società governative.
Il ministro degli Esteri italiano Giulio Terzi ha riferito che i ministri europei hanno «concordato unanimemente di sostenere il ruolo della Lega Araba», ritenendo che essa possa riattivare il percorso verso una risoluzione del consiglio di sicurezza dell'Onu. Ma la Russia sembra non voler rinunciare all'appoggio a Damasco.  
ANCORA MORTI IN SIRIA. Intanto si è allungata la lista dei morti nel Paese. Diverse le stime: secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, con sede a Londra, dieci civili sono stati uccisi il 23 gennaio dalle forze di sicurezza nelle province di Idlib e Homs e cinque soldati governativi sono morti in combattimenti con soldati disertori nella stessa provincia di Homs. Invece, l'agenzia ufficiale Sana riferisce che un militare dei genieri è rimasto ucciso nell'area di Al Bukanal, nella provincia di Deir Ezzor, mentre cercava di disinnescare una bomba, e che ieri sono morti 11 passeggeri di un pullman per un attacco di razzi nel sobborgo di Homs.

Lunedì, 23 Gennaio 2012


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