Attualità
L'INTERVENTO
Tir, Catricalà: «Problema di ordine pubblico»
Il sottosegretario: «Precettazione? Spero in una soluzione prima».
di Luca Burini
«Abbiamo necessità di far vedere ai mercati che si lavora per migliorare il sistema. Per questo quando presenteremo il disegno di legge sul lavoro chiederemo una corsia preferenziale». Lo ha annunciato il sottosegretario alla presidenza del consiglio Antonio Catricalà a Otto e mezzo. Parlando dell'articolo 18, ha detto: «Dai discorsi fatti con il ministro Fornero lei mi ha detto che le soluzioni sono diverse ma l'obiettivo finale è il mercato del lavoro con più flessibilità in entrata e in uscita». Il percorso «dovrà essere graduale e condiviso dalle parti sociali: non esistono le bacchette magiche, ma esistono possibilità di forme più flessibili per i giovani. Sarà necessario uno sforzo comune di perdita di determinate pregiudiziali».
«SCOPRIRE GLI EVASORI». Inevitabile il discorso sull'evasione. Scontrini e fatture detraibili dalla dichiarazione dei redditi per eliminare l'evasione? «Sì, ma a patto che non si crei in parallelo un' industria delle fatture false, sarebbe un fatto gravissimo che danneggerebbe lo Stato. Il governo prende in considerazione ogni proposta che ci consenta di portare avanti la lotta all'evasione. Ma non possiamo affrettare le decisioni». La prima cosa da fare, ha aggiunto, «è scoprire gli evasori: noi abbiamo creato un sistema che non ha uguali negli altri paesi». E sulla possibilità di mettere in carcere agli evasori? «Già adesso l'evasione fiscale diventa reato se si mente al fisco. Una legge sulle manette agli evasori c'era in passato ma non è stata mai applicata e per questo non l'abbiamo riproposta. Ma bisogna stare attenti perché se si mente ripetutamente al fisco i benefici che evitano il carcere non scattano più».
TIR, «PROBLEMA DI ORDINE PUBBLICO». A chi gli ha chiesto se gli autisti dei tir in sciopero «saranno precettati», ha detto: «Non glielo so dire. Il problema spetta ad un altro ministero e la precettazione avviene una volta che i prefetti si rendono conto della necessità precettare. Io penso che come in altri casi si farà in tempo a trovare una soluzione che impedisca il degenerare della situazione». Catricalà ha poi aggiunto che «le proteste giuste non devono degenerare in atti di violenza. Questo problema sta diventando da un problema sindacale a un problema di ordine pubblico e questo non è un bene. Il governo non sottovaluta le richieste di chi è in disagio, ma c'é stato un tavolo aperto che si è chiuso con un accordo. Molte sigle lo hanno firmato, c'é una minoranza che non lo ha fatto, si terrà conto delle loro istanze ma si deve tener conto che un accordo é stato firmato».
TAXI, «LA PAROLA FINE SPETTA ALL'AUTHORITY». Catricalà si è poi concentrato sulla scottante questione della protesta dei taxisti. «Penso che i tassisti alla fine faranno una valutazione costi-benefici e penso che per loro i benefici siano più dei costi», ha detto. «Li abbiamo ricevuti e da questo incontro che è stato fruttuoso abbiamo seguito il consiglio di non consentire la nascita di 'padroncini', ma abbiamo recepito la richiesta che con gli stessi requisiti morali anche altre persone possano svolgere il servizio quando il tassista no è a bordo. Di fatto aumentiamo i servizi senza aumentare le licenze». Il sottosegretario ha ribadito che la parola finale «spetterà ad un'Authority ad hoc che si occuperà della regolamentazione del mercato anche con studi per vedere quale sia il fabbisogno nelle varie città. I Comuni saranno ascoltati, ma la parola finale spetterà all'Authority».
LIBERALIZZAZIONI, «NON CREDO CI SARANNO MODIFICHE». Catricalà ha quindi fatto il punto sulle liberalizzazioni: «Bisogna andare in Parlamento e vedere come si svolge la discussione. Non credo ci saranno tante modifiche perché prima del decreto abbiamo consultato le principali parti politiche che appoggiano il governo, naturalmente il Parlamento è sovrano». Sulla possibilità che venga posta la fiducia sul dl ha detto: «Per ora il Consiglio dei ministri non si è espresso, la domanda è prematura. Attualmente non c'é un orientamento né in uno modo né in un altro. Noi speriamo di andare in Parlamento ed ottenere il consenso necessario».
«NESSUNA TIMIDEZZA CON LE BANCHE». Il sottosegretario ha negato qualsiasi timideza nei confronti delle banche, ricordando la norma sui mutui, che obbliga le banche a presentare un'alternativa alla polizza sulla vita da far sottoscrivere ai clienti. Per quanto riguarda le ferrovie, Catricalà ha spiegato per quale motivo non si è deciso di inserire nel decreto 'Cresci Italia' la separazione proprietaria della rete dal servizio: «Bisogna prima stabilire che cosa è il servizio universale, come viene retribuito e chi deve concorrere a retribuirlo. Nessun concorrente può pensare di entrare in Italia solo sulle tratte profittevoli: dovranno pagare un contributo anche sulle tratte meno profittevoli». Altro punto su cui viene chiesto conto a Catricalà quello delle Poste: non si è deciso di togliere alle poste il servizio bancoposta perché «intervenire oggi senza copertura finanziaria significherebbe fare un danno allo Stato anziché portare benefici. Io vengo dall'Antitrust ma stando all'antitrust è tutto più semplice, quando si sta al governo bisogna pensare al'interesse generale del paese».
«SUCCEDERE A LETTA È UN HANDICAP». Catricalà ha poi spiegato come «succedere a una persona come Gianni Letta» sia «un handicap. Il mio sforzo non è quello di eguagliarlo ma di non farlo rimpiangere».E alla domanda se lo chiami spesso per chiedere consiglio Catricalà ha risposto: «A Gianni chiedo spesso consiglio ma non per le cose di governo bensì sulle cose della vita».
Il sottosegretario ha poi auspicato un ritiro anticipato delle truppe italiane, nel caso in cui «non servissero», in Afghanistan: «Lo riterrei un grande successo della politica estera di questo governo e del governo che ci ha preceduti».
Lunedì, 23 Gennaio 2012
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Non è solo una protesta dei trasportatori ma di tutto il popolo che non ne può più di troppe tasse, benzina, autostrade, assicurazioni, bollo auto sono ormai insostenibili mentre le caste mantengono stipendi milionari. BASTAAAAAA!!!!!!!!! Questo governo e questo Parlamento sono insostenibili e non ci rappresentano più!!!
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