Attualità
NORD AFRICA
Libia, prigionieri torturati nelle carceri del Paese
Medici senza frontiere ha sospeso tutte le sue attività a Misurata.
La Libia dopo Gheddafi è ancora un inferno. Migliaia di prigionieri, detenuti nelle carceri in Libia, vengono torturati e per questo Medici senza frontiere ha deciso di sospendere le proprie attività a Misurata. Lo ha annunciato la stessa organizzazione, spiegando che «ai detenuti vengono inflitte torture e negato l'accesso a cure mediche di urgenza».
Mercoledì 26 gennaio l'Alto Commissario Onu per i diritti umani, Navi Pillay, ha denunciato l'esistenza di migliaia di prigionieri nelle carceri illegali del Paese e la mancanza di controlli da parte delle autorità centrali.
I medici, si legge nel comunicato, «da agosto 2011 si sono confrontati con un numero crescente di pazienti con ferite causate da torture subite durante gli interrogatori, svolti al di fuori dei centri di detenzione».
In totale, Msf ha curato «115 persone con ferite da tortura e ha riferito tutti i casi alle autorità rilevanti di Misurata».
il direttore generale Christopher Stokes ha denunciato che «alcuni funzionari hanno tentato di strumentalizzare e ostacolare le attività mediche di Msf», consegnando loro pazienti provenienti da interrogatori «affinché li stabilizzassimo per poterli nuovamente interrogare. Ciò è inaccettabile».
Giovedì, 26 Gennaio 2012

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