Attualità
LA RELAZIONE
Giustizia, svolta europea
Lupo: «Prescrizione più lunga».
La netta apertura in direzione europea con il supporto del govero Monti, non solo per mettere a posto i problemi del Prodotto interno lordo italiano ma anche per risintonizzare, dal punto di vista giuridico e giudiziario, e non solo finanziario, l'Italia con l'Europa.
È stato questo il filo conduttore della relazione sul sistema giustizia che il primo presidente della Cassazione, Ernesto Lupo, ha illustrato alla cerimonia di apertura dell'anno giudiziario alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e delle più alte cariche dello Stato.
Fra le tematiche che sono state toccate nella relazione, le lentezze burocratiche, le intercettazioni, la prescrizione e il carcere.
PIÙ EUROPA E MENO CARCERE. L'indicazione primaria è stata, appunto, di più Europa e meno carcere.
«Il mutamento dell'atmosfera politica, istituzionale e culturale, che dirada le nubi che si erano addensate sul nostro impianto costituzionale, ci fa ben sperare sul mantenimento del quadro istituzionale, fondato sui valori fondamentali della nostra Costituzione», ha detto Lupo.
Il risveglio dell'attenzione della politica per la giustizia come servizio viene salutato con favore, così come la fine dell'era in cui ad essere accusati erano sempre i giudici, dopo che per anni la prevalente attenzione è stata dedicata, con la scusa di attuare un riequilibrio dei poteri, al: «Malcelato intento di ridimensionare il controllo di legalità sull'esercizio di ogni potere, controllo affidato alla giurisdizione indipendente».
Secondo il magistrato l'operare per una sintonizzazione con l'Europa, allo scopo di recuperare legittimazione internazionale e di influire sulle istituzione europee, non si è rivelato soltanto una necessità.
Fra i punti chiave di questo tema Lupo ha sottolineato il modificare alcune anomalie italiane, sia economiche, sia finanziarie, come l'eccesso di debito pubblico, il sistema previdenziale, l'età pensionabile, il livello dell'evasione fiscale: «Ma è una esigenza di cui tenere conto anche in ambito giuridico e giudiziario».
LA PRESCRIZIONE DOPO LA SENTENZA DI STRASBURGO. «Il nostro sistema è sotto osservazione anche sul terreno dell'effettività delle garanzie, come emerge dalle giurisprudenze delle Corti di Lussemburgo e di Strasburgo, che pongono vincoli per l'attività giudiziaria e per l'ordinamento nazionale» ha affermato Lupo, secondo il quale è necessario, «Impegnarsi seriamente per trasformare tali indicazioni in opportunità di riforma del sistema e, insieme, di rilancio di un'Unione europea effettivamente fondata su libertà, diritti e giustizia».
Per l'Italia, il presidente ha sottolineato come urgente il rispondere alle indicazioni di una sentenza della Corte europea, la quale ha affrontato per la prima volta il tema della compatibilità della nostra disciplina della prescrizione con gli standard internazionali, dando un giudizio negativo e sollecitando l'allungamento dei tempi di prescrizione.
«LE CARCERI CI UMILIANO DI FRONTE ALL'EUROPA». «La drammatica situazione carceraria», come è stata definita da Lupo, «è una realtà che ci umilia in Europa e ci allarma, per la sofferenza quotidiana, fino all'impulso a togliersi la vita, di migliaia di esseri umani chiusi in carceri che definire sovraffollate è quasi un eufemismo. Sono troppi 68 mila detenuti in condizioni adatte al massimo a 45 mila persone».
Secondo il presidente va prestata urgente attenzione alla misura della custodia in carcere, la cui natura di extrema ratio, imporrebbe che essa fosse prevista soltanto in presenza di reati di particolare allarme sociale e, soprattutto: «Sia inibita quando la condotta criminosa presa in considerazione sia risalente nel tempo e non accompagnata da manifestazioni concrete di attuale pericolosità sociale».
«L'emergenza carceri chiama in causa innanzitutto il legislatore, troppo condizionato», ha continuato il primo presidente, «ad assegnare alla risposta penale la sanzione di ogni comportamento deviante, quando invece è indispensabile un drastico sfoltimento dei reati, attraverso una incisiva depenalizzazione».
ITALIA: «TROPPI AVVOCATI E TROPPO LITIGIOSA». «I magistrati, pur lavorando schiacciati dalla montagna di quasi 9 milioni di cause pendenti, continuano a detenere primati di produttività in Europa», ha aggiunto Lupo e 240 mila avvocati «se non costituiscono un diretto fattore di incentivazione del contenzioso, certamente non contribuiscono a deflazionarlo, giacché è del tutto insufficiente l'attività di filtro della classe forense».
«Tra i fattori sicuramente anomali rispetto agli altri Paesi d'Europa, che concorrono a determinare l'enorme quantità di contenzioso civile, vi è l'alto tasso di litigiosità che assegna al nostro paese un primato superato solo dalla Russia», ha segnalato inoltre Lupo.
Sempre più separati, infatti, hanno scelto il divorzio a domanda congiunta (+6,6%). Balzo avanti (3%) anche i per divorzi giudiziali. Sono lievitate, inoltre, le controversie del pubblico impiego (+21,5%), i fallimenti (+11,6%) e le esecuzioni immobiliari (+8,7%). In calo, grazie ai controlli dell'Inps soprattutto sul contenzioso del meridione con -23,4%, le cause previdenziali.
CON LA CRISI I FURBETTI AUMENTANO. Un ultimo sguardo di Lupo è stato verso la criminalità, con gli imprenditori e i colletti bianchi che, in tempi di crisi, hanno cercato di accaparrare beni e mezzi dello Stato e di intascare le tradizionali mazzette. In attivo anche l'abuso edilizio, alimentato dalla pratica dei condoni, così come i furti in casa e stalking.
Infine, ha ricordato il presidente: «Nonostante l'incessante ed encomiabile impegno delle forze dell'ordine e dei magistrati inquirenti, dai vari distretti giudiziari giungono anche quest'anno allarmanti rilievi circa la capacità operativa ed espansiva del crimine organizzato anche all'estero». È quanto ha da ultimo assicurato Lupo, dopo aver ringraziato il Colle per la sua attenzione costante ai temi della giustizia e il premier Mario Monti per la sua presenza. Omaggio anche al primo Guardasigilli donna, Paola Severino.
Giovedì, 26 Gennaio 2012

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