Attualità
LA PROTESTA
Napolitano, festa di laurea
Bologna: studenti contro la polizia.
di Francesca D'elia
Folla di studenti indignati (guarda la gallery), in piazza a Bologna, contro il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per la consegna della laurea ad honorem, in relazioni internazionali, da parte dell'ateneo bolognese al capo dello Stato. L'università ha scelto di premiare il presidente per il suo «contributo fondamentale allo sviluppo della cultura europea e al superamento degli steccati ideologici».
I ragazzi, contrariati da questo riconoscimento, hanno organizzato un corteo di manifestazione, raccogliendosi in piazza Verdi per iniziare una protesta: hanno lanciato uova, pomodori e hanno anche usato spray urticanti e un liquido corrosivo che ha intaccato i giubbetti del reparto mobile di polizia. Gli scontri hanno ben presto assunto un tono violento: il questore vicario è stato preso a calci e anche un giornalista de La Repubblica ha ricevuto delle manganellate.
Giorgio Napolitano, arrivato alla Fondazione per le Scienze religiose Giovanni XXIII - dove ha scoperto una targa per la dedica al Collegio internazionale Nino Andreatta di un edificio attiguo all'associazione - ha commentato duramente questi episodi di violenza: «Le manifestazioni di dissenso e di protesta se sono motivate e si esprimono correttamente possono essere prese in attenta considerazione, altrimenti no». «Francamente un commento sulle uova e sugli accendini non mi pare di doverlo fare».
INCIPIT CERIMONIA IN MEMORIA DI SCALFARO. Napolitano è arrivato poco prima delle 11, vestito con i paramenti accademici dell'Università, bordati di viola - colore distintivo della facoltà di Scienze politiche - ed è entrato in Santa Lucia dall'ingresso posteriore, in via de' Chiari. Il rettore Ivano Dionigi, prima del suo intervento, che ha coinciso con l'inaugurazione dell' anno accademico 942, ha proposto un minuto di raccoglimento in memoria di Oscar Luigi Scalfaro.
Dionigi ha poi iniziato la cerimonia di consegna della laurea al presidente della Repubblica, svoltasi in stile medievale. Il rettore ha posto sul capo di Napolitano il berretto simbolo della funzione dottorale, gli ha consegnato il libro chiuso e poi aperto, gli ha infilato l'anello al dito e infine lo ha abbracciato, pronunciando le formule in latino. Il rito ha preceduto il discorso in aula di Napolitano.
«Possibili revisioni di norme della seconda parte della Costituzione»
Il capo dello Stato ha iniziato la sua lezione invitando le forze politiche e il parlamento a verificare «la possibilità di definire o di prospettare credibilmente revisioni di norme della seconda parte della Costituzione», dando prova «del loro senso di responsabilità».
Per quanto riguarda l'attuale situazione economica e politica, Napolitano ha commentato che «l'apporto della politica resta decisivo anche dopo la nascita di un governo senza la partecipazione di personalità rappresentative dei partiti, ai quali spetta creare le condizioni per il rilancio di una competizione non lacerante quando, al termine della legislatura, gli elettori saranno chiamati alle urne, e per il nuovo avvio di una dialettica di alternanza non più inficiata da una conflittualità paralizzante e non chiusa alle convergenze politiche che le esigenze e l'interesse del Paese potranno richiedere». Ha definito «essenziale» la capacità di aprire questa prospettiva «affinché i partiti e le istituzioni recuperino quella fiducia che si è venuta tanto indebolendo».
Nel suo discorso ha ricordato Nino Andreatta e Paolo Bufalini due riferimenti culturali per il presidente della Repubblica perchè «appartennero alla schiera di quei politici umanisti su cui l'Italia ha potuto contare e di cui avrà bisogno anche nel futuro».
Napolitano ha infine concluso la sua lectio magistralis con un richiamo al ruolo dell'Ue e della Nato: «È stato decisivo fare della scelta europeista e atlantica la base condivisa di ogni possibile evoluzione dei rapporti tra forze politiche accomunate da un antico e costante ancoraggio ai principi della Costituzione repubblicana».
«Tagliare la spesa pubblica non significa farlo alla cieca», ha poi spiegato il presidente della Repubblica. «Fra uso del bisturi e del machete può esserci anche qualcosa di intermedio per salvaguardare l'insostituibile impegno finanziario pubblico nella cultura».
La contestazione dei centri sociali. Studenti in corteo
La rivolta si è spaccata tra studenti e appartenenti ai centri sociali. Il Collettivo Tpo e Sadir hanno scelto di contestare la visita del presidente Napolitano con in mano sacchi dell'immondizia con attaccato un cartellino che indica la facoltà di laurea e con in testa il copricapo dei nuovi dottori. Circa 30 e 40 manifestanti dei centri sociali erano attorno alle 11.30 fermi in presidio in via Castiglione, lontani almeno 300 metri dall'aula Magna. I partecipanti alla rivolta hanno poi lanciato contro un cordone della guardia di Finanza rotoli di carta igienica e alcuni sacchi della spazzatura.
GIOVANI: «NAPOLITANO, RESPONSABILE DELLA PRECARIETÀ». I collettivi degli studenti, circa un centinaio, invece hanno scelto per un corteo che ha attraversato la zona universitaria della città, con l'obiettivo dichiarato di raggiungere l'aula Magna dell'Università dove è in corso la cerimonia per consegnare la laurea da honorem al presidente della Repubblica. La protesta è stata organizzata dalla Rete-Occupy Bologna ed è partita alle 10.30 da piazza Verdi verso l'aula Magna Santa Lucia. Gli studenti hanno imboccato via Petroni, forse nel tentativo di aggirare il blocco di polizia e carabinieri che si trovavano sotto le Due Torri verso via Castiglione. L'aula era il loro obiettivo ma sono stati respinti più volte dai cordoni di polizia. Molti i cori contro il presidente. «Per noi Napolitano non è la faccia pulita che tutti descrivono. Altro che Re Giorgio! Lui è il primo responsabile di un futuro segnato dalla precarietà».
Repressione della polizia alle proteste
Questo corteo ha proceduto con vari stop-and-go a causa dei blocchi della polizia che ha cercato di placare i disordini degli studenti che hanno lanciato uova e spazzatura di fronte all'ateneo. Per due volte la manifestazione è stata fermata (via Guerrazzi e via Sampieri) e ha dovuto imboccare vicoli laterali, per poi imboccare la centrale Strada Maggiore contromano nel traffico. In via é Poeti sembrerebbe sia stato aggredito dalla polizia un giovane, probabilmente estraneo al collettivo, che però è stato isolato dagli altri studenti.
RIMASTO COLPITO NEGLI SCONTRI UN CRONISTA DI REPUBBLICA. Questo è stato il cuore dello scontro, gli indignati hanno attaccato il cordone della polizia, con un tentativo di sfondamento e lanciando uova; la reazione è stata immediata, e anche un cronista di Repubblica è stato colpito dalle manganellate alla testa e a un braccio.
In seguito, il centro della città è stato chiuso dalla polizia.Il corteo, respinto, s’è spostato lungo i viali cittadini, bloccando il traffico. Tensione qui anche con gli automobilisti: uno di loro è sceso dall’auto, innervosito perché non riusciva ad andare al lavoro, e si è spintonato con un manifestante, altri si sono beccati verbalmente con i ragazzi del corteo. Poi gli indignati hanno concluso la propria marcia in Piazza Verdi, zona universitaria, dopo due ore di corteo.
Anche Napolitano ha commentato duramente l'accaduto: «Inammissibile che la protesta sfoci nella violenza. Reazioni pericolose che vanno al di là della richiesta d’ascolto».
MANIFESTI CONTRO IL CAPO DELLO STATO. Hanno campeggiato striscioni con le scritte «Presidente Napolitano, la laurea te la diamo noi oggi» e ancora «Profumo d'austerity», facendo riferimento alla presenza del ministro dell'Istruzione Francesco Profumo nella città emiliana.
Alcuni ragazzi hanno esposto cartelloni su cui hanno riprodotto il disegno di una pergamena che simboleggerebbe i vari tipi di laurea che vorrebbero consegnare al capo dello Stato: una ad esempio per il «ddl Gelmini», una per «il governo delle banche», alle «politiche di austerity» e per «il bombardamento libico».
MINISTRO CANCELLIERI SOSTIENE NAPOLITANO. Il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri, uscendo dall'aula magna di Santa Lucia, ha espresso il proprio personale dispiacere per le proteste violente a Bologna: «Mi dispiace per quanto successo, si tratta di una piccola minoranza, non è nell'anima di Bologna». Nella mattinata il ministro aveva minimizzato l'entità della manifestazione, commentando che «l'impressione che abbiamo è che tutto si stia svolgendo tranquillamente. Sono state enfatizzate delle cose, ma sicuramente tutta la città è con lui. Così come tutto il Paese».
Lettera di apprezzamento per Napolitano dal Teatro di Bologna
I lavoratori e le lavoratrici del teatro Comunale di Bologna hanno scritto una lettera da consegnare al Presidente della Repubblica, in occasione della sua partecipazione a un concerto straordinario condotto da Lucio Dalla in occasione del decennale dell'Hospice Seragnoli.
I dipendenti hanno voluto esprimere: «Profondo apprezzamento» a Napolitano, per la difesa della produzione culturale italiana e un cortese invito a prendere una posizione contro: «Un attacco ingiustificato ed ingiustificabile alle fondazioni Lirico-Sinfoniche, tramite una legislazione che, fingendo una riforma, ne sta provocando la dissoluzione».
Nella lettera è stato sottolineato il grande impegno profuso dal teatro comunale di Bologna per una razionalizzazione e qualità del prodotto, nonostante questo compito si sia scontrato con gli ostacoli dati dalla «Discutibile normativa nazionale, dal ritardo nel versamento dei ridotti contributi pubblici, dalle difficoltà dell'accesso al credito e dal drastico taglio dei contributi dei privati».
I lavoratori hanno infine ricordato il fatto che da anni non venga rinnovato il contratto nazionale delle fondazioni lirico sinfoniche e hanno definito non condivisibile la divisione delle stesse attraverso l'individuazione di fondazioni «Di eccellenza, dimenticando che riconosciute tutte come eccellenza del sistema lirico-sinfonico italiano».
Lunedì, 30 Gennaio 2012
(4)
non è un '68
Sempre loro,sempre i centri sociali e la sinistra estrema,come si puo pensare di farli rientrare in Parlamento quando sono incapaci di misurare le loro intemperanze ? Ricordo quando agli esami all'Università non aprivano bocca e pretendevano il 18 politico.Sono ancora cosi? Ahi quante braccia sottratte a lavori socialmente utili.
Se vogliono imitare gli americani facciano sit-in ,non tirino vernice,uova e scchi di immondizia,d'altronde a Bologna sono gli stessi che non accettavano le ordinanze del sindaco per la chiusura anticipata dei locali,in zona movida,al fine di far riposare i poveri abitanti stressati dal chiasso notturno!!!
" l'impressione che abbiamo è che tutto si stia svolgendo tranquillamente"
In linea con l'intervista "faziosa" alla Cancellieri su rai3, sulla TAV ha detto qualcosa come "c'è stato sempre molto dialogo con chi la pensa diversamente".
A ciascuno il suo
Chi si esprime fuori dal coro manifesta il malcontento per quelle leggi ,che hanno danneggiato principalmente i meno abbient, varate e fatte applicare dai capintesta di turno.Questo è leggittimo.
Invece suscita indignazione il capo del coro che afferma:
" l'impressione che abbiamo è che tutto si stia svolgendo tranquillamente"
LAUREA DE CHE?
Adesso che la laurea non ha più valore si continua a distribuire quelle ad honorem? Ma la festa è finita anche per 'O Napolitano. Da ora in poi le sue uscite non saranno più tanto tranquille. Questo mi fa venire in mente il dubbio che 7 anni di Quirinale siano troppi. Difficile che la popolarità regga per così tanto tempo.
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