TUTTO ITALIA EUROPA AFRICA ASIA NORD-AMERICA SUD-AMERICA OCEANIA Login | Registrati |  Domenica, 20 Maggio 2012- 00.27

Attualità 

SARDEGNA

L'Isola degli scandali

Mazzette per il parco eolico e sussidi con sesso.

di Gabriele Lippi

Sesso, soldi, politica. Quella che Portoscuso, un paese di 5 mila abitanti in provincia di Carbonia e Iglesias, sta vivendo in questi giorni, è una delle tante storie di malaffare a cui l'Italia è sempre più abituata.
Il protagonista è Adriano Puddu, 65 anni, dal 2007 sindaco della città del Sulcis Iglesiente al centro delle cronache nazionali per la vicenda Alcoa. Puddu è infatti finito in manette sabato 28 gennaio, con l'accusa di aver ricevuto tangenti per la realizzazione del parco eolico della Portovesme, su un terreno che nel 1963 avrebbe dovuto ospitare la Cinecittà sarda, per iniziativa di Amedeo Nazzari, l'attore scomparso nel 1979.
Concussione, corruzione e abuso d'ufficio i reati contestati al sindaco dalla procura, con una richiesta d'arresto emessa dal pubblico ministero Daniele Caria e convalidata dal giudice per l'indagine preliminare del tribunale di Cagliari Giorgio Altieri.
MAZZETTE PER IL PARCO EOLICO. Un'inchiesta iniziata a ottobre 2010 a seguito dell'esposto presentato da Valeria Sanna, ex assessore della giunta di Puddu, dimessasi perché contraria al progetto del parco eolico.
Fatali i 9.050 euro in 10 banconote da 500 e 81 da 50, ritrovati dagli investigatori nella cassaforte personale del sindaco a marzo 2011. Per Puddu si trattava di una somma da utilizzare fino a Pasqua, ma per gli inquirenti era solo una parte della ben più cospicua tangente pagata da Carlo Lolliri, amministratore delegato della Portovesme, anch'egli indagato con l'assessore comunale ai Servizi sociali Selena Galizia.
TERRE CEDUTE CON LA FORZA. Lo scopo sarebbe stato quello di approvare delibere favorevoli all'azienda metallurgica che opera nel settore dei non ferrosi (piombo e zinco), e che chiedeva a gran voce di poter realizzare un parco eolico per abbattere notevolmente i costi dell'energia e proseguire con la produzione.
Secondo gli inquirenti, i proprietari dei terreni sono stati costretti dal sindaco, a cedere le terre a Puddu e a un suo assessore. Attraverso prestanomi, il primo cittadino ha poi costretto il procuratore speciale della società Sarda Invest, Gianfrancesco Guiso Gallisai, a vendere i 540 ettari gravati da un vincolo di uso civico alla Bellosino, holding controllata dalla Glencore, così come la Portovesme.
VERSAMENTI TOTALI DI 126 MILA EURO. Su quei terreni è poi stato realizzato un parco eolico con 22 autogeneratori in grado di produrre 142 milioni di chilowatt all'anno, pari al 23% del fabbisogno energetico della Portovesme.
Le indagini bancarie incrociate hanno accertato come Puddu avesse effettuato versamenti in contanti sul proprio conto privato per 126 mila euro, proprio nel periodo tra il 2007 e il 2010, in sostanziale contemporaneità con la cessione dei terreni e l'approvazione del parco eolico.

Sussidi sociali concessi solo dopo favori sessuali

Ma le indagini hanno portato ad altre scoperte. Dalle intercettazioni è infatti emerso un secondo filone di inchiesta che condurrebbe Puddu al centro di uno scandalo sessuale legato alla concessione di sussidi sociali del Comune.
Donne in difficoltà economiche, ricattate brutalmente e forzate ad avere rapporti sessuali con il sindaco e con alcuni suoi amici, tra i quali il parroco del paese, don Antonio Carta, che Puddu, in un'intercettazione, chiama «il padre nostro».
Non è noto il nome dell'accusatrice che ha voluto scoperchiare il vaso di Pandora, una donna che, stanca degli atteggiamenti del sindaco, ha cominciato a opporsi, e ha visto il suo nome depennato dalle liste per i sussidi comunali.
«Sono stufa del comportamento di quest'uomo con noi ragazze di Portoscuso», ha detto agli inquirenti, «approfitta delle donne in difficoltà per portarle a letto».
INTIMIDAZIONI DALLA GIUNTA. A introdurla nel giro era stata la sorella, che per qualche tempo aveva accettato le proposte di Puddu, spaventata dalla minaccia del sindaco: «O fai così, o non lavorerai mai a Portoscuso». Il Comune le pagava la luce e l'aiutava con il pagamento dell'affitto, finché non ha deciso di dire basta.
Adesso la cittadinanza vuole che si faccia giustizia, che la spirale di mal costume in cui era precipitata l'amministrazione comunale di Portoscuso venga spezzata. L'opposizione in Consiglio comunale chiede a gran voce le dimissioni della giunta e della maggioranza, andando anche incontro a intimidazioni di vario genere. Per esempio al vicesindaco Giorgio Alimonda e l'assessore Alessio Santius hanno già revocato le deleghe, mentre il compagno di Sanna, Ignazio Meloni, deve fare i conti con l'ordinanza di demolizione del Coco Loco's pub.
Per Portoscuso, già afflitta dall'emergenza Alcoa, un altro colpo mortale.

Lunedì, 30 Gennaio 2012


File multimediali correlati a questo articolo

Adriano Puddu, sindaco di Portoscuso.

3 foto
FOTO

Commenti (1)

mario221 31/gen/2012 | 13:01

il popolo Sardo piange, i suoi politici si danno ai baccanali!!! reagite !!!!

Per scrivere un commento è necessario registrarsi: Loggati - Registrati