Attualità
POLITICA
Lusi, tesoriere furbetto
Spariti dal conto della Margherita 13 milioni di euro dal 2008.
Soldi del partito utilizzati per acquistare un appartamento al centro di Roma e altri beni personali. Sono 13 milioni di euro della Margherita i fondi che l'ex tesoriere del partito è accusato di aver dirottato su società italiane ed estere a lui intestate.
Si tratta di rimborsi elettorali e di altri finanziamenti provenienti dal Partito democratico, ma depositati sul conto di Democrazia e libertà da cui il senatore del Pd Luigi Lusi ha attinto per gestirli come fossero suoi. E per questo è indagato con l'accusa di appropriazione indebita dalla procura di Roma, che ha iniziato le indagini (non ancora finite) a novembre 2011.
RUTELLI SMENTISCE LA RESPONSABILITÀ. Da chiarire, infatti, ci sono ancora alcuni aspetti, uno dei quali riguarda l'intera movimentazione del conto corrente, sul quale aveva la delega a operare anche l'ex presidente della Margherita Francesco Rutelli che ha già annunciato di essersi costituito parte civile insieme con gli ex vertici del partito. L'attuale leader di Api è stato interrogato come testimone dai magistrati e ha dichiarato di non aver mai avuto alcun ruolo nella gestione economica.
FONDI PRELEVATI DAL 2008 AL 2011. Lusi avrebbe invece ammesso di aver spostato i soldi e non è escluso che alla fine possa addirittura decidere di patteggiare la pena. Intanto sono stati disposti ulteriori controlli per ricostruire «entrate» e «uscite» tra gennaio 2008 e l'estate 2011, periodo durante il quale il senatore avrebbe «svuotato» il conto, per verificare eventuali altri trasferimenti illeciti.
Dal conto di Dl, 90 bonifici a Lusi in meno di tre anni
Gli accertamenti sono iniziati quando i magistrati hanno ricevuto segnalazione di un'operazione sospetta da Bankitalia. Da un conto corrente intestato a Dl sono infatti partiti 90 bonifici in poco più di due anni e mezzo e dunque si è chiesto alla guardia di finanza di scoprire causali e destinatari dei soldi.
Quel deposito - come hanno scoperto gli investigatori delle Fiamme gialle - «è alimentato da accrediti disposti a titolo di rimborso elettorale e da trasferimento di fondi del Pd». Si è così scoperto che gli accrediti sono stati tutti inviati alla «Ttt srl», una società riconducibile a Lusi, che ha giustificato la transazione come «pagamento di fatture per consulenze».
Eppure le verifiche patrimoniali hanno raccontato tutta un'altra storia.
APPARTAMENTO NEL CUORE DI ROMA. Con i soldi del partito, l'ex tesoriere della Margherita ha acquistato un appartamento in via Monserrato 24, nel cuore di Roma, per 1,9 milioni di euro. Agli atti dell'indagine è stata allegata anche la pratica di mutuo e la documentazione dalla quale risulta che l'acquirente è proprio senatore del Pd, visto che negli atti notarili non vengono indicati altri beneficiari.
Dalle verifiche degli investigatori è emersa anche un'azienda che si occupa di transazioni di stabili e appartamenti, la «Paradiso immobiliare». Le prime verifiche hanno accreditato l'ipotesi che possa trattarsi di un trasferimento fittizio di denaro destinato a Lusi.
Ma sono stati gli importi a interessare chi indaga. Perché c'è stato un primo trasferimento di 1,863 milioni di euro nella casse della società ed è stato poi disposto un ulteriore accredito allo stesso beneficiario, questa volta pari a 2,815 milioni. E la causale è sempre la stessa: consulenze.
Possibile che si tratti di prestazioni professionali legate a compravendite di beni molto costosi, hanno ipotizzato gli inquirenti, perché però utilizzare i soldi del partito? Lusi si è davvero appropriato indebitamente di tutti questi soldi o copre invece affari di altri?
Soldi anche in Canada destinati alla moglie consulente

Lusi è accusato di aver sottratto in due anni e mezzo 13 milioni di euro dal conto della Margherita.
Per capire se Lusi si è davvero appropriato indebitamente dei soldi del partito o invece stia coprendo qualcuno, le indagini si sono spostate a Toronto dove ha sede la Luigia Ltd, società di dominio canadese anch'essa riconducibile al senatore del Pd, che ha ricevuto 272 mila euro.
Sono stati analizzati anche i trasferimenti di somme di inferiore entità, ma ritenuti comunque interessanti dagli inquirenti perché riguardano direttamente Lusi. Sul suo conto personale sono stati infatti bonificati 49 mila euro, mentre altri 60 mila sono arrivati invece su quelli intestati al suo studio legale. Ulteriori 119 mila euro li ha ricevuti pure lo studio di architettura «Giannone-Petricone» che ha sede in Canada. E non sembra affatto una coincidenza che Pina Petricone, nata a Toronto, sia la moglie del Senatore.
IL SENATORE NON NEGA LE TRANSAZIONI. Per far luce sulle transazioni, i magistrati vogliono capire se davvero sia riuscito a sottrarre i 13 milioni senza che nessuno se ne accorgesse, o se invece abbia potuto contare sulla complicità di qualcuno.
Appare infatti poco credibile che in tre anni - quando la Margherita era già fusa con i Democratici di sinistra ed era nato il Pd - nessuno gli avesse chiesto conto della destinazione dei soldi. Anche perché si trattava per la maggior parte di rimborsi elettorali e dunque di disponibilità da utilizzare per iniziative degli esponenti del partito o comunque da concordare con gli alleati che, tra l'altro, avevano dirottato parte dei finanziamenti proprio su quel deposito.
SI CERCA CHI AVREBBE DOVUTO VIGILARE. Nonostante Rutelli abbi già negato di aver autorizzato trasferimenti di somme, è necessario capire che tipo di controlli erano stati predisposti dalla Margherita, tenendo conto che circa 5 milioni di euro sono stati utilizzati per pagare le tasse.
Si deve quindi verificare se si trattasse di imposte relative ai soldi ricevuti dalla Margherita dopo le elezioni oppure di balzelli relativi agli affari privati. E stabilire anche chi avrebbe dovuto vigilare sul corretto utilizzo dei soldi e non l'ha fatto.
Martedì, 31 Gennaio 2012
(2)
Poi si dice che la politica ha necessariamente un costo
Ma questi sono i costi ? Quanto poi al finanziamento ai partiti: non c'era stato un referendum che l'aboliva ? Perché dagli Stati Uniti d'America prendiamo solo le cose peggiori (vedi finanza) e non le cose migliori: 1) i partiti non ricevono alcun finanziamento pubblico, 2) molte spese possono essere portate in deduzione nella denuncia dei redditi al fine di evitare l'evasione fiscale, 3) i corotti vanno in galera regolarmente oltre a dover restituire il malloppo, 4) il candidato con scheletri nell'armadio viene immediatamente smarcherato, 5) non si concepisce che un capo dell'esecutivo venga beneficiato dalla prescrizione, 6) gli evasori scudati hanno pagato salato e non hanno beneficiato dell'anonimato ecc. ecc.. Non mi risulta che per queste quisquilie quel Paese sia antidemocratico, in Italia invece gli stessi comportamenti fanno gridare al comunismo.
Naturalmente tutto questo è di importanza marginale
FINALMENTE Spiegato perkè. tutti i partiti politic,i fingono di appoggiare il Governo Monti, ma non sbraitano nell'opporsi ai provvedimenti piu disumani verso il popolino, stanno immobili a guardare che lo stesso si distrugga con le sue mani , ma sempre accorti che nessuno leda i propri interessi,. d'altronde bisogna riconoscere che non abbiamo nenache visto nessuno dei vecchi marpioni( sia di Dx , di centro o di Sx ) strapparsi i capelli nel difendere i suoi provvedimenti ......Morale, si toglie la Pensione ai poveri cristi che hanno lavorato una vita , ma non parliamo dei finanziamenti ai partiti, o dei rimbosi ellettorali, che d'altronde nel caso della lega sono serviti per investire nei Paradisi FIscali (qualcuno ne parla più???? no adesso per fortuna abbiamo Schettino per distrarre il popolo)
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