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Attualità 

GERMANIA

Niente seggio per Frau Schröder

La moglie dell'ex cancelliere silurata nella corsa per il parlamentino della Bassa Sassonia.

di Pierluigi Mennitti

Il cognome famoso non le ha portato fortuna. Doris Schröder-Köpf, 48 anni, quarta moglie dell’ex cancelliere Gerhard Schröder, non sarà candidata per un posto di deputato nel parlamentino della Bassa Sassonia.
A farla fuori sono stati i suoi stessi compagni di partito che, nella sezione di Südstadt-Bult, piccolo quartiere di Hannover, le hanno preferito Sigrid Leuschner, parlamentare uscente che da ben 18 anni difende le idee e le politiche dei socialdemocratici nell’assemblea del Land della Germania settentrionale.

La ex giornalista silurata alle primarie

Hannover è stata la patria politica di Gerhard Schröder. Qui ha fatto la sua gavetta politica fino a diventare presidente regionale dal 1990 al 1998, e da qui ha preso la rincorsa che lo ha portato alla cancellieria dal 1998, quando sconfisse uno stanco Helmut Kohl, al 2005, quando venne battuto per un soffio da una felpata Angela Merkel.
FUORI AL PRIMO COLPO. Ma l’aria di casa non ha fatto bene alla sua quarta moglie Doris, un passato da giornalista combattiva trascorso nelle redazioni dell’Augsburger Allgemeine, della Bild e di Focus e un presente da manager nel consiglio di amministrazione del gruppo dei grandi magazzini Karstadt.
La sua avventura politica si è arrestata nelle primarie per la scelta del candidato che hanno coinvolto gli iscritti del partito: «La moglie dell’ex cancelliere è stata battuta anche nella quarta delle 5 votazioni previste», ha riportato lo Spiegel, «dopo che, nelle precedenti 3 votazioni, due le aveva perdute e una si era conclusa a pari voti».
Così i giochi sono fatti e, per Doris Schröder-Köpf, di fatto chiusi. Teoricamente, resterebbe aperta ancora una chance: i delegati che si sono espressi per la sua avversaria, dovrebbero rigettare la loro scelta in occasione della grande assemblea di collegio fissato per il 21 marzo e, in quella stessa occasione, capovolgere la propria preferenza a favore dell’ex first-lady. Ma la percentuale che un tale colpo di scena possa avvenire è pari a zero.

Penalizzata dall'eredità politica del marito

La decisione dell’ex giornalista di scendere in campo in Bassa Sassonia era stata accolta con molto clamore dai media nazionali. La sua figura ha sempre attirato grande attenzione mediatica negli anni della cancelleria di Schröder.
MAMMA IMPEGNATA. Madre di una figlia avuta dal primo matrimonio con un giornalista della prima rete televisiva pubblica Ard, aveva poi adottato assieme all’ex cancelliere una bambina russa nel 2004 e un secondo bambino nel 2006.
Negli anni berlinesi aveva preso parte a molti progetti sociali a favore dei bambini e dei giovani e nel 2005 si era in qualche modo gettata a gamba tesa nella campagna elettorale poi perduta dal marito, accusando l’allora avversaria Angela Merkel di complicità nel basso tasso di natalità dei tedeschi e di scarsa competenza nelle politiche per la famiglia e per le donne. Un passaggio non proprio elegante, giacché la cancelliera non aveva (e non ha) figli.
IL PESO DEL PASSATO. Ma la sua recente sconfitta non ha avuto tanto a che fare con il suo carattere irruente, quanto con l’eredità politica dell’ingombrante marito. L’ala sinistra del partito aveva accolto con molte critiche la sua candidatura, sollevando un vero e proprio fuoco di sbarramento.
E se la trionfatrice Sigrid Leuschner ha commentato con un laconico «sono felice» l’esito del risultato, di ben altro tenore sono state le reazioni di altri esponenti. «L’ex presidente regionale del sindacato Ver.di Wolfgang Denia ha dichiarato che grazie a Dio esistono nell’Spd ancora persone per le quali non è sufficiente essere moglie di qualcuno per essere elette in parlamento», ha proseguito lo Spiegel, «e che Doris Schröder-Köpf non ha l’odore di stalla del partito».
POCO DI SINISTRA. La colpa dell’ex first-lady sarebbe quella di essere dalla parte dei capitalisti, con il suo posto nel consiglio di amministrazione di Karstadt, al contrario dell’amata Sigrid Leuschner, che assieme ai trascorsi di parlamentare di lungo corso può annoverare anche quelli di sindacalista.
IL DECENNIO RIFORMATORE. Ma una colpa ancora più grande è quella di essere proprio moglie di colui che, con le riforme passate sotto il nome di Agenda 2000 e introdotte proprio all’inizio dello scorso decennio, ha rivoluzionato in senso liberista il mercato del lavoro e lo stato sociale tedesco.
Un’eredità pesante per l’ala sinistra dell’Spd, ancora non digerita a 10 anni di distanza. La stessa Schröder-Köpf lo aveva avvertito negli ultimi giorni della sua disperata battaglia, quando aveva cercato di recuperare consensi prendendo le distanze dalla politica riformista del marito.
Una politica che, per ironia della sorte, proprio lo scorso fine settimana era stata per la prima volta apertamente lodata da Angela Merkel, per la quale la forza economica della Germania di oggi si deve proprio al coraggio riformatore dimostrato da Gerhard Schröder al momento giusto.

Mercoledì, 01 Febbraio 2012


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