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Attualità 

LA SENTENZA

Cambogia, Khmer rossi: ergastolo per «Duch»

L'aguzzino della dittatura condannato per genocidio.

Kaing Guek Eav è stato condannato all'ergastolo dal tribunale misto dell'Onu, sotto l'accusa di crimini di guerra e contro l’umanità, genocidio della minoranza musulmana Cham e di quella vietnamita.
Il verdetto è arrivato dalla Cambogia, terra degli Khmer Rossi, la sanguinaria dittatura comunista di Pol Pot, che tra il 1976 e il 1979 ha sterminato 1,7 milioni di persone.
Il 69enn Kaing Guek Eav, detto il 'compagno Duch', era responsabile del carcere-lager di Tuol Sleng e la sentenza d'appello del tre febbraio ha sancito la fine di un procedimento giuridico che ha segnato la totale vittoria all'accusa: Duch era infatti stato condannato in primo grado a 30 anni di reclusione, il che avrebbe significato la libertà fra soli 18 anni, avendo il Khmer rosso già trascorso un lungo periodo in cella.
A NULLA È VALSO IL RICORSO PRESENTATO DA DUCH. Il ricorso del compagno Duch non ha quindi portato ai risultati da lui sperati: la difesa ha sostenuto infatti che egli fosse solo un ufficiale minore con il compito di eseguire gli ordini, pena l'uccisione da parte dei pezzi grossi degli Khmer rossi.
L'uomo ha mostrato nel corso del lungo processo segni di pentimento, stupendo però con la richiesta di assoluzione totale nel corso dell'arringa finale alla corte.
ANCORA IN CORSO IL PROCESSO CONTRO GLI ANZIANI LEADER. Alla prospettiva di vederlo libero già nel 2030 i superstiti del regime e i parenti delle vittime si erano ribellati alla sentenza di primo grado e ora sono stati accontentati: Duch è stato condannato all'ergastolo, unico fra gli esponenti del regime. Si teme, inoltre, che il processo contro i tre maggiori leader degli Khmer rossi, Nuon Chea, Ieng Sary e Khieu Samphan, possa non concludersi mai viste le deboli condizioni di salute degli anziani imputati.
 

Venerdì, 03 Febbraio 2012


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