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Attualità 

CALCIO

Scommesse, Dainelli e Milanetto dagli zingari

La procura: incontro dopo Lazio-Genoa 4-2.

Gli scossoni del calcio scommesse delineano un terremoto più grande dei timori. Novità della giornata di venerdì 3 febbraio è stata la rivelazione della visita degli ex genoani Omar Milanetto e Dario Dainelli in un albergo di Milano dopo Lazio-Genoa (4-2), ultima partita della stagione 2010-2011, per incassare da Hristiyan Ilievski figura di spicco del gruppo degli zingari il premio per la presunta combine del match. Quello di Dainelli (che ha negato in lacrime) è un nome che compare per la prima volta nelle carte dell'inchiesta.
Ma la black list delle gare sospette si è allargata a macchia d'olio e per la serie A la paura è diventata allarme: nel bilancio delle procure di Cremona e Bari i match 'truccati' della stagione 2010-2011 sarebbero infatti saliti a 14: ultime in ordine cronologico tre gare del Bari (con Roma, Brescia e Sampdoria) e Napoli-Sampdoria.
L'INCONTRO CON DAINELLI E MILANETTTO. Stando alla ricostruzione, degli agenti della Polizia di Stato, la sera del 14 maggio, Iliewski, dopo il match finito 4 a 2, era a Milano, dove incontrò l'ex capitano del Bari, Antonio Bellavista, e il giorno dopo lo raggiunsero i genoani  Milanetto e Dainelli. «Evidentemente - scrive il procuratore di Cremona Roberto di Martino - si tratta di un incontro finalizzato dalla consegna di denaro ai giocatori, dopo che la partita aveva realizzato il risultato programmato». I calciatori genoani sono stati difesi dal direttore sportivo dei Grifoni, Stefano Capozzucca: «Non commentiamo finché non abbiamo certezze. Posso dire soltanto che ho sempre avuto piena fiducia nei ragazzi che sono venuti qui».
PREZIOSI: «ERANO LÌ PER UN ADDIO AL CELIBATO». Il presidente Enrico Preziosi ha spiegato che i due giocatori erano lì «per partecipare a un addio al celibato». Quanto ai sospetti, «non mi sembra ci siano riscontri a oggi. Qualora dovessero emergere prove ne prenderemo atto». Palazzi prepara le audizioni coordinandosi con i pubblici ministeri (pm): in serie A ogni anno si giocano 380 partite, passarle tutte al setaccio non è compito facile. Certo è che se il quadro è così allarmante la serie A rischia di perdere pezzi: si aspettano nuovi 'pentiti', ma non è aria di 'grazia'.

Conferme alle dichiarazioni di Gervasoni

Accertamenti tecnici sui tracciati dei telefoni cellulari hanno poi confermato le dichiarazioni della 'gola profonda', ex calciatore del Piacenza, Carlo Gervasoni, che nel dicembre scorso ha chiamato in causa 41 persone, tra atleti ed ex. Compreso il calciatore Alessandro Zamperini, che era stato messo in contatto con Ilievski dal portiere del Piacenza, Mario Cassano (quello che concordò con l'ex capitano dell'Atalanta Cristiano Doni come non parare un rigore).
NEGATA REVOCA DOMICILIARI A ZAMPERINI. Proprio Zamperini, per i giudici del Riesame di Brescia, non è credibile quando afferma di avere consentito a combinare le partite perché «minacciato di morte» dagli Zingari. I giudici, che gli hanno negato la revoca dei domiciliari, spiegano che le sue «specificazioni» di «esservi stato indotto da minacce di morte o simili appaiono di nessuna credibilità sia per la genericità delle stesse, sia per l'assenza di elementi fattuali di dettaglio circa le suddette minacce, sia, infine, per l'eccentricità rispetto ad una narrazione di Zamperini di sostanziale adesione a quel progetto delittuoso in un ambito in cui gli organizzatori del sistema illegale avevano ampie e facili possibilità di contattare i soggetti intranei al sistema calcistico - come dimostrato dalle altre confessioni degli indagati Gervasoni e Carobbio».

Responsabilità oggettiva, Palazzi: «Architrave giustizia sportiva»

Tante, troppe le squadre coinvolte e torna a far discutere la responsabilità oggettiva, che molti vorrebbero modificare sostanzialmente per evitare ai club di subire la mannaia delle penalizzazioni per colpe commesse dai loro tesserati. Sul punto il procuratore capo della Figc, Stefano Palazzi, che ha completato il tour delle procure che indagano facendo visita a Bari dopo Cremona, è stato chiaro: «La responsabilità oggettiva è un'architrave della giustizia sportiva e se n'è già tenuto conto nei procedimenti della scorsa estate, perché le sanzioni hanno tenuto conto delle situazioni particolari». «Nel merito non posso entrare, comunque ci sono le regole».
AL LAVORO SUL CALENDARIO DELLE AUDIZIONI. La seconda tranche dello scandalo appare corposa e comunque Palazzi è pronto a partire: non c'è l'urgenza della scorsa estate quando bisognava fare i calendari e il campionato era alle porte, ma il pool federale è al lavoro per stilare il calendario delle audizioni. Un lavoro subordinato al via libera delle procure che, come nel caso di Bari con quello di Masiello, hanno secretato alcuni interrogatori-chiave.
Si conta molto sulla collaborazione dei personaggi coinvolti con lo strumento degli sconti di pena, già dal 2007 nei processi sportivi e applicato  nella prima fase del procedimento.

Venerdì, 03 Febbraio 2012


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Gli ex genoani Oscar Milanetto (a sinistra) e Dario Dainelli (a destra).

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