Attualità
MANIFESTAZIONI
Occupy Scampia fa flop
Maltempo, ma non solo. in piazza più reporter che persone.
di Fiorella Taddeo
Non sono state piantate tende a piazza Giovanni Paolo II. Scampia non ha avuto il suo Zuccotti Park. Questo esteso piazzale all'ombra delle ben note Vele, palazzoni simbolo della decadenza del quartiere e tra le location del film “Gomorra”, avrebbe dovuto ospitare Occupy Scampia, l'iniziativa lanciata con un tweet dalla deputata del Pd Pina Picierno dopo la diffusione della notizia di un presunto coprifuoco imposto dalla camorra agli abitanti del quartiere alla periferia nord di Napoli.
PIÙ CRONISTI CHE MANIFESTANTI. Ma all'appuntamento si sono presentanti in pochi. A “occupare” la piazza c'erano soprattuto cronisti arrivati da tutta Italia per seguire l'evento e alla spicciolata sono poi arrivati anche politici locali. Un flop insomma. Dalla rete alla realtà il passaggio non ci è stato. Alcuni, come la stessa Picierno, lo hanno collegato al maltempo che ha impedito gli spostamenti tanto in città quanto fuori regione.
Altri invece, e si tratta soprattuto di rappresentanti di associazioni, parrocchie e circoli sportivi che da anni lavorano sul territorio, lo avevano in qualche modo previsto. «Non siamo fenomeni da baraccone» ha commentato Marco Pirone, allenatore di calcio all'oratorio di Don Guanella dove fanno sport oltre trecento ragazzi che vivono a Scampia. «Questo tipo di approccio non fa bene a questo quartiere. Noi ci occupiamo di Scampia ogni giorno, facciamo volontariato e non ci è stato imposto alcun coprifuoco. È una notizia che ci fa male».
UN FLOP PREVISTO. Mirella Pignataro del Gridas, un'associazione culturale che da 30 anni opera con i ragazzi del quartiere smorza i toni, ma si fa portavoce dello stesso pensiero. Il 19 febbraio porterà tra le strade di Scampia, ancora una volta, un colorato corteo di Carnevale, un evento a cui la sua associazione lavora con la gente del posto da trent'anni. «Vedere persone che si muovono è sempre un bene» ha spiegato. «Non si critica la buona volontà della gente che ha lanciato Occupy Scampia. Ma quando ci si confronta con realtà delicate come la nostra bisogna avere l'umiltà di ascoltare prima chi vive giorno per giorno il territorio. Gli eventi una tantum non servono a nulla, abbiamo bisogno di cose che durano. Qui le persone sono stanche di essere considerate come eroi o criminali».
ISTITUZIONI ASSENTI DA SEMPRE. È infatti il desiderio di normalità quello che esprimono quei pochi abitanti del quartiere che, incuriositi dalla folla di giornalisti e poliziotti, si affacciano sul piazzale. «Scampia è un quartiere che fa il 65% di raccolta differenziata» ha urlato alle telecamere uno di loro.
«È un quartiere che vive grazie alle sue associazioni. Qui non c'è nessuno perché gli abitanti di Scampia si svegliano alle sei del mattino e vanno a lavorare. Cosa fanno invece le istituzioni? Dov'è l'università che ci avevano promesso? Quando abbattono queste maledette Vele?». Gli fanno eco le parole dell'attore Andrea Messina: «Abbiamo bisogno di interventi strutturali seri. Basta passerelle mediatiche».
Un quartiere fantasma con gli stessi problemi della città
Sotto la pioggia incessante fa capolino anche Giovanni Maddaloni, una vita dedicata allo sport e al suo quartiere. Suo figlio, Pino, è uno di quelli che ce l'ha fatta. È un campione di judo, medaglia d'oro alle Olimpiadi di Sidney, un simbolo positivo per questa periferia. «Oggi ho dovuto trascurare i miei ragazzi per venire qui per urlare la mia indignazione» ha dichiarato, «siamo stanchi di essere strumentalizzati. Vogliamo le stesse cose che vogliono tutti, i nostri giovani meritano quello che hanno tutti i ragazzi in Europa: lavoro e dignità. Questo è un quartiere fantasma: non c'è un cinema, non c'è un centro commerciale. Cosa aspettano a fare qualcosa di concreto?».
CAFIERO DE RHAO TIRA LE ORECCHIE AI NAPOLETANI. Nella serata del 3 febbraio è arrivato in piazza anche Federico Cafiero de Rhao, procuratore della Dda di Napoli. «È stata una giornata troppo fredda per spingere le persone fuori casa» ha sottolineato «Ma i napoletani avrebbero dovuto partecipare di più.
I problemi di Scampia sono problemi di tutta la città. In troppi qui subiscono in silenzio. Io invito tutti a ribellarsi di più a questo stato di cose. Devono rivolgersi allo Stato e collaborare con la magistratura che così potrebbe intervenire con maggiore frequenza». Il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha invece fatto sapere con una nota: «Stando alle informazioni istituzionali di cui sono in possesso, attualmente a Scampia non vige alcun coprifuoco, il che non significa una sottovalutazione della recrudescenza di sangue che pure si è verificata, nelle ultime settimane in particolare, in questo quartiere e soprattutto nelle aree limitrofe. Scampia» ha continuato,«sicuramente rappresenta un territorio difficile e complesso. Possiede però anche il grande merito di aver saputo dar prova di una “resistenza democratica”, condotta dai suoi abitanti, contro la camorra».
Nel frattempo la pioggia insistente ha fatto scappare a casa anche i pochi intervenuti. Qualcuno si è rifugiato al Centro Mammut che affaccia proprio sulla piazza. Luca, Chiara, Massimo e i tanti operatori che lo animano quotidianamente sorridono. Il clamore fuori la porta non li ha distratti dalle loro attività quotidiane.
I RAGAZZINI IGNARI DI TUTTO. Le maestre di Scampia si sono date appuntamento qui, come ogni settimana, per un seminario. C'è la presentazione di un libro e decine di ragazzini del quartiere entrano ed escono come sempre. Nella mediateca attrezzata con alcuni pc c'è chi guarda i video su You Tube dei propri rapper preferiti («Senti, senti questa» ci dicono «è troppo forte») e chi prova a connettersi a Facebook, salvo poi essere bacchettato da uno degli assistenti. «Tu accussì pierd o' tiempo» spiega alla ragazzina affamata di social network uno degli operatori del centro. «Devi fare cose costruttive. Che hai fatto oggi a scuola? Hai fatto i compiti oggi pomeriggio?». La bimba fa spallucce ma capisce. Nella mediateca hanno fatto il loro ingresso anche due fratelli di 10 e 14 anni. «Ma che sta succedendo qua fuori?» hanno chiesto. I ragazzi del centro provano a spiegare e i due fratellini iniziano a ridere. «Coprifuoco a Scampia? Twitter? Non sapevamo nulla» ci hanno spiegato. «Nessuno si può permettere di dirci cosa fare e non fare. Quando vogliamo uscire di casa e venire qui nessuno ce lo può impedire».
Sabato, 04 Febbraio 2012
(4)
@getro
L'unica cosa che posso dirti è che l'assenteismo è stata una presa di posizione contro i politici approfittatori, contro quelli che sull'onda della cronaca nera vogliono "salvare" il quartiere ma poi, tra un mese, saranno già spariti... La gente del quartiere non ha paura di metterci la faccia o, scusami l'eufemismo, il culo, anzi... Io ho lavorato in un'associazioni di volontariato che lavora con i bambini, e conosco tanta gente che lavora anche con figli di pregiudicati e camorristi, e non si preoccupa di essere pacata o di non esagerare, anzi... E proprio perché ho vissuto lì fino a 19 anni, frequentando anche liceo e piscina nel quartiere, so cosa significa vivere il quartiere, so cosa significa vivere una guerra di camorra (Di Lauro-Scissionisti per la precisione) e per questo ti dico che nessuno di noi, abitanti onesti, ha mai provato paura e ha permesso a questa gente di cambiare la propria vita. Ti porto un esempio semplice e stupido ma, secondo me, significativo: io, e come me tanti altri ragazzi, scendevo di casa ed andavo a scuola a piedi in piena guerra di camorra; né i morti ammazzati né tantomeno la presenza evidente della criminalità mi ha mai fatto cambiare una virgola del mio quotidiano...
In sintesi, non siamo impauriti o preoccupati di eventuali rappresaglie, siamo semplicemente stufi di questi SCIACALLI che si ricordano di questo quartiere solo quando ci sono i morti ammazzati...
PS Tra l'altro il caso Scampia, all'epoca della guerra Di Lauro - Scissionisti, scoppiò perché due ragazzi su un motorino lanciarono un bossolo ad una volante della Polizia, e da quel momento giornali, politici ed autorità cominciarono a prestare attenzione alla situazione. Prima di quell'evento, che chiamare eccessivo è dir poco, i cammorristi si ammazzavano per strada a qualsiasi ora senza che nessuno intervenisse o tantomeno indagasse, quindi...
@rispondo a ormone
grazie di avermi scritto,è vero,non abito a Scampia perciò molte cose possono sfuggirmi,ma l'articolo parla di più reporter che partecipanti,la parte buona del quartiere che sicuramente è anche la maggioranza dove era?quale è stato il motivo di questo assenteismo?mettiamoci anche paura e menefreghismo che ci possono stare,col mio precedente commento ho voluto difendere la non partecipazione degli abitanti puntando il dito verso politici e istituzioni assenti dal territorio,mi metto nei panni di uno scampiese che oggi partecipa al corteo e domani spenti i riflettori si trova solo a guardarsi le spalle,ho girato un pò di mondo e ho visto che ovunque c'è un ghetto c'è l'assenza dello stato,mi rendo conto di essere stato duro e apparentemente eccessivo nel commentare l'articolo su Scampia ma quando vedo una città come Napoli uno dei grandi simboli di bellezza e cultura dell'Italia che viene offesa e umiliata continuamente mi trasale una rabbia che non ha limiti,amo quella città,quando fanno l'occupy in USA i partecipanti brandiscono cartelli con scritto:siamo il 99 per cento......e sanno di esserlo,saluti a te è stato un piacere.
@getro
Perdonami, ma tu da dove vieni?? Hai mai frequentato il quartiere? Conosci le associazioni che operano sul territorio, come operano e quanti ragazzi coinvolgono? Ti sei mai preoccupato di verificare che sul territorio fossero tutti collusi con la Camorra come tu pensi?
Il tuo commento è non solo offensivo ed irrispettoso, ma anche superficiale... Prima di parlare o sparare sentenze, impara a conoscere ed approfondire direttamente gli argomenti di cui vorresti discutere, grazie.
vi meravigliate di come è andata?
a Scampia e non solo la gente vive o meglio sopravvive di camorra,l'unico segnale valido potrebbero darlo i politici e le istituzioni ma sono troppo occupati a rubare,spartirsi vitalizi,cariche,a raccomandare parenti,amici e puttane varie,la gente di quel posto non è contenta di vivere così ma non hanno alternative,una persona ha bisogno di far parte di una comunità legale o illegale non importa basta che sia.
Per scrivere un commento è necessario registrarsi: Loggati - Registrati




6 foto


