Attualità
IL CASO
Corruzione, Vaticano: «Accuse non provate»
Il governatorato della Santa Sede: «Viganò è stato smentito».
Il caso Viganò ha scosso profondamente le fondamenta dei palazzi
Vaticani. Che solo ora a 8 giorni di distanza hanno replicato
alle accuse di corruzione. Da quando la trasmissione Gli intoccabili su
La7 ha reso pubbliche le due lettere in cui l'ex
segretario, Carlo Maria Viganò, in cui chiedeva a papa
Bendetto XVI e al cardinale Tarcisio Bertone di aprire
un'inchiesta su un situazione di malaffare, ammanchi e
corruzione nel sistema di appalti e forniture della Santa
Sede.
Il 4 febbraio il governatorato ha risposto pubblicamente alle
accuse e ha dichiarato che le asserzioni di Viganò «sono frutto
di valutazioni erronee, o si basano su timori non suffragati da
prove», anzi apertamente «contraddetti» dalle persone citate
come testimoni. Il governatorato vaticano ha espresso «grande
amarezza», rilevando che «le asserzioni in esse contenute non
possono non causare l'impressione» che lo stesso
governatorato «sia un'entità inaffidabile, in balia di
forze oscure».
LE ACCUSE DI VIGANÒ. L'ex segretario, che
in un solo anno era riuscito a riportare in attivo i bilanci di
Città del Vaticano, aveva denunciato un sistema di malaffare e
costi gonfiati negli appalti nella Santa Sede. La7 ha citato
nello specifico il passo in cui Viganò ha parlato del «comitato
finanza e gestione» creato per tamponare la grave situazione
finanziaria del Governatorato e lo ha definito «composto da
alcuni grandi banchieri i quali sono risultati fare più il loro
interesse che i nostri».
L'ex segretario del governatorato aveva anche raccontato di
una sola operazione finanziaria che nel dicembre 2009 ha mandato
in fumo circa due milioni e mezzo di dollari. Secondo la
trasmissione Gli Intoccabili del 'comitato' farebbero
parte del comitato noti banchieri come Pellegrino Capaldo, Carlo
Fratta Pasini, Ettore Gotti Tedeschi e Massimo Ponzellini.
Il buco di bilancio «dovuto alla grande crisi internazionale»
Ora a otto giorni di distanza è arrivata la risposta ufficiale.
In una dichiarazione a firma del presidente emerito cardinale
Giovanni Lajolo, di quello attuale Giuseppe Bertello,
dell'attuale segretario generale Giuseppe Sciacca (successore
di Viganò dopo il trasferimento di quest'ultimo alla
nunziatura di Washington) e dal vice segretario Giorgio
Corbellini, la presidenza dell'ente che gestisce
l'amministrazione della Città del Vaticano ha sconfessato le
«asserzioni» contenute nell due lettere dell'ex
segretario generale, la prima indirizzata al papa in data 27
marzo 2011 e la seconda al cardinale segretario di Stato Tarcisio
Bertone l'8 maggio.
«PERDITE SPALMATE NEGLI ANNI». Intanto la
presidenza ha voluto confutare il fatto che fu solamente la mano
severa di Viganò sugli appalti a rimettere le casse in attivo.Il
governatorato ha ricordato che «gli investimenti finanziari del
governatorato, affidati a gestori esterni, subirono rilevanti
perdite durante la grande crisi internazionale del 2008. Secondo
criteri contabili stabiliti dalla prefettura degli Affari
economici della Santa Sede in aderenza ai criteri stabiliti in
Italia, dette perdite vennero distribuite anche
sull'esercizio del 2009, che segnò quindi un passivo per
euro 7.815.000». E ha fatto rilevare che, «a prescindere dalle
perdite finanziarie, la gestione economico-funzionale del
governatorato restò in attivo», e che «il passaggio dal
risultato negativo per euro 7.815.000 del bilancio consuntivo del
2009 al risultato positivo (finale) per euro 21.043.000 del 2010
fu dovuto principalmente a due fattori: alla gestione degli
investimenti finanziari del governatorato, affidata dal Cardinale
Presidente all'Apsa sezione Straordinaria nel 2009, e, in
misura ancor maggiore, agli eccellenti risultati dei Musei
Vaticani».
«Seguiremo i consigli della McKinsey»
Poi viene affrontata la questione bollente degli appalti. Nel
comunicato è spiegato che «gli appalti per nuove opere di un
certo rilievo - come per esempio. il restauro in corso del
Colonnato di piazza San Pietro o la costruzione della fontana di
San Giuseppe - vengono assegnati con regolare gara e dopo esame
da parte di una commissione ad hoc, istituita di volta in volta
dal Cardinale presidente». Mentre «per i lavori di non grande
entità la direzione dei servizi tecnici si avvale del proprio
personale o anche di ditte esterne qualificate, ben conosciute,
sulla base di prezziari in uso in Italia».
AL SERVIZIO DEL PAPA. La presidenza non ha perso
l'occasione per citare anche la consulenza della Mc Kinsey e
la sua consulenza sul bilancio. «Ben consapevole del fatto che
la gestione del Governatorato, seppur già ben ordinata e
proficua» è scritto ancora nella nota, «può essere
ulteriormente perfezionata in conformità alle raccomandazioni
espresse dalla società di gestione McKinsey, incaricata nel 2009
dal cardinale presidente su proposta del comitato finanza e
gestione». L'attuazione delle proposte migliorative avanzate
dalla McKinsey, «già da tempo avviata, sarà proseguita nello
stesso spirito, e si ribadisce che la trasparenza e il rigore,
lodevolmente perseguiti dalla precedente Presidenza, con pari
impegno e altrettanta serenità, sono perseguiti anche dagli
attuali Superiori». Quindi la conclusione nel nome di Benedetto
XVI: il governatorato, nella sua interezza, riafferma infine «la
comune ferma volontà di continuare ad impiegare tutte le forze
nel servire, con fedeltà ed integrità totale, il Sommo
Pontefice, nella consapevolezza del grande onore e della grande
responsabilità, che esso ha nell'essere al servizio del
papa».
Sabato, 04 Febbraio 2012
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PARLIAMO DI POTERI FORTI....
anzi "fortissimi" dove non fanno mai trapelare niente, in quel chiudersi a riccio. Ed è paurosa la loro azione in far scomparire elementi di provata complicità. Non parliamo quando scompaiono essere umani. Una delle "caste" più forti ed impenetrabili. Sono gli amici fidati dei banchieri, per le loro ricchezze e liquidità inestimabili. Su questo non lo deduciamo noi. Lo si è evidenziato sempre in quella loro presenza in quei uomini d'affari che gravitano su questa "piazza". Opportunisti, calcolatori, silenziosi e paurosi come quei loro canti......
e i banchieri cosa dicono - nulla tuitti zitti per onorare il motto mafioso - non vedo - non parlo - non sento
ma perchè nessuno dei giornali sente in diretta i banchieri per chiedre un semplice se è vero o falso che fanno parte di un comitato di investimenti. e se si i presidenti hanno informato i componenti dei rispettivi cda?
la Chiesa cattolica è la prima banda malavitosa di livello planetario fino a quando esisteranno papi,vescovi, preti e suore, nel mondo ci sarà sempre miseria, corruzione, rubeie e pedofilia
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