Attualità
IL CASO
Wikileaks, Corte Marziale giudicherà Manning
Talpa di Assange accusata di aver fornito 700 mila documenti segreti.
È stato deciso che il soldato scelto Bradley Manning, al centro dello scandalo Wikileaks, venga giudicato da una Corte Marziale. È quindi finito nell'aula di un tribunale militare il più grosso caso di fuga di notizie sensibili del Dipartimento di Stato americano, con centinaia di migliaia di documenti pubblicati sul web dall'organizzazione di Julian Assange.
NON RISCHIA LA PENA DI MORTE. Bradley, 24 anni, è accusato di aver fornito nel 2010 centinaia di migliaia di documenti segreti riguardanti soprattutto la gestione delle guerre in Afghanistan e Iraq. Se venisse giudicato colpevole, per il giovane soldato si aprirebbero le porte del carcere, anche a vita. Non rischierebbe invece la pena di morte anche se la connivenza col nemico è considerato un reato capitale. L'esercito Usa ha reso noto che il Tribunale militare «nominerà un giudice e toccherà a lui stabilire la data del processo».
LA DIFESA: «ESERCITO HA MINIMIZZATO I PROBLEMI DI BRADLEY». Attualmente Manning si trova in un carcere militare. All'epoca della fuga di notizie, il soldato lavorava nel 'Sensitive Compartmented Information Facility' come analista informatico in Iraq, e aveva accesso ai documenti top secret. Il suo legale, David Coombs, ha intenzione di giocarsi due carte: puntando sulla mancanza di sicurezza nella struttura dove lavorava Manning oltrechè sul fatto che l'esercito ha minimizzato i suoi problemi di carattere emotivo. Secondo la difesa «un ambiente ostile all'omosessualità come quello dell'esercito avrebbe contribuito a creare disordini mentali ed emotivi e spinto il soldato a portare alla luce materiale ritenuto sensibile».
Sabato, 04 Febbraio 2012

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