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Attualità 

ABUSO MINORILE

Chiesa: 4000 casi di pedofilia in 10 anni

Lettera del Papa al Simposio: «La priorità è la cura delle vittime».

Il messaggio che ha lanciato il Papa via lettera, attraverso la voce del segretario Tarcisio Bertone, all'apertura al Simposio internazionale contro la pedofilia, che è avvenuta il 6 febbraio, è stato di un incoraggiamento al rinnovo della Chiesa ad ogni livello, anche nella cura e guarigione delle vittime di abuso minorile che deve essere «preoccupazione prioritaria della comunità cristiana».
L'invito a una risposta coordinata di fronte alla pedofilia ecclesiastica e non, è stato sostenuto anche dal cardinale William Joseph Levada, il quale ha concentrato a sua volta l'attenzione sulla tutela dei minori e sulla lotta agli abusi: «I vescovi in primo luogo, e le conferenze episcopali in modo coordinato, prendano allora esempio da Benedetto XVI e si facciano carico di questa risposta».
IN 10 ANNI 4000 CASI DI PEDOFILIA ECCLESIASTICA. Solo negli ultimi 10 anni sono infatti arrivati all'esame della Congregazione per la dottrina della fede oltre 4.000 casi di abusi sessuali su minori e queste circostanze, ha dichiarato Levada: «Hanno rivelato, da un lato, l'inadeguatezza di una risposta esclusivamente canonica a questa tragedia e, dall'altra, la necessità di una reazione più complessa».
La necessità è di cooperare con le autorità civili per riconoscere che l'abuso sessuale non è solo un crimine all'interno del diritto canonico ma anche del diritto penale della maggior parte delle giurisdizioni.   
Il Simposio, ha sottolineato il porporato, ha lo scopo di indicare il forte impegno del Papa e di tutta la Chiesa per «trovare i modi migliori per aiutare le vittime, proteggere i minori e formare i sacerdoti di oggi e di domani affinché siano consapevoli di questa piaga e venga eliminata dal sacerdozio».
LEVADA: «SOTTOPORRE I SACERDOTI A MAGGIOR SCRUTINIO». A fronte di un numero veramente elevato di casi di pedofilia denunciati, il messaggio della Chiesa al Simposio non è stato particolarmente innovativo ma l'impegno degli ecclesiastici nella lotta agli abusi sessuali è stato confermato come più intenso.
Secondo Levada  il problema ha interessato anche il personale laico che lavora per la Chiesa, nonché la formazione dei candidati al sacerdozio, sui quali il cardinale ha commentato: «È necessario sottoporli a un maggiore scrutinio».
Il porporato ha anche riassunto l'impegno di Benedetto XVI contro gli abusi,  iniziato quando il Papa era ancora cardinale prefetto della Cdf, con lo scandalo scoppiato negli Stati Uniti alla fine degli anni '90.
E nel messaggio di impegno lanciato dall'università Gregoriana, Levada ha concluso: «Vale la pena ripeterlo:  coloro che hanno abusato sono una piccola minoranza. Tuttavia, questa piccola minoranza ha provocato un gran danno alle vittime e alla missione della Chiesa».

Lunedì, 06 Febbraio 2012


Commenti (3)

enkisamael 09/feb/2012 | 01:14

GLI IPOCRITI DI SEMPRE
NON FATEVI IMBROGLIARE ANCORA UNA VOLTA COME DA 2000 ANNI
Come ha sottolineato, infatti, Tom Doyle, il Crimen sollicitationis impone categoricamente la scomunica immediata (latae sententiae) a chi denuncia i crimini di pedofilia e che soltanto le gerarchie ekklesiastiche hanno funzione giuridica in simili reati. L’ostacolo è proprio questo: che tutte le cause in corso sono soggette al “segreto pontificio” . In particolare, il Crimen impone che le cause di abusi sessuali siano segretissime e su esse scenda il “silenzio perpetuo”, sia da parte dei giudici canonici sia anche dei testimoni, delle vittime e dei violentatori. Questo va a collidere con le disposizioni civili dello Stato italiano che nell’art. 378 del codice penale punisce a titolo di favoreggiamento personale “chiunque, dopo che fu commesso un delitto per il quale la legge stabilisce l’ergastolo o la reclusione […] aiuta taluno a eludere le investigazioni dell’Autorità, o a sottrarsi alle ricerche di questa”.
da: LA RELIGIONE CHE UCCIDE
COME LA CHIESA DEVIA IL DESTINO DELL’UMANITÀ

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josephine 07/feb/2012 | 10:27

il loro problema sarebbe, in parte, facilmente risolvibile: lasciateli sposare!!!!!!!!!!!!! Così, come tutti gli uomini normali, sfogheranno i loro istinti sulle proprie mogli, invece che con i pensieri libidinosi verso i bambini-ragazzi, ma dov'è scritto, nei vangeli o nella bibbia, che i sacerdoti non devono sposarsi? Va beh che la loro eredità andrebbe alla famiglia invece che tornare alla "casa", ma ne vale la pena se eliminiamo la pedofilia...

mario221 06/feb/2012 | 21:21

Da quali mani chi ci crede riceve la comunione?
LA PRIMA A GIUDICARE DEVE ESSERE LA MAGISTRATURA POI SE IL CASO DIO! non ho voglia di scrivere niente tanto mi fanno schifo!

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