Attualità
CAFFÈ AMARO
Lavoro, mammoni e lo stupidario del Welfare
Sui giornali la polemica sul posto fisso e ancora i conti della Margherita.
di Nico Arse
«Gli italiani vogliono il posto fisso, magari vicino a mamma e papà». Queste parole pronunciate dal ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, fanno riesplodere la polemica sul mercato del lavoro. Subito dopo si aggiunge anche il ministro del Welfare, Elsa Fornero, che dice: «Basta promettere l’illusione del posto fisso» (La Repubblica). Michel Martone, quello col capello da gigolò che fa il viceministro a sua insaputa, aveva invece dato degli «sfigati» a quelli che si laureano in ritardo. Loro però il posto fisso lo hanno voluto, a cominciare da Mario Monti, col posto fisso al Senato, a vita.
I COLLUSI DELLA MARGHERITA
Quanta fretta ma dove corri, dove vai. Il Pd espelle Luigi Lusi e cerca di insabbiare la vicenda sconvolgente dei soldi (nostri) trafugati per finanziare le correnti del Pd. «Lusi non è più membro del Pd. La decisione è stata assunta all'unanimità. L'espulsione non è appellabile perchè non c'è un grado sopra la commissione di garanzia» spiega Luigi Berlinguer, presidente della Commissione di garanzia (di che?) del Pd.
Un verdetto che non viene però accettato dal diretto interessato. È «volutamente infamante», lamenta l'ex tesoriere. «I processi», aggiunge, «si fanno nelle aule giudiziarie, non con dichiarazioni alla stampa e riunioni clandestine. Continuo ad avere fiducia nei magistrati. Lo statuto del Pd prevede l'espulsione dei suoi iscritti solo in caso di condanna di terzo grado, quindi in via definitiva» (La Repubblica).
Ma per Lusi si è andati molto più in fretta. Temono che possa uscire qualcosa di imbarazzante anche per loro? Il sospetto c’è. Nel frattempo, con il passare del tempo, i contorni della vicenda si definiscono. «Abbiamo scoperto degli artifici contabili, dei fagioli fatti passare per patate», dicono dalla Margherita. Che ha anche scambiato dei carciofi per revisori dei conti.
IL CULONE INCHIAVABILE
Il Giornale se la prende con Giulio Tremonti, come ai vecchi tempi, e lo pugnala alle spalle mentre è impegnato a presentare il suo libro, publicizzatissimo sul Corriere della Sera (gruppo Rizzoli): «Ecco la prova, è stato Tremonti a dare il colpo di grazia al Cavaliere. Fu l’ex ministro a opporsi al decreto anti-crisi da presentare a Cannes. Così il governo fallì la missione sviluppo e il premier fu costretto a lasciare». Non è stata Angela Merkel allora, è stato lui, quel culone inchiavabile.
SUPER BOWL, SUPER SLURP
Clint al Super Bowl: «Mai arrendersi». Sergio Marchionne ha voluto il famoso attore-regista americano perlo spot della Chrysler. Ma lo spot fa discutere l’America. «Lui è repubblicano, ma sembra fatto apposta per Obama».
La Stampa di Torino e della Fiat monta la polemica sulla pubblicità di Eastwood per dedicare una pagina all’auto dell’editore, la Fiat-Chrisler. E infatti il taglio basso è tutto per il maglioncino con barbetta di Marchionne. Con una chiusa da antologia: Il conduttore incalza Marchionne per sapere quanto è stato pagato Eastwood e la risposta è: «Si tratta di un uomo generoso, quanto gli daremo lo destinerà in beneficenza e ciò dimostra che non ha fatto lo spot per soldi», ma per far sapere che ha fiducia nel riscatto dell’America. Proprio come Sergio Marchionne». Slurp slurp slurp.
GIOVANOTTI E TROMBONI
Melassa a go go nella prima pagina della Stampa con una letterina in stile Fabio Volo di Jovanotti a Vasco Rossi per il suo compleanno: «Buon compleanno Vasco! Oggi ripenso alla prima volta che ho incontrato la tua musica e a quanto mi colpì. Come se qualcuno avesse inventato un colore nuovo che avevo dentro ma che nessuno aveva mai rappresentato. Ero un ragazzino e d’estate lavoravo in una radio privata, Radio Foxes, a Cortona, il paese dei miei», etc etc. Oltre non siamo riusciti ad arrivare, ce ne scusiamo con i gentili lettori.
Martedì, 07 Febbraio 2012
(1)
Ahahah... scusati e compresi per non aver letto oltre la letterina di Jovanotti
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