Attualità
IL FENOMENO
«Mammoni» con valigia
60 mila laureati del Sud trasferiti a Nord.
di Gabriella Colarusso
Mammoni affetti dalla sindrome «casa dolce casa», nella migliore delle ipotesi. Bamboccioni abituati a farsi cucinare il pranzo da mammà e a farsi comprare la macchina da papà. Per il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, i giovani italiani - chissà cosa intende poi il ministro per «giovani», visto che ormai giovani lo si è anche a 40 anni - sono restii a lasciare il borgo natio, restano attaccati alla gonnella della madre, sono pigri e anche un po' paurosi. Il lavoro poi lo cercano vicino al nido familiare oppure non lo vogliono.
L'ITALIANO È MOBILE. Magari il ministro un po' di ragione l'ha pure. Se ne avessero davvero la possibilità, gli under 30 e gli under 40 italiani forse sceglierebbero davvero di restare dove sono nati dopo aver studiato e portato a casa due o tre pezzi di carta, tra laurea, master e specializzazioni. Il problema, però, è che non se lo possono permettere.
Vuoi per la crisi economica globale, vuoi per i ritardi strutturali del Meridione, i giovani di casa nostra per inseguire uno stipendio si muovono eccome.
Nel 2010, 60 mila laureati del Sud emigrati al Nord
Nel 2010, secondo lo Svimez, l'associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno, circa 60 mila laureati si sono spostati da Sud verso Nord in cerca di occupazione. Di questi oltre 18 mila hanno anche cambiato residenza. Mentre un numero decisamente inferiore, 1.200 giovani, ha invece preferito andare all'estero.
Per capire quanto esteso sia stato il fenomeno nel 2010, basta confrontare i dati con quelli forniti da una ricerca sulla mobilità del lavoro realizzata da due economisti della Banca D'Italia (Sauro Mocetti e Carmine Porello) nel 2010.
DAL 2000 AL 2005, 80 MILA TRASFERIMENTI. Secondo l'indagine, tra il 2000 e il 2005, oltre 80 mila laureati (l'1,2% dei residenti laureati) hanno abbandonato le regioni del Mezzogiorno per emigrare al Nord in cerca di lavoro. In cinque anni, dunque si è registrato un flusso migratorio di potenziali lavoratori qualificati dal Mediterraneo verso la Padania simile a quello fotografato dallo Svimez per il 2010.
Secondo Almalaurea, poi, solo il 3,8% dei laureati italiani si è detto non disponibile a traferirsi per cercare lavoro. Il rapporto del consorzio interuniversitario sullo stato occupazionale del 2010 dei laureati italiani a cinque anni dalla laurea, racconta di un Paese diviso in due. Con situazioni molto diverse, a seconda che si guardi sopra o sotto il Po.
Più mobilità al Sud, più esterofilia al Nord
Incrociando i dati relativi all'area di residenza, infatti, si nota come la mobilità geografica dei giovani in cerca di lavoro sia diversa a seconda che si viva al Nord, al Centro o al Sud.
A NORD PIÙ STANZIALI. A cinque anni dal diploma, il 93% dei laureati 2004 residenti nel Nord Italia ha svolto gli studi universitari e lavora nella propria area di residenza. Il 3% di loro si sposta sì, ma per andare a lavorare all'estero.
Ma, man mano che si scende lungo lo Stivale, il tasso di mobilità dei giovani per motivi di studio o di lavoro aumenta.
IN FUGA DAL CENTRO-SUD. Nelle regioni del Centro Italia, l'85% dei laureati resta nella propria area di residenza. Un'altra parte, il 5,5%, dopo aver studiato nella propria regione si traferisce al Nord per lavoro. Un 4% torna a lavorare a casa dopo aver studiato nell'Italia settentrionale. Infine, un ulteriore 2% studia al Nord dove si trasferisce definitivamente.
È a Sud, invece, che i numeri della mobilità dei giovani si gonfiano. Circa il 40% dei laureati del Mezzogiorno si sposta per cercare lavoro al Nord o all'estero. E a tornare nella propria terra è solo un laureato ogni 13.
LAUREATI SETTENTRIONALI OLTRE CONFINE. Questo, però, non significa che a «emigrare» - ammesso che questo termine riesca a rendere anche il senso di una libera scelta e non solo di un destino obbligato a causa del contesto socio-economico di provenienza - siano solo i giovani del Sud. Anzi. Un numero sempre maggiore di laureati decide di cercare fortuna all'estero e molti di loro provengono dal Nord.
IN AUMENTO L'ESPATRIO DEI LAUREATI. Tendenza confermata dai dati forniti dall'associazione Giovani Talenti sulla base delle elaborazioni Istat.
Prendendo come riferimento il periodo 2004-2008, i laureati del Nord Ovest emigrati all'estero sono cresciuti del 90,9%, quelli del Nord Est del 93,8%, e quelli del Centro addirittura del 153%. Più contenuta, invece, è la crescita dei laureati emigrati provenienti dal Sud (+28,1%) e dalle isole (+55,6%).
Le mete più attraenti per i giovani che scelgono l'estero continuano a essere la Gran Bretagna, la Germania e la Svizzera. Mentre i Paesi in cui si concentra, in proporzione alla popolazione locale, la maggior parte dei laureati emigranti sono il Lussemburgo, gli Emirati Arabi e la Cina.
Martedì, 07 Febbraio 2012
(4)
questi parlano dei loro figli...
... che oltre ad essere mammoni sono anche spocchiosi, arroganti e ladri!
cancellieri
ma questa zozza, dei sacrifici veri che ne sa.... è nata con la zizza in bocca, sputa solo sentenze e non capisce una mazza.....
la metteri io a vivere con 3 figli con 800 euro al mese, poi mi venisse a dire che i giovani vogliono stare vicini alla famiglia.... i giovani vogliono stare vicini alla famiglia perchè un piatto caldo e un letto non viene tolto loro, se con la politica del "tutti precari" non hanno un reddito per portare avanti una vita decente.
poi c'è una domanda che mi attanaglia: ma un precario può richiedereun mutuo? nel senso.... glielo danno? no , perchè allora ci state a prendere per il culo.... come penso che sia
...A volte mi chiedo dove vivono i nostri politicanti, sembra proprio che non abbiano ben chiara la situazione. Purtroppo parte dei giovani del SUD iniziano ad emigrare già dopo il diploma, basti pensare a tutti quelli che vanno a studiare fuori sede. Sig.ra Cancellieri glielo vada a spiegare a mio padre il suo pensiero, visto che non si capacita del fatto che su 4 figli nessuno vive vicino a lui. Una volta mi confessò che guardava altri nonni con altri nipoti e li invidiava, visto che era un'emozione che a lui gli veniva negata per ovvi motivi logistici ...... Mammoni un kazzo .... mi piacerebbe tanto esserlo ... ma il mio amato paese, grazie a gente come Lei, purtroppo non melo permette.
Se la Cancellieri fosse stata magari di Bolzano......
Una donna con un accento chiaramente bolzanino come la Cancellieri che disconosce i sacrifici delle mamme meridionali ,Sono più di cento anni che vedono partire figli, mariti, ora si meriterebbero di averli vicino ed invece le statistiche i numeri continuano a dire che si continua ma la Fornero, Monti e la Cancellieri non lo sanno o fingono di non saperlo magari per far sentire queste mamme meno sole.......
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