Attualità
SANITÀ
Allarme protesi Pip: clinica di Torino sospesa
Sono 38 gli impianti sotto indagine e praticati senza autorizzazioni.
La Sanità italiana risponde con fermezza all'allarme delle protesi mammarie Pip che metterebbero a rischio la salute di numerose donne a livello internazionale. La richiesta da parte del ministro Renato Balduzzi - appoggiato dal francese Xavier Bertrand - di avere maggiori controlli nelle cliniche del nostro Paese non è andata vana.
Il 7 febbraio sono state sospese, dalla Regione Piemonte, per trenta giorni alcune attività del Medicenter, un centro di chirurgia estetica di Torino, per una questione legata, appunto, all'impianto delle protesi killer. Queste sono state prodotte dalla Pip (Poly Implant Prothese), fallita nel 2010, e sono risultate pericolose dopo le analisi sanitarie svolte in Francia, dove si è verificato che il tipo di silicone utilizzato è diverso da quello indicato per le certificazioni.
38 OPERAZIONI CHIRURGICHE NON AUTORIZZATE. Secondo quanto si è appreso, la clinica ha eseguito 38 impianti ma non era in possesso delle autorizzazioni necessarie. L'inchiesta è ora sotto il vaglio dei carabinieri del Nas.
La Medicenter è stata denunciata per falsa dichiarazione perché gli agenti, eseguendo una disposizione del ministero della Salute, avevano chiesto ai responsabili un resoconto sugli interventi e si erano sentiti rispondere che il centro medico non solo non ne aveva praticati, ma che non aveva mai tenuto rapporti commerciali con la casa francese produttrice delle protesi.
INDAGINE DEI NAS HA ACCERTATO LA FRODE. I Carabinieri hanno quindi deciso di svolgere una nuova verifica visitando la struttura, ma solo in un secondo momento hanno potuto acquisire le cartelle cliniche. Ad agevolare gli accertamenti è stata, con un esposto, l'associazione di consumatori Codacons.
ALLARME PER TUTTO IL PIEMONTE. Il fenomeno si allargherebbe però all'intera Regione Piemonte. L'inchiesta prende, infatti, in esame 124 impianti di protesi mammarie eseguite in tre cliniche di Torino e provincia.
Le donne considerate «a rischio» sarebbero circa 62: 66 protesi sono state usate nella prima struttura, 20 nella seconda e 38 nella clinica Medicenter.
Martedì, 07 Febbraio 2012

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