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Attualità 

LA DICHIARAZIONE

Ocse: «Monti non deve abbassare la guardia»

Gurria: «Si rischia il contagio per lo scenario internazionale».

Mario Monti è «l'uomo giusto, al momento giusto, al posto giusto per fare le riforme in questo momento storico che vive l'Italia». Ma il premier italiano «non deve abbassare la guardia perché il rischio di un contagio c'é ancora, e non dipende dall'Italia ma dallo scenario internazionale». A dirlo, dopo un giro d'incontri a Roma con i principali esponenti dei dicasteri economici dell'esecutivo, è il presidente dell'Ocse, Miguel Angel Gurria che è entrato nel vivo di alcuni dei punti più critici dell'azione del governo. E lo ha fatto dismettendo i toni da diplomatico (é un ex ministro degli Esteri) usati nella conferenza stampa del 6 febbraio a Palazzo Chigi accanto al premier Mario Monti.
«MONTI NON DEVE ABBASSARE LA GUARDIA». Il problema, ha detto rispondendo alla domanda se ci siano ancora rischi di contagio, con la Grecia e il Portogallo in fortissime difficoltà, «è che non dipende solo dall'Italia. Per questo, una volta presa la direzione giusta, è fondamentale che continui l'appoggio politico all'azione del governo e che Monti non abbassi la guardia. È vero che lo spread scende e la volatilità dei mercati sembra scendere. Ma i rischi ci sono ancora: possono esserci 'incidenti' in altri Paesi, c'é il mercato del greggio pronto a schizzare se si arrivasse vicini al conflitto con l'Iran». ecco perché «l'Italia deve continuare, e consolidare la stabilità istituzionale cui è giunta».
«ART. 18 NON È IL PUNTO FONDAMENTALE DELLA RIFORMA». E poi c'é il lavoro, su cui Gurria ha voluto dire la sua: «Non credo sia corretto caratterizzare il dibattito sulla riforma del mercato del lavoro intorno all'articolo 18, che magari ha bisogno di qualche aggiustamento nella sua applicazione. Ma non è il punto fondamentale della riforma, che include flessibilità ma anche reti di protezione per i lavoratori più vulnerabili, e il reinserimento (attraverso il training) nel mercato del lavoro».
SULLA GRECIA: «CHIUDERE IL PACCHETTO». Lo scenario internazionale è ancora volatile, la crisi non é passata e Gurria ha approfittato per fare un nuovo appello sulla Grecia: «Dobbiamo chiudere il pacchetto, siamo in ritardo da due anni e il ritardo ci è costato un multiplo del totale del debito greco». Insomma, ha detto, «bisogna chiudere»: e oltre ad aumentare la potenza di fuoco del fondo di salvataggio europeo (Gurria ha proposto 1.000 miliardi) dovrebbe entrare nella partita anche la Bce. E un contributo decisivo potrebbe arrivare dal Fondo monetario internazionale, che «sta cercando di aumentare il proprio capitale» per giocare un ruolo più forte in Europa: «Credo che ce la possiamo fare a chiudere anche se i tempi delle decisioni ai vertici internazionali non sono i tempi delle necessità finanziarie».

Martedì, 07 Febbraio 2012


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