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Attualità 

GOLPE

Caos Maldive, scontri negli atolli

Aumenta la violenza: a rischio anche i turisti.

Nella giornata dell'8 febbraio, a sole 24 ore dal colpo di Stato che ha costretto alle dimissioni il presidente maldiviano Mohamed Nasheed e dallo scoppio degli scontri in piazza con la polizia, è cominciato a succedere ciò che tutti temevano: la protesta ha iniziato a spostarsi verso gli atolli turisti dell'arcipelago.
Assalti alle caserme e ai commissariati hanno scosso il paradiso delle Maldive: 250 detenuti si sono scontrati con le guardie carcerarie sopra un'isola e lo stesso ex presidente si è messo in testa al corteo, arringando i militanti nella centrale Republic Square di Malè, in mezzo a gas fumogeni, lanci di pietre e bombe molotov.
L'EX PRESIDENTE È RIMASTO FERITO NEGLI SCONTRI. Nasheed ha chiesto le dimissioni del suo successore ed ex vice Mohamed Waheed Hassan, oltre che «lo svolgimento immediato di nuove elezioni» e, secondo alcuni testimoni, è rimasto ferito al capo e ha subito un breve ricovero in ospedale, ma non è stato il solo: decine di militanti hanno subito lesioni fisiche negli scontri.
Le immagini pubblicate dai social network si sono rivelate molto cruente, con testimoni che hanno riferito di donne 'picchiate selvaggiamente' e di diversi deputati del partito dell'ex presidente arrestati o rimasti feriti.
NESSUN ALLARME PER LA COMUNITÀ ITALIANA. Le fonti diplomatiche hanno riferito che però non c'è stato allarme nella comunità italiana, formata da poche decine di residenti e dai turisti che sono alloggiati negli atolli, ma per il sindaco della capitale, Adbulla Sodig, i turisti sarebbero invece in situazione d'allarme: «in molte isole la gente si sta rivoltando contro la polizia, assaltando le stazioni. Naturalmente questo crea situazioni di pericolo».

I disordini turistici negli atolli Addu, Thinadhoo e Raa

E infatti i disordini si sono già estesi agli atolli Addu e Thinadhoo: nel primo sono stati bruciati i commissariati di polizia di Gan e Feydhoo e sono stati attaccati i vigili del fuoco, fatto che ha portato le fiamme ad espandersi.
Nel secondo i manifestanti hanno attaccato il commissariato di polizia, il tribunale locale e l'ufficio del Consiglio dell'atollo.
Sono stati occupati inoltre anche il commissariato di polizia e il tribunale ad Alifushi, nell'atollo di Raa.
Mentre le Maldive sono in attesa delle missioni diplomatiche di Onu, Commonwealth e, forse, Unione Europea, Nasheed ha denunciato anche di essere stato vittima di «un colpo di stato» attuato da settori di polizia ed esercito il che si è rivelato davvero soprendente poiché, secondo gli analisti, se era noto che la polizia rispondeva all'ex presidente-dittatore Maumoon Abdul Gayoom, l'esercito era considerato vicino proprio all'ex capo delle Maldive.
Nel corso della sua arringa alla folla in piazza, Nasheed ha inoltre dichiarato: «Torneremo nuovamente al potere perché non arretrerò mai. Non accetterò questo golpe e porterò la giustizia ai maldiviani».
WAHEED: «NESSUN GOLPE, ERO ALL'OSCURO». Intanto le accuse di golpismo al presidente Waheed sono state rinnovate anche dall'ex ministro degli Esteri, Ahmed Naseem, il quale lo ha indicato ai giornalisti come «il grande burattinaio» dell'operazione. Ma nel corso di una conferenza, l'8 febbraio, Naseem ha rivolto un appello ai partiti affinché lavorino «alla formazione di un governo di unità nazionale» e ha ha respinto le accuse rivoltegli, ribadendo di «essere stato all'oscuro di quanto accadeva. Vi sembro uno che è capace di tramare un colpo di stato?», ha esclamato, assicurando poi: «Non c'era alcun piano. Io non ero affatto preparato».
ROBERTS: «L'INDIA ESCA DALLA NEUTRALITÀ». Sulla questione della neutralità dell'India in merito, è arrivata la rivelazione del consigliere britannico di Nasheed, Paul Roberts, il quale ha dichiarato all'emittente Ndtv di New Delhi: «avevamo chiesto al governo indiano di intervenire militarmente a sostegno del presidente. L'India deve uscire dalla sua neutralità e decidere chi appoggia».

Mercoledì, 08 Febbraio 2012


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