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CALCIO
Uk, un diavolo per Capello
Critiche dopo l'addio del c.t. italiano.
di Lorenzo Berardi
da Londra
Arrivederci, Don Fabio. Nel pomeriggio di mercoledì 8 febbraio Fabio Capello ha dato ufficialmente le proprie irrevocabili dimissioni da allenatore della nazionale inglese di calcio. Una decisione inaspettata che è arrivata al termine di un infuocato incontro fra il tecnico italiano, il presidente e il segretario della Football association (Fa), David Bernstein e Alex Horne.
UNA RIAPPACIFICAZIONE NAUFRAGATA. Se lo scopo della riunione avvenuta allo stadio di Wembley era quello di sanare le divergenze occorse fra i vertici del calcio inglese e l'ormai ex allenatore della nazionale, l'ipotesi di un riappacificamento è presto naufragata.
E così a cinque mesi dalla fine del contratto che legava Capello alla panchina della nazionale inglese, si è consumata la rottura definitiva fra il tecnico friulano e la Football association.
NO ALLA FASCIA DI CAPITANO PER TERRY. Ufficialmente il motivo dell'addio è la decisione dei vertici del calcio inglese di negare al difensore del Chelsea John Terry la fascia di capitano dell'11 inglese in seguito alle accuse di razzismo rivoltegli dal difensore del Qpr Anton Ferdinand al termine di un match di campionato del 23 ottobre scorso.
Nonostante il caso Terry-Ferdinand sia ancora sub judice con una decisione definitiva che verrà presa nel luglio di quest'anno, la Fa ha deciso di punire anzitempo il giocatore, suscitando le ire del tecnico di San Canzian d'Isonzo vistosi scavalcato dagli eventi e defraudato della propria autorità all'interno dello spogliatoio.
LA CONFERMA TELEGRAFICA DELLA FA. Laconico il comunicato pubblicato mercoledì 8 febbraio sul sito della Football association inglese: «Confermiamo che Fabio Capello ha dato le dimissioni da manager dell'Inghilterra al termine di un incontro avvenuto allo stadio di Wembley. La discussione ha riguardato la decisione dei vertici della Fa di negare la fascia di capitano a John Terry e le reazioni dell'allenatore a questa decisione attraverso un'intervista rilasciata ai media italiani».
Una conferenza stampa convocata dal presidente della Fa David Bernstein per mezzogiorno di giovedì 9 febbraio promette di fare maggiore luce sulle ragioni dell'addio di Capello.
Le critiche della stampa inglese a Capello e l'appoggio degli allenatori
Fabio Capello era divenuto l'allenatore dei Three Lions inglesi il 7 gennaio del 2008 e nei quattro anni e un mese trascorsi sulla panchina dell'Inghilterra non è mai stato particolarmente amato Oltremanica.
LO SCOGLIO DELL'INGLESE POCO FLUIDO. Una mancanza di feeling con i tifosi della nazionale influenzata anche dall'incapacità di Capello di padroneggiare l'inglese in maniera decente, continuando ad avvalersi del sostegno di un interprete sia durante gli alllenamenti sia nel corso delle conferenze stampa. Una barriera linguistica che non ha certo aiutato a rendere il tecnico friulano benvoluto Oltremanica, in un contesto in cui negli ultimi anni allenatori stranieri come José Mourinho, Sven Goran Eriksson e lo stesso Carlo Ancelotti hanno saputo esprimersi e farsi comprendere in maniera assai più efficace.
UN ADDIO CHE SUONA COME UNA LIBERAZIONE. Come ribadito dal Guardian di giovedì 9 febbraio, «a Fabio Capello non è mai realmente importato di imparare l'inglese o di interessarsi alla cultura dell'Inghilterra, un Paese che l'ha assunto per riuscire a vincere un grande torneo internazionale». L'addio di Capello è stato definito una «liberazione» dal tabloid Daily Mirror che ha definito i 49 mesi del regno di Capello come «caratterizzati da un senso generale di confusione, apatia, mancanza di comunicazione e mediocrità diffusa».
Critici, ma nel complesso più misurati, i giudizi sulle dimissioni di Capello da parte del resto della stampa inglese. «Lasciare la guida della squadra per via delle posizioni prese dalla Fa sulla faccenda Terry è stata una patetica pantomima, visto che sarebbe inappropriato che un uomo accusato di offese razziali sia il capitano dell'Inghilterra» ha scritto l'Independent.
Sulla stessa lunghezza d'onda anche il Daily Telegraph che ha accusato Capello «di avere sbattuto i piedi come un bambino irascibile» nella vicenda.
I COLLEGHI-ALLENATORI SOLIDALI CON IL C.T. A sostegno dell'allenatore italiano si sono schierati soltanto alcuni dei suoi colleghi come il manager del Manchester United, sir Alex Ferguson e quello del Chelsea, il portoghese Andre Vilas-Boas secondo il quale «l'allenatore italiano ha tutto il diritto di esprimere la propria opinione e di difendere uno dei suoi giocatori». Solidale con Capello anche l'allenatore del Sunderland, Martin O'Neill, a sua volta candidato alla panchina della nazionale inglese nel 2006. Intervenendo sulle colonne del Daily Mail, O'Neill ha definito «una terribile delusione l'addio di Capello, un allenatore fantastico e che si era guadagnato il diritto di guidare la nazionale inglese agli Europei del 2012 dopo averla qualificata sul campo per la rasegna continentale. E il fatto che questa decisione dipenda dall'incidente legato a John Terry è davvero molto triste».
IN RETE UN MESSAGGIO REGALE. Non si è risparmiato un commento per le dimissioni del c.t. dell'Inghilterra neppure il principe Carlo che in un tweet ha espresso così il suo commiato dall'allenatore italiano: «Cheerio, Fabio Capello. You're clearly not the first Italian to abandon a sinking ship. #capello» («Addio Fabio Capello. Di sicuro non sei il primo italiano ad abbandonare una nave che affonda»).
I risultati non sono bastati a sanare le divergenze
Dal punto di vista dei risultati, il bilancio di Capello alla guida dell'Inghilterra è stato interlocutorio. Alle brillanti vittorie ottenute nelle fasi di qualificazioni per i mondiali del Sud Africa 2010 era infatti seguita la cocente delusione dell'eliminazione ai quarti di finale della rassegna iridata con il secco 4 a 1 rifilato dalla Germania all'undici inglese. Ciò nonostante, le massime autorità del football britannico avevano deciso di rinnovare la fiducia al tecnico italiano confermando il contratto da quattro anni e mezzo siglato all'inizio del 2008 per un compenso principesco pari a 6 milioni di sterline (7,1 millioni di euro) all'anno.
LA QUALIFICAZIONE AGLI EUROPEI 2012. Una decisione ripagata dalla qualificazione per gli Europei di Polonia e Ucraina 2012, ottenuta il 7 ottobre 2011 dall'Inghilterra dopo un pareggio per 2 a 2 in Montenegro là dove il precedessore di Capello, l'inglese Steve McClaren aveva fallito mancando l'ingresso ad Euro 2008. La vittoria in amichevole per 1 a 0 sulla Spagna campione del mondo e d'Europa in carica, ottenuta il 12 novembre 2011, è parsa a molti commentatori inglesi la quadratura del cerchio del lavoro compiuto dal tecnico italiano capace di dare un'identità precisa al gioco dei Three Lions. Purtroppo, i risultati conseguiti sul campo sono stati inficiati dai cattivi rapporti esistenti fra il tecnico italiano e i suoi datori di lavoro, culminati nella polemica e definitiva rottura consumatasi a Wembley.
Harry Redknapp scagionato dal tribunale ed erede di Capello?
Pur dedicando alla notizia e alla ragioni delle dimissioni di Capello le prime pagine di giovedì 9 febbraio, la stampa d'Oltremanica non sembra avere grossi rimpianti sull'addio choc del tecnico italiano e ha già cominciato a interrogarsi sul nome del sostituto. In pole position per ereditare la guida dei Three Lions c'è quell'Harry Redknapp, attuale tecnico del Tottenham, la cui reputazione di bravo allenatore non è stata scalfita a livello mediatico dal processo che lo ha visto imputato per evasione fiscale e recentemente conclusosi con un'assoluzione.
UNA CANDIDATURA CALDEGGIATA DA ROONEY. Le quotazioni di Redknapp come successore ideale di Capello sono in netta ascesa. Da un lato il nome dell'allenatore inglese è stato subito caldeggiato da Wayne Rooney in persona sul proprio profilo Twitter, dall'altro il tabloid più venduto del Regno Unito, il Sun, pare ormai certo sul nome del nuovo tecnico dell'Inghilterra tanto da aprire la propria edizione di giovedì 9 febbraio con un «'Arryvederci» che allude all'addio di Capello e al nome di battesimo di Redknapp.
PROCESSO LAMPO E ACCUSE DI EVASIONE FISCALE. Come evidenziato dalla stampa britannica, mercoledì 8 febbraio è stata una giornata indimenticabile per l'attuale tecnico del Tottenham. In mattinata, il tribunale londinese di Southwark ha scagionato Redknapp dalle accuse di evasione fiscale al termine di un processo lampo cominciato il 23 gennaio scorso. In serata, un Harry Redknapp «finalmente pulito», come lo hanno immediatamente definito i quotidiani d'Oltremanica, è divenuto il candidato più attendibile vox populi per ereditare la panchina abbandonata da Fabio Capello.
Il destino di Redknapp, ex calciatore della nazionale e zio della stella del Chelsea Frank Lampard, pare dunque ormai certo, nonostante le smentite in proposito della dirigenza del Tottehnam. Per Fabio Capello, invece, che ha rinunciato a 1,5 milioni di sterline (2,3 milioni di euro) pur di uscire dal contratto che lo legava alla nazionale inglese potrebbero presto aprirsi le porte di una nuova avventura con un prestigioso club europeo, l'Inter in prima fila.
Giovedì, 09 Febbraio 2012

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