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Attualità 

Lia Celi

SPIRITO ASPRO

Al Carnevale di Rio Battisti tira. Il carro

L'ex terrorista, con lo stesso nome dell'eroe trentino, attrazione dell'evento brasiliano.

di Lia Celi

editoriale
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Mi chiedo perché Cesare Battisti, ex terrorista rouge poi scrittore noir, nonché testimone del fatto che la P38 uccide più della penna e della spada, si senta perseguitato dalla giustizia italiana.
QUATTRO ERGASTOLI, LUNGA VITA. Infliggere a qualcuno quattro ergastoli in fondo significa augurargli lunga, lunghissima vita. Quasi un secolo fa, con un altro Cesare Battisti, l’irredentista e socialista trentino, la giustizia austro-ungarica fu molto meno propiziatoria: lo impiccò senza tanti complimenti, dopo un processo farsa, una carcerazione disumana e l’esposizione al ludibrio popolare.
Secondo gli storici, Battisti maior venne portato al patibolo vestito di stracci, a bordo di un carro scoperto lungo le vie di Trento, alla mercé degli insulti e delle vessazioni della popolazione di lingua tedesca. Morì poco dopo, gridando «Viva l’Italia».
La giustizia brasiliana si colloca a metà fra quella tricolore e quella di Cecco Beppe. Non è così ottimista come quella italiana e sa che Battisti minor non potrebbe mai scontare tutti e quattro gli ergastoli, deludendo così i familiari di ben tre delle sue vittime.
SUL CARRO DEL CARNEVALE. Per non scontentare nessuno, il Brasile ha deciso di tenere fra l’ex leader dei Proletari armati per il comunismo (Pac) e le prigioni italiane un oceano e un emisfero di distanza.
Ma anche i tribunali carioca, come quelli del Kaiser, non disdegnano di far sfilare i prigionieri sui carri, e anche Battisti minor presto verrà issato su un carro e circolerà per le vie di Rio de Janeiro tra il clamore della folla.
Amico del direttore di uno dei «blocos» che organizzano il Carnevale più famoso del pianeta, Mr. Smile sarà una delle attrazioni dell'edizione 2012 della scatenata kermesse. Improbabile che si presenti coperto di cenci come il patriota trentino, ma, per ragioni tanto etiche quanto estetiche, ci auguriamo che almeno sia coperto da qualcosa di più grande di un perizoma di lustrini.

Il rischio di confondere l'ex terrorista con l'eroe trentino

Di sicuro non ci aspettiamo che gridi «Viva l’Italia». Non più di una settimana fa aveva dato a Giorgio Napolitano dello «stalinista» e, al tempo stesso, gli aveva chiesto «un’altra chance», come fanno i fidanzati con le fidanzate dopo averle cornificate per l’ennesima volta. Forse si aspettava che il Capo dello Stato mettesse una buona parola per lui col Carnevale di Viareggio dove, per riguardo alle vittime della Concordia, è stato censurato un carro che raffigurava Francesco Schettino.
NESSUN RIGUARDO PER LE VITTIME. Ma non possiamo aspettarci dal Brasile tanti riguardi per le vittime di Battisti (nemmeno l’Italia, del resto, è stata mai troppo zelante al riguardo). Anzi, probabilmente un «bloco» aveva invitato a Rio lo stesso Schettino, altro compatriota stimato nel mondo: non ha mai scritto un noir ma le trascrizioni delle sue telefonate hanno avuto molti più lettori di tutta la bibliografia di Battisti).
Più che gli arresti domiciliari, a impedire la partecipazione del rissoso, irascibile, carissimo comandante della Concordia al Carnevale di Rio è stata la moglie, che dopo la scoperta delle tresche di Franceschiello non se la sentiva di mandarlo da solo in mezzo a tutte quelle belle ballerine ancheggianti.
ANTIEROE DEI DUE MONDI. Fra le quali vedremo (nessuno può impedirglielo) anche Battisti minor, impegnato in una personalissima interpretazione di Brigitte Bardò Bardò.
Okay, amici brasiliani, se vi piace tanto, tenetevelo. Forse è meglio così. Tornasse qui, tempo un anno, qualcuno tenterebbe di mobilitare gli intellettuali perché non gli viene permesso di presentare il suo ultimo libro a Che tempo che fa (mannaggia, mi scappa sempre una battuta feltriana).
Ma almeno fategli cambiare nome, al Rei do Carnaval. Restituiteci almeno la possibilità di citare Cesare Battisti senza dover specificare se parliamo dell’eroe trentino o dell’antieroe dei due mondi. Imponete all’ex terrorista di abbandonare il cognome reso illustre da Cesare (e da Lucio) e chiamatelo solo Franti. Sì, quello di Cuore, l’«infame» che sorrideva sempre. Anche lui.

Giovedì, 09 Febbraio 2012


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Cesare Battisti.

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Commenti (2)

lupusetagnus 09/feb/2012 | 21:04

sic et simpliciter....
cara Celi, scavi e impari perdio !!!! ....brava, sagace, simpatica come sempre e poi diciamola tutta ...pure bonissima !!!!

Gianni tr 09/feb/2012 | 16:04

Ingenuità o malafede?
Perchè nessun giornalista va oltre le verità ufficiali e scava un pò? Non ci vuole molto a capire la "vera storia" di Battisti: era un delinquente comune, in carcere viene infiltrato nelle file del terrorismo rosso dai servizi segreti (come molti altri), una volta arrestato lo lasciano evadere e rifugiarsi prima in Francia e poi in Brasile e per questo non viene estradato.

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