Attualità
LA STORIA
Usa, caccia al platino in fondo al mare
Vale 3 mld. È in un cargo sulirato nel '42.
Al porto di Boston, Greg Brook, un cacciatore di tesori, è pronto a prendere il mare. Nel mirino ha il relitto di una nave che giace ad oltre 200 metri di profondità, 50 miglia al largo delle coste di Cape Cod, nella stiva ha un carico di lingotti di platino: vale oltre tre miliardi di dollari, dice, e «lo prenderò, in un modo o nell'altro, anche se dovessi tirar fuori la nave dall'acqua».
La nave è la S.S. Port Nicholson, un'unità mercantile britannica silurata e affondata da un U-Boat nazista nel 1942. Secondo Brooks e il suo team del 'Sub Sea Research', trasportava 71 tonnellate di platino in lingotti, oltre a dobloni d'oro e diamanti grezzi, per un valore di 53 milioni di dollari dell'epoca, destinati dall'Unione Sovietica agli Stati Uniti quale pagamento per forniture militari.
SPEDIZIONE TRA LO SCETTICISMO GENERALE. Kevin LeChance, il manovratore dei sommergibili telecomandati della 'Sub Sea Research', che ha la sua base in Maine e che finora ha recuperato solo alcuni relitti nella regione di Haiti, non ha dubbi: «Porteremo il tesoro a galla, per mostrarlo una volta per tutte», afferma, tradendo una certa frustrazione per i tre anni di preparazione a cui la società si è sottoposta e per lo scetticismo di diversi esperti del settore. Ma con i suoi sommergibili, Le Chance è riuscito a vedere il relitto adagiato su un fianco, con parte del suo carico uscito sul fondo, e alcuni lingotti de platino 'messi a nudo'. «Ma si tratta di una piccola percentuale» di quanto c'è ancora nella stiva.
RELITTO LOCALIZZATO NEL 2008. Brooks, con la sua nave 'Sea Hunter', è riuscito a localizzare il relitto della Port Nicholson nel 2008. Da allora ha lavorato per prepararsi, mentre alcuni esperti appreso della sua spedizione hanno iniziato a sollevare dubbi sul possibile successo, affermando che già negli anni scorsi società americane e britanniche hanno individuato il relitto e ne hanno recuperato almeno parte del carico. Il comandante della Sea Hunter, Gary Esper, a chi gli chiede se non sia troppo bello per essere vero che tre miliardi di dollari sono in fondo al mare in attesa che qualcuno vada a prenderli risponde: «È così, ma sono davvero là fuori e noi li andiamo a prendere», prevedibilmente a marzo, con un clima più mite. E quando gli si chiede che cosa farà con il tesoro risponde: «Continuerò a fare quello che faccio ora», ovvero a scandagliare il fondo del mare alla ricerca di relitti con carichi preziosi nascosti nella stiva.
Giovedì, 09 Febbraio 2012

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