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Attualità 

MAFIA

Camorra: blitz della Dia ad affiliati dei casalesi

Casapesenna: arresti e perquisizioni. In manette il sindaco.

Blitz del personale del centro operativo della Dia di Napoli agli affiliati dei cammoristi casalesi. Dall'alba del 10 febbraio, su disposizione della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, sono state effettuate numerose perquisizioni e arresti nella zona di Casapesenna (Caserta) e nel Basso Lazio nei confronti di ‘colletti bianchi’ ritenuti favoreggiatori del clan dei Casalesi e in particolare di Michele Zagaria.
ARRESTATO ANCHE SINDACO DI CASAPESENNA. Tra gli esponenti politici finiti dietro le sbarre anche il primo cittadino di Casapesenna, Fortunato Zagaria, omonimo ma non parente del boss della camorra, in concorso col quale è accusato di violenza privata nei confronti del precedente sindaco del Comune casertano, Giovanni Zara. Secondo l'accusa, a quest'ultimo, durante il suo mandato, era stato «consigliato» ripetutamente dall'attuale sindaco e dal consigliere comunale Luigi Amato, anche a nome del capo mafia, di non assumere iniziative pubbliche contro la camorra, perché erano sgradite a don Michele.
PERICOLO DI RITORSIONI. Fortunato Zagaria si presentava come emissario del capoclan omonimo e gli ribadiva l'«assoluta contrarietà» del boss a interviste e dichiarazioni, prospettandogli il pericolo di gravi ritorsioni contro la persona o l'attività politica; a Zara, il sindaco arrestato rammentò la sorte di Antonio Cangiano, vittima di un attentato nel 1998, quando era assessore ai Lavori pubblici di Casapesenna, in seguito al quale Cangiano rimase gravemente menomato. L'ex sindaco avrebbe comunque agito, secondo il procuratore aggiunto Federico Cafiero de Raho, «con notevole senso civico e alto coraggio istituzionale», collaborando alle indagini nonostante le minacce subite e la conseguente apprensione.
SODDISFATTO QUANDO VENNE ARRESTATO IL BOSS. Il giorno dell'arresto del boss, quando seppe della cattura nel suo Comune, il sindaco Zagaria si dimostrò soddisfatto: «Finalmente. Spero sia una lezione per i giovani e per chi, in questa terra, resta facilmente affascinato dalla camorra. Spero faccia capire che il conto si paga sempre». Certo, aggiunse, «sono dispiaciuto che alcuni concittadini lo abbiano coperto e, dunque, aiutato ma l'importante è che lo abbiano preso».

Un pentito: «Il sindaco era il pupazzo del boss Zagaria

Nell'ordinanza di custodia cautelare notificata venerdì 10 febbraio al sindaco di Casapesenna (Caserta), Fortunato Zagaria, sono contenute tra l'altro le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Roberto Vargas, ex fedelissimo di Nicola Schiavone, il figlio del boss Francesco noto come ‘Sandokan’.
PRIMO CITTADINO VOLUTO DAL BOSS. Il pentito ha spiegato i rapporti che intercorrevano tra Fortunato Zagaria e il capoclan omonimo, ma anche gli accordi tra i capi del clan dei casalesi per gestire i Comuni del Casertano: «Nicola Schiavone mi disse, nel corso di diverse riunioni avvenute nel 2008 - 2009, che il Comune di Casapesenna, e in particolar modo il sindaco Fortunato Zagaria era sotto il controllo di Michele Zagaria. Il sindaco era stato indicato direttamente dal boss, ovvero era stato messo a fare il sindaco proprio dal capo clan, il quale lo gestiva allo stesso modo di un pupazzo».
CAMPAGNA ELETTORALE MAFIOSA. Vargas ha proseguito nei suoi racconti precisando che «‘Capastorta’, così veniva soprannominato, gestiva tutto il paese casertano e Nicola Schiavone mi diceva che noi al Comune non potevamo intervenire in quanto si svolgeva tutto sotto il suo controllo. L'omonimo sindaco è stato fatto votare da tutti i compaesani di Michele, sfruttando il suo potere camorristico».

 

Venerdì, 10 Febbraio 2012


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L'arresto del boss Michele Zagaria.

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