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Attualità 

IL COMMENTO

Lusi, Renzi: «Mancano altri soldi alla Margherita»

Scoperta altra villa ma l'ex tesoriere non l'ha potuta acquistare.

Dopo Francesco Rutelli, anche il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, ha voluto commentare la vicenda Lusi. E intanto è spuntata fuori una seconda villa, dal valore di quasi due milioni di euro, che è inizialmente risultata intestata alla Paradiso Immobiliare, stessa società proprietaria della villa di Genzano di Lusi, ma che in realtà è stata solo vinta all'asta dall'ex tesoriere e non fu mai acquistata a causa di una revoca di un prestito bancario da parte di Monte dei Paschi di Siena.
Il 10 febbraio, inoltre, la Guardia di finanza ha sequestrato i saldi degli estratti conto, per un valore di circa 495 mila euro, delle due società intestate al senatore, la TTT e la Paradiso Immobiliare.
E così l'ex tesoriere della Margherita potrebbe essere nuovamente risentito dal procuratore aggiunto Alberto Caperna e dal sostituto Stefano Pesci, sui tavoli dei quali, dal 9 febbraio, ci sono gli estratti conto della Margherita relativi al periodo 2007-2011.
RENZI: «COME STATO SPESO IL RESTO?». «Il caso mi ha così poco sorpreso che già al primo raduno della Leopolda chiedemmo l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti e anche ai giornali di partito: la cosa mi costò accuse di populismo», ha affermato Renzi in un'intervista alla Stampa, alla quale ha dichiarato: «Una volta si rubava per il partito, oggi si ruba al partito: è una specie di drammatica evoluzione della specie». Sul caso del tesoriere della Margherita, Renzi ha affermato «quel che ha preso, però, è solo una parte dei soldi ricevuti dal partito: credo che l'interrogativo sia come è stato speso il resto».
A MONTI: «AIUTARE LA CRESCITA». Sulla questione della situazione economica italiana, il primo cittadino di Firenze ha chiesto al governo Monti di «aiutare la crescita» e ha sostenuto che «anche i Comuni possono farlo. Ci sono aziende che hanno lavorato e ora aspettano di essere pagate», ha aggiunto. «E io sono d’accordo. Va benissimo tenere sotto controllo e anzi tagliare la spesa corrente: ma bisogna aiutare la crescita, e anche i Comuni possono farlo. Ci sono aziende che hanno lavorato e ora aspettano di esser pagate. Quei soldi servono a loro e a noi per rimettere in moto un po’ di cose». «Quei soldi servono a loro e a noi per rimettere in moto un po' di cose» e «l'idea che quegli 11 miliardi finiti nella cassaforte della Tesoreria generale, invece di essere usati per la crescita, servano a far vedere che riduciamo il debito, non mi convince».
«CI VUOLE ANCORA PIÙ CORAGGIO». Sulle liberalizzazioni, «forse c’è bisogno di ancora più coraggio. Loro, i tecnici, possono farlo... Sui taxi, per esempio, si poteva andare più avanti: e comunque ancora non capisco perché non abbiano l’obbligo di fare lo scontrino. E se si vogliono fare battute, che io capisco sugli sfigati non laureati a 28 anni, bisogna contemporaneamente produrre fatti. Io, per esempio, sono per l’abolizione del valore legale della laurea, perché non è la stessa cosa fare un esame con un Premio Nobel o con la ricercatrice fidanzata di chissà quale professorone».
AL PD: «PRIMARIE O SEMPRE O MAI». Inoltre, Renzi ha lanciato un monito anche al suo partito, il Pd: «fa bene a lavorare per una nuova legge elettorale» e «farebbe bene a decidere che vuole fare delle primarie. O sempre o mai».

Scoperta una seconda villa, quasi 2 milioni di euro di valore ma Lusi vinse solo l'asta

La procura di Roma ha e il nucelo della polizia tributaria, in merito alle indagini dei conti bancari della TTT srl,  hanno portato alla luce l'esistenza di una nuova villa, ai Castelli, dal valore di ben due milioni di euro.
La residenza era inizialmente risultata intestata, come ha diffuso il quotidiano La Repubblica, alla società Paradiso Immobiliare, la stessa che Lusi aveva reso proprietaria dell'abitazione di Genzano. La società stessa era controllata dall'ex tesoriere della Margherita attraverso la TTT, srl in cui aveva convogliato i 13 milioni e 600 mila euro provenienti dalle casse del partito.
Ma l'avvocato Luca Petrucci ha smentito la notizia, precisando: «Lusi non l'ha mai comprata perché la banca gli ha revocato il prestito i primi di febbraio».
IL MONTE DEI PASCHI NON CONCESSE IL FINANZIAMENTO. L'usufrutto della villa, infatti, fu comprato dalla nipote di Lusi nel 2006, dopo avere venduto una sua proprietà. Successivamente nel dicembre del 2011 Lusi vinse l'asta per l'acquisto della nuda proprietà ma l'acquisto non è mai stato perfezionato perché la banca gli ha revocato il prestito. 
«La Paradiso Immobiliare, ha spiegato l'avvocato, «ha ottenuto nel dicembre 2011, l'assegnazione di una villa ad Ariccia,  proveniente da un fallimento, ma il Monte dei Paschi di Siena non ha concesso un finanziamento da 500 milioni e Lusi ha rinunciato all'acquisto».
La villa, del valore di circa un milione e 800 mila euro, sarebbe stata pagata un milione e 200 mila. Il Monte dei Paschi di Siena non concesse più il finanziamento in seguito alle notizie di stampa sull'inchiesta giudiziaria in cui è coinvolto Lusi.
MA GLI INQUIRENTI CONTINUANO A CERCARE PROPRIETÀ. Sebbene Petrucci abbia dichiarato, concludendo: «Non c'è un'ulteriore proprietà immobiliare che non sia già conosciuta dagli investigatori», gli inquirenti sono tuttavia alla ricerca di altre ed eventuali proprietà di Lusi.
Dei 13 milioni di euro che l'ex tesoriere ha sottratto alla Margherita, sono stati accertati infatti circa sei milioni utilizzati per gli acquisti degli immobili di via Monserrato e di Genzano, mentre cinque milioni e mezzo sono stati versati all'erario.
Manca dunque all'appello ancora oltre un milione di euro.
 

Venerdì, 10 Febbraio 2012


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