Attualità
CINA
Wang Lijiun, l'evaporato
Ancora mistero sull'ex capo della polizia della megalopoli di Chongqing.
di Simone Pieranni
da Pechino
Alla nota frettolosa di Xinhua di alcuni giorni fa, in cui Wang Lijiun veniva dato come «stressato e in vacanza», avevano creduto in pochi. Esistevano però anche dei dubbi circa la sua presenza al consolato Usa: supposta ma mai confermata. Il 9 febbraio invece è arrivata la nota dell'agenzia di stampa ufficiale cinese che conferma la presenza di Wang Lijiun nel consolato Usa di Chengdu e che indica lo stesso ufficiale sotto indagine da parte delle autorità.
L'ASILO POLITICO AL CONSOLATO USA. Nella serata di mercoledì 8 febbraio in Cina, da Chengdu provengono notizie inquietanti, circa la presenza di forze di polizia che circondano il consolato Usa a Chengdu. Immediato parte il rumor: Wang Lijiun, braccio destro di Bo Xilai, boss del Partito di Chongqing, avrebbe chiesto asilo politico agli Usa.
Perché? Nell'immediato non ci sono certezze, la notizia non è confermata e anzi, i media ufficiali si premuniscono di specificare che Wang, causa troppo lavoro sarebbe «stressato» e in «vacanza».
NEL MIRINO DI UN'INDAGINE PER CORRUZIONE. Una terminologia non nuova per indicare un'epurazione. Epurato o scappato? Il consolato Usa si trincera dietro a un “no comment”, mentre la speculazione avanza. Si dice che Wang sia finito nel mirino di un'indagine per corruzione. Proprio lui che insieme a Bo Xilai era diventato l'eroe anti corruzione.
LA LOTTA CON LE TRIADI CINESI. La lotta tra Wang e le triadi cinesi ha infatti ormai connotati leggendari, hanno fatto anche delle serie televisive ispirate al superpoliziotto. Nel 2007 Bo Xilai, un “principino” ambizioso e dall'ottima capacità di utilizzare i media, si insediò come capo del Partito a Chongqing. Per segnalarsi ai vertici e divenire in breve tempo famoso utilizzò due strategie: da un lato fece partire una indagine sulla mafia locale che portò a processo e condanne migliaia di persone, senza alcuna differenza tra ufficiali, giudici, politici e gente comune. Dall'altro Bo Xilai lanciò la “campagna rossa”: canzoni tradizionali in televisione, messaggi via cellulare con citazioni maoiste, campagna di rieducazione tra i contadini per i giovani. Nacque l'aura di Bo Xilai: l'intransigente rosso, sicuro candidato ad un posto nella Commissione Permanente del Politburo. La stanza dei bottoni per eccellenza della politica cinese.
Il capo della task force della polizia locale
Wang Lijiun è il suo esecutore: è lui il capo della task force di polizia locale che mette dentro personaggi in vista e che combatte, anche corpo a corpo (ha ferite e cicatrici che hanno contribuito alla sua leggenda) contro la mafia locale. La coppia sembra lanciata verso un futuro radioso. Qualcuno però, dopo gli eventi degli ultimi giorni, segnala un primo elemento di difficoltà: nel maggio scorso un collaboratore della coppia anti crimine, finisce indagato per corruzione. Secondo alcuni osservatori qualcosa si incrina tra Bo Xilai e Wang Lijiun.
DESTITUITO DA INCARICHI DI PUBBLICA SICUREZZA. Nelle scorse settimane una nota del governo di Chongqing, megalopoli cinese, annuncia che Wang Lijiun è destituito dai suoi incarichi di pubblica sicurezza, per occuparsi di compiti secondari. Un segnale di accantonamento, che non preoccupa eccessivamente la scena politica cinese. Poi, questa settimana, il trambusto: non solo accantonato, forse epurato, addirittura sotto indagine e ora di sicuro sotto torchio, con metodi cinesi, dopo aver trascorso 24 ore nel consolato americano di Chengdu.
UN COLPO ALLE AMBIZIONI POLITICHE DI BO XILAI. Secondo molti osservatori della politica cinese la vicenda è principalmente un colpo basso diretto alle ambizioni politiche di Bo Xilai. Si sa che il giovane principino non sia propriamente nelle grazie dell'attuale leadership (pesa anche la differenza provenienza sociale) e più in generale Bo Xilai è stato spesso accusato di eccessivo individualismo, proprio in un momento in cui invece il Partito sembra cercare una via più collegiale nella gestione del potere. I vertici della politica cinese si muovono spesso in silenzio o attraverso sfide incrociate e quanto emerge costituisce spesso segnali, che solo con il tempo potranno essere decifrati. La corsa alla successione politica del 2012, di sicuro, è iniziata.
Venerdì, 10 Febbraio 2012

Per scrivere un commento è necessario registrarsi: Loggati - Registrati





