LA POLEMICA
Ici Chiesa, deputati: «Colpiti aiuti a comunità»
Giovanardi e Mazzocchi: «Allora paghino anche i sindacati e l'Arci».
Se a livello internazionale la proposta di un emendamento sull'Ici alla Chiesa che è arrivata dal premier Mario Monti è stata accolta come un «progresso sensibile», le reazioni dei politici che giocano 'in casa' non sono state altrettanto aperte al cambiamento.
O meglio, il beneficio del dubbio a Monti è stato dato ma, per alcuni, con molte riserbe.
Da altri, invece, è arrivata un'apertura inaspettata, come da Angelino Alfano che ha dichiarato: «Se il governo ha individuato delle norme non punitive nei confronti della Chiesa, le valuteremo con favore» aggiungendo poi, «non abbiamo ancora visto il testo ma non abbiamo nessun pregiudizio».
La più pungente provocazione però che la proposta di emendare il non pagamento dell'Ici per gli edifici di proprietà della Chiesa ha generato, è stata quella relativa a tutte le altre realtà che sono a loro volta esentate.
DEPUTATI CATTOLICI: «PERCHÈ COLPIRE ATTIVITÀ SOCIALI?». Il tema è stato ripreso anche da un gruppo di parlamentari cattolici di Pdl, Pd e Udc: Maurizio Lupi, Ugo Sposetti, Gian Luca Galletti, Gabriele ToccafondiI e Angelo Compagnon, i quali hanno richiamato il legame fra l'esenzione e le attività che certe realtà, non solo a sfondo religioso ma ad esempio anche i sindacati, svolgono per la comunità.
«Noi non faremo gli spettatori» hanno affermato con forza, «e crediamo che tutti devono stare molto attenti, a cominicare dall'esecutivo».
I parlamentari hanno promesso di deciare molta attenzione al testo del governo e si sono pronunciati a favore di una norma che spazzi via le ambiguità in materia di Ici ma hanno tenuto a sottolineare la differenza che vige fra certe attività a fine commerciale e altre, a fine benefico.
«Perché far pagare l'imposizione sugli immobili ad una mensa per poveri o a chi raccoglie vestiti usati o una scuola parificata?» hanno chiesto, concludendo, «O ancora perché chiederla a chi svolge attività culturale o sportiva dilettantistica? E perché dovrebbe pagare l'Ici una onlus che cura i malati oncologici o chi si occupa di affidamenti?».
A domandare sull'argomento è arrivato anche il senatore del Pdl Carlo Giovanardi che ha affermato: «Certo, se la norma si applicherà anche ai sindacati, ai circoli Arci e a quella miriade di soggetti che in Italia sono esentati, forse lì troveremo modo di fare delle entrate serie per lo Stato».
MAZZOCCHI ATTACCA LE ASSOCIAZIONI CULTURALI E LE SAUNE GAY. Ed è stato subito seguito a ruota da un altro membro dello stesso partito, Antonio Mazzocchi, il quale ha puntato il dito proprio contro quei locali o discoteche che rientrano nelle esenzioni. «Lo vogliamo dire o no che ci sono discoteche capaci di incassare 30-40.000 euro a serata e che non versano un euro allo Stato perché prima di far entrare i clienti gli fanno la tesserina da soci?».
Mazzocchi ha attaccato direttamente le associazioni culturali, provocando in modo diretto anche la cultura omosessuale: «Non vorremmo mai che mentre la Guardia di Finanza stesse controllando i libri paga di un oratorio, piuttosto che di un ricovero per pellegrini, a pochi metri vi fosse una discoteca, una sauna gay, o un locale per incontri che con la scusa dell'associazione culturale non solo non paga l'Ici ma non fa neanche scontrini fiscali».
FIRMATARI DEL PD: «IN LINEA CON LOTTA ALL'EVASIONE». Soddisfazione invece da parte dei 20 deputati del Partito democratico che, a dicembre 2011, avevano depositato una mozione in cui chiedevano al governo di determinare l'eventuale gettito che deriverebbe dall'estensione della tassazione immobiliare sui beni immobili della chiesa cattolica, il quale è stato infine definito a grandi linee, e non senza pareri contrari, intorno a 1 miliardo di euro.
«La proposta annunciata da Monti di tassare le attività commerciali delle organizzazioni no profit, compresa la Chiesa cattolica oggi esentata dall'Ici, è giusta e consequenziale all'obbiettivo del governo di ridurre il carico fiscale attraverso la lotta all'evasione» hanno dichiarato Anna Paola Concia e Stefano Esposito. «Questa norma, come altre sul fisco che il governo è pronto a varare, permetterà di abbassare le tasse a beneficio della collettività, oltre a chiudere la procedura di infrazione aperta dalla UE contro l'Italia; si tratta di obbiettivi importanti che richiedono impegni seri, ai quali la chiesa cattolica non può pretendere di sottrarsi».
Giovedì, 16 Febbraio 2012
Cav, dubbio Alemanno: «Sarà sindaco? Non so»
08/02/2013 Poi la smentita: «Lui candidato». Il Pd: «Lo hanno scaricato».
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mario221 17/feb/2012 | 11:30
Spiegatemi il perchè si difende la chiesa oltre lo spirito di giustizia!
Giovanardi cogli il momento stai zitto! da quella bocca escono solo cazzate.La chiesa deve aasolutamente pagare per tutto ciò che è commerciale, non si chiede mica la luna !
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