Attualità
LA BUFERA
Annunziata accusata di dichiarazioni omofobe
La giornalista si difende: «La mia frase sui gay era paradossale».
Lucia Annunziata è stata travolta da una bufera mediatica per la frase pronunciata sugli omosessuali, nella puntata del 23 febbraio della trasmissione televisiva condotta da Santoro, Servizio Pubblico. La giornalista aveva dichiarato: «Difenderei Celentano anche se dicesse di mandare i gay ai campi di sterminio». È scoppiata, dunque, una polemica da parte delle associazioni omosessuali che si dichiarano offose per le esternazioni dell'Annunziata.
CIRCOLO MIELI: «INDEGNA LA FRASE DI ANNUNZIATA SUI GAY». Il circolo di cultura omosessuale Mario Mieli è stato particolarmente duro nei confronti della giornalista: «Dobbiamo informare Lucia Annunziata che gli omosessuali, come gli ebrei, i rom e sinti, le persone diversamente abili, i testimoni di Geova, nei campi di sterminio ci sono stati mandati davvero dai nazisti. Purtroppo di fronte alle quotidiane dichiarazioni di tenore omofobo che vengono dai mezzi di informazione e da esponenti politici, religiosi e dello spettacolo, quello di Lucia Annunziata appare non come un improbabile paradosso ma come l'ennesima cruda dimostrazione di quanto indietro siamo in Italia». Mieli ha anche aggiunto: «Giudico quelle parole inqualificabili e non degne di una professionista della comunicazione dell'esperienza di Lucia Annunziata. Le scuse migliori, per onorare le vittime dell' 'omocausto' , sarebbero quelle di dedicare una puntata della sua trasmissione proprio a questo tema, così poco conosciuto e sul quale evidentemente si compiono ancora scivoloni inaccettabili».
ANNUNZIATA: «ERA CHIARAMENTE PARADOSSALE». La giornalista si difende: «Era a mio parere chiaramente paradossale». L'Annunziata ha spiegato: «Veniva infatti alla fine di un discorso in cui ho preso nettamente le distanze sui contenuti dagli attacchi fatti da Celentano all'intera stampa italiana. Ho difeso la libertà di espressione dell'artista, ma ho usato l'esempio, di proposito estremo, della ferocia anti-gay per rendere più chiara l'esistenza anche di una contraddizione tra questo diritto e il merito delle opinioni che si esprimono».
La giornalista ha però colto l'invito delle associazioni omosessuali: «La reazione che ne è seguita mi ha però convinta che il tema dell'odio anti-gay va affrontato meglio. Vi dedicherò, dunque, la puntata del 4 marzo di In 1/2 ora. Le persone e le organizzazioni contattate hanno accettato l'invito».
Venerdì, 24 Febbraio 2012
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paradosso per paradosso
Se avesse detto: "Difenderei Celentano anche se dicesse di mandare a lavorare le donne rifatte", le sarebbero piovuti addosso gli strilli della Santanchè. Magari meglio così...
Le benemerite organizzazioni omosessuali, però, la smettano di buttarsi a corpo morto su ogni pretesto per cercare visibilità. La povera Annunziata non meritava di tassarsi con una puntata riparatrice per il politically correct
Un paradosso è un paradosso!
Io c'ero. L'ho ascoltata, parlava con concetti estremizzati. Annunziata ha ragione. Chi afferma il contrario non capisce neanche il paradosso. Il fatto che sia andata a finire sui giornali mi preoccupa, difendiamo il cittadino dai giornalisti.
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