MEDIO ORIENTE

La Cina apre agli aiuti umanitari per la Siria

Nazioni Unite, pronta una nuova risoluzione contro Assad.

29 Febbraio 2012

La Cina ha deciso di sostenere gli sforzi della comunità internazionale per inviare aiuti umanitari alla Siria. Lo ha detto il ministro degli Esteri di Pechino, Yang Jiechi, parlando al telefono col segretario della Lega Araba, Nabil al-Araby, secondo l'agenzia Nuova Cina.
Il ministro, che ha auspicato «una pacifica soluzione» della crisi, non ha fatto cenno all'annuncio della Francia, secondo cui il Consiglio di sicurezza dell'Onu deve discutere nelle prossime ore una risoluzione volta a facilitare gli interventi umanitari in Siria.
MOSCA E PECHINO POTREBBERO DIRE SÌ. La Cina, insieme alla Russia, ha bloccato nelle scorse settimane una risoluzione che chiedeva al presidente siriano Bashar al Assad di dimettersi. «Speriamo che Mosca e Pechino non si oppongano alla risoluzione proposta», ha sottolineato il portavoce francese Bernard Valero, dando l'annuncio.
Una nuova risoluzione è in corso di elaborazione presso le Nazioni Unite con l'obiettivo di concentrarsi sugli aiuti umanitari per la Siria, nella speranza che stavolta Cina e Russia la appoggino. L'apertura di Yang Jiechi fa ben sperare ma la prudenza è d'obbligo.
Un diplomatico ha detto alla Reuters che Stati Uniti e Francia hanno anche intenzione di sottolineare chiaramente nella risoluzione come il regime di Assad sia la causa degli oltre 7.500 morti dall'inizio della crisi siriana.
NUOVI ATTACCHI SU HOMS. Nel frattempo, però, non si fermano le violenze nel Paese: il 29 febbraio le truppe del regime hanno lanciato una nuova offensiva di terra in alcuni quartieri della città di Homs, bombardati da oltre tre settimane, contro militari disertori dell'Esercito libero siriano (Els).
Secondo fonti citate dalla televisione panaraba Al Jazeera, inoltre, non si hanno ancora notizie sulla sorte della giornalista francese Edith Bouvier, ferita in un attacco a colpi di mortaio una settimana fa e da allora rimasta bloccata a Homs. Il 28 febbraio invece il fotografo britannico Paul Conroy, anch'egli ferito, era stato fatto uscire illegalmente dalla Siria ed è arrivato a Beirut.
APPELLO DELLA FRANCIA: CESSATE IL FUOCO. La Francia ha lanciato un appello al governo di Damasco, chiedendo «che crei tutte le condizioni per un'evacuazione sicura e rapida» dei giornalisti occidentali intrappolati a Homs, in particolare attraverso «un cessate il fuoco su Bab Amr». Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri, Bernard Valero, durante un punto stampa.
Oltre alla Bouvier, giornalista di Le Figaro, nella città siriana sono intrappolati un altro francese, il fotografo William Daniels, e uno spagnolo, l'inviato di El Mundo Javier Espinosa. Si trovano inoltre ancora a Homs le salme delle due vittime del bombardamento della scorsa settimana, Marie Colvin e Remi Ochlik, sul cui rimpatrio sono in corso trattative.

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