LE REAZIONI
Nigeria, Ronchi: «Prova che il governo è debole»
Ex parà: «Blitz senza anomalie». La salma di Lamolinara torna in Italia.
Diplomazia o tattica militare? Di certo qualcosa nel blitz inglese in Nigeria non ha funzionato. Il problema è capire cosa. «Il governo deve subito avviare con le forze politiche un tavolo di consultazione permanente sulla politica estera», ha dichiarato l'ex ministro degli Esteri, Franco Frattini. Il primo passo secondo Frattini è quello di convocare «urgentemente» il Copasir, «è la sede giusta per comprendere l'accaduto», precisa l'ex capo della Farnesina.
FRATTINI: DOVEVANO CONSULTARCI. «La lunga esperienza in quel ministero mi ha insegnato che il governo che intende promuovere un'iniziativa debba consultare gli altri Paesi coinvolti», ha proseguito Frattini, «per verificare la possibilità di un accordo. Almeno in tre casi in cui si programmavano blitz noi fummo non solo preventivamente avvertiti, ma il presidente del Consiglio ed io fummo chiamati a dare un via libera». In uno di questi casi non è stato dato l'assenso e «il blitz non si fece».
Dopo l'attacco della Lega Nord al minstro Giulio Terzi, Frattini invita alla prudenza e suggerisce di non «mettere sulla croce questo o quel ministro. Bisogna capire cosa è successo», ha sottolineato, «non è il caso di parlare di mozioni o di sfiducie».
CICCHITTO: NESSUNA RICHIESTA DI DIMISSIONI. Chiedere le dimissioni del ministro degli Esteri, Giulio Terzi, «sarebbe solo un modo per deviare la discussione politicizzandola in modo estremo. Adesso dobbiamo capire ciò che è successo e le relative responsabilità. Poi seguiranno la riflessione e il dibattito politico», gli ha fatto eco il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera.
Secondo l'ex ministro Andrea Ronchi: «Con Berlusconi non sarebbe successo. Quando Fini era ministro degli Esteri, l'Italia era rispettata e credibile». Anche sul caso dei due marò italiani detenuti in India Ronchi è critico verso il governo che avrebbe, in questa circostanza, «balbettato».
Le critiche dell'ex ministro non sono dirette al capo della Farnesina, Guido Terzi, «un ottimo ambasciatore e persona di grande esperienza», «il problema è l'imprinting, l'altra faccia del governo tecnico», ha aggiunto, «un'evidente debolezza politica»
L'ex parà: «Non ci hanno informato? Non ci si può scandalizzare»
Una critica sulla gestione militare, invece, è arrivata da Carlo Biffani, ex ufficiale della Brigata paracadustisti Folgore, secondo cui l'urgenza di intervenire e un calcolo sbagliato in termini operativi hanno trasformato il blitz in una battaglia.
Per Biffani però «non ci si può scandalizzare» del tardivo avviso all'Italia dell'avvio dell'operazione da parte degli inglesi Anche i politici «sanno che nel mondo reale non ci si può aspettare una telefonata di autorizzazione», ha aggiunto «l'ex militare oggi contractor specializzato in intelligence e operazioni delle forze speciali».
NON ERANO TENUTI A AVVERTIRE. «Quando in Iraq nel 2004 le forze speciali Usa intervennero per liberare il loro operativo della Cia recluso nello stesso covo dei nostri tre contractor (dopo l'uccisione di Quattrocchi) l'Italia non fu avvertita, nonostante i nostri rapporti con l'amministrazione Bush fossero allora di grande livello».
«Da parte inglese si è fatta una valutazione tra informare e preservare la sicurezza dell'operazione», ha sottolineato l'ex parà che porta anche un altro esempio: «quando in Iraq fu fatta l'operazione per liberare la Sgrena, durante la quale morì Calipari, noi non avvisammo gli americani. È vero, l'ostaggio era italiano ma la zona era sotto il controllo Usa».
«Il dogma è assicurare all'operazione e al conseguente intervento il massimo delle sicurezza» ha spiegato, «Detto ciò, gli inglesi hanno nel Dna un atteggiamento particolarmente diffidente ma con chiunque» e «il fatto che il blitz si sia trasformato in una battaglia di tante ore è indice del fallimento di tanti fattori».
Sabato, 10 Marzo 2012
La Russa: «Lamolinara, il blitz era inevitabile»
12/03/2012 Il coordinatore Pdl: «Lapidati se fossimo stati al governo».

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