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Il 13 febbraio di Anselma

Dell'Olio: ci usano poi ci butteranno via.

Donne in piazza

di

Articolo completo

La musica delle feste di Arcore ha svegliato il femminismo dormiente. Quello che dopo le lotte per i diritti delle donne negli anni '70, si era assopito convinto di aver esaurito la propria spinta propulsiva. E invece, a sentire i racconti di Ruby e le altre (leggi l'articolo), il moto di orgoglio femminile si è destato.
Cene in cambio di seggi? Mutandine in cambio di candidature? No grazie, non è un baratto accettabile. E così le donne hanno deciso di organizzarsi e tornare in piazza per gridare con sdegno: «L'Italia non è un bordello».
LA VOCE DELLE DONNE. Sui giornali il dibattito e il confronto è rifiorito a suon di interventi di femministe d’annata e giovani ragazze spaesate, curriculate e disgustate (leggi l'articolo). «Perché le conquiste sono state smantellate? Che cosa è successo alle donne?», si chiedono pensatrici e intellettuali. Ad aiutarle sono arrivati anche gli uomini, che ora non snobbano più la piazza, ma per difendere la dignità delle loro mogli e delle loro figlie hanno deciso di partecipare anche loro, il 13 febbraio 2011, alla manifestazione 'Se non ora, quando?' (leggi l'articolo).
C'È CHI DICE NO. Ma non tutte condividono questo richiamo alle armi, c’è chi non si mobilita ma si nobilita tirandosi fuori da questo raduno para femminista. C’è chi non risponde all’appello all’indignazione attiva. Come Anselma dell’Olio, giornalista, autrice di cinema e teatro e soprattutto femminista d’antan. Fondatrice di New York-Now (The National organization for women) e del New-Free, teatro femminista, nel 1992 con il marito Giuliano Ferrara fu censurata per la trasmissione Lezioni d'amore, incentrata sul sesso e ispirata idealmente al film Comizi d'amore di Pier Paolo Pasolini. Nata a Los Angeles, Dell’Olio fu protagonista a New York delle battaglie femministe negli anni  '60 e '70, ma oggi che vive tra l'America, l'Italia e la Francia, di scendere in piazza non ne vuole proprio sapere. Perché, dice, «in questo momento siamo solo uno strumento politico, non siamo le vere protagoniste».

Domanda. Non condivide l'appello del 13 febbraio?
Risposta. Mi fa schifo, mi fa orrore, lo trovo grottesco. Intanto già l’indignazione permanente è ridicola. E poi contro chi? Contro queste ragazze che si sono prestate?
D. Donne contro donne?  
R. Non facciamoci mettere il fumo negli occhi. È una lotta politica dove la donna è instrumentum imperii e basta, non è altro. Per questo le trentenni, che non sono mica sceme, non scenderanno in piazza in massa. Se ci fossero argomenti che loro sentono profondamente lo farebbero. Non ci saranno perché hanno capito che è una questione politica.
D. C’è solo una mediatizzazione maggiore di un fenomeno, la prostituzione, vecchio come il mondo?
R. C’è il buco della serratura. Le donne sono andate a quelle feste con le loro gambe, hanno scelto. In fondo a tante donne piace il potere, è sempre piaciuto. Lo scrivevano a New York già 40 anni fa. E così la prostituzione, anche se in questo caso non ritengo ci sia, penso che sia una questione di libertinaggio maschile e femminile.
D. Una nuova rivoluzione sessuale?
R. No. Il problema è che tutto questo è venuto fuori nel tentativo di tirare giù un politico che a molti non piace, ma che non riescono a sconfiggere. Ci hanno provato in tutti i modi.
D. La donna tangente, per usare un'espressione cara a Gad Lerner, non è frutto del berlusconismo?
R. Io sono una fondatrice del femminismo americano, mi ricordo tutto, non sono rincoglionita, ma vedi chi manifesta oggi? Chi vuole buttare giù Berlusconi e non ci riesce. Non vedo una nuova questione femminile. Come sempre siamo strumenti, degli uomini di potere che si vogliono divertire la sera e di chi vuole buttare giù quelli che fanno così. E sinceramente le donne non sono poi trattate meglio dai politici di sinistra.
D. Perché?
R. Dove sono tutte queste donne al potere? Il paradosso è che in tutto questo casino non c’è un’alternativa. Quando mai si è visto un premier così sputtanato in tutto il mondo come Berlusconi e un’opposizione che invece di rafforzarsi si scioglie?
D. Qual è l’anomalia?
R. Sono due. La prima è un uomo che ha un conflitto di interessi gigantesco e che è arrivato al potere dopo l’eliminazione di tutti i partiti che hanno fondato la Repubblica. Dopo il '93 non ne è rimasto neanche uno: la sinistra aveva cambiato nome dopo la caduta del muro di Berlino e tutti gli altri sono spariti, dalla Dc in giù.
D. E la seconda?
R. Che l’opposizione non riesce a esprimere un leader, lo cerca fuori ma si perde sempre di più. Cerca di avere presa sui cittadini in tutti i modi, anche extrapolitici, visto che con la politica non ci riesce, ed ecco le donne. Che diventano strumenti, come sempre.
D. Ma non si sente indignata davanti a queste donne che considerano la gavetta politica come un passaggio corporale, uno scambio sessuale. Prima non era così.
R. Ma prima non c’eravamo! E a sinistra, dove fanno la gavetta, continuano a fare la gavetta. Parliamo di come gli uomini di sinistra trattano le donne.
D. Parliamone.
R. Sono uguali, stanno seduti sulla politica come stanno seduti sui loro matrimoni. Tu pensi che siano meglio di quelli di destra? Sono più ipocriti. Non vogliono le donne al potere. Nella sua ricerca di un leader il Pd ha mai fatto il nome di una donna? Per un attimo si era proposta Rosy Bindi e subito l’hanno zittita. Dove sta tutto questo rispetto. Allora vogliamo solo l’ipocrisia? Va bene, è il prezzo che il vizio paga alla virtù. Se ti accontenti. Io non mi accontento.
D. La paura è che ci sia veramente un esercito di mignotte.
R. Ma dove? Chi si indigna e cerca di generalizzare per quello che ha visto attraverso il buco della serratura è lo schifoso in capo. Scendono in piazza per quello che hanno saputo da delle intercettazioni, uscite illegalmente e dichiarate private, di un gruppo di persone. E da questo estrapoliamo eserciti di mignotte, ma dai.
D. Sì sono illegali, ma una volta che i cittadini le leggono e sanno quello che fa il premier…
R. Ma se metto nel tuo bagno una microspia? Chi di noi ha degli armadi sessuali così puliti da invitare tutti ad ascoltare e vedere quello che facciamo?
D. Chi fa politica però dovrebbe dare l’esempio, avere una vita morigerata.
R. Ma va là. L’hanno mai avuta? Il grande, elegantissimo Franklin Delano Roosevelt viveva nella Casa Bianca con la sua segretaria speciale Marguerite 'Missy' LeHand e sua moglie.
D. Ma le donne non possono accettare un modello per cui chi va alle feste del premier fa carriera.
R. Anche se fosse, giudichiamole per quello che fanno.
D. Appunto, Minetti?
R. Innanzitutto è laureata, ci sono tanti dentisti che sono diventati parlamentari. Il problema è che c’è una forma di pregiudizio su queste donne che non viene mai applicata ai maschi che spesso hanno meno credenziali di loro. Chi sono questi signori che stanno in Parlamento: sono tutti laureati, bravissimi, preparati? Io li conosco e molti sono mediocri. Ma c’è una doppia moralità. E alla fine paghiamo sempre noi, perché siamo l’anello debole.
D. Ancora moneta di scambio.
R. Ora siamo usate dalla sinistra, quando non serviremo più ci butteranno via e chissenefrega. Ma quale dignità vogliono difendere? Non lottano certo per i diritti delle donne. Quello che fa il premier la sera a casa sua sono cavoli suoi. Guarda cos’hanno fatto al povero Piero Marrazzo. E poi la sinistra, non era quella dell’amore libero, della difesa degli omosessuali e delle prostitute che in America addirittura chiamano le lavoratrici del sesso per essere politicamente corretti?
D. Eppure proprio dagli Stati Uniti ci arrivano le critiche peggiori per questo sexgate. Forse la loro idea della politica è più retta?
R. Bill Clinton non era più retto. Con i suoi giochi con il sigaro e la stagista nella stanza ovale non era più chic.
D. Clinton si presentò davanti a un grand jury.
R. Sì, gli hanno fatto l’impeachment, ma poi hanno perso e lui è rimasto al suo posto, perché c’è un limite a tutto. Qui mai, sono 17 anni che provano a buttarlo giù con qualsiasi mezzo. Ma è normale? E Berlusconi pensa di essere talmente in diritto di fare quello che vuole che se ne è fregato di stare più attento, almeno non è ipocrita.
D. Se fosse dimostrato che a quei festini c'erano anche minorenni, le cose cambierebbero?
R. Adesso attacchiamoci al fatto che a Ruby mancava qualche mese per compiere 18 anni. Non aveva mica 13 anni come quella che ha stuprato Roman Polanski, che tutte hanno difeso.
D. È un’icona di sinistra.
R. Per questo non sono più di sinistra da tanti anni, perché mi sono accorta molto tempo fa di questa ipocrisia. Anche Woody Allen, è normale che si sia messo con la figlia adottiva della moglie? D’altra parte in Italia abbiamo un uomo che ogni domenica dal giornale a Repubblica pontifica su tutto, Eugenio Scalfari, che ha vissuto per 40 anni da bigamo aperto, stava una settimana con una e una settimana con l’altra. Ed era tutto normale.
D. Una degenerazione legata al fatto che con il Vaticano in casa dobbiamo avere una morale?
R. No, non ce l’abbiamo mai avuta. Di volta in volta a seconda dei nostri bisogni del momento tiriamo fuori quello che ci fa più comodo, ma siamo sempre stati dei consumati porci. C’è, sì, un po’ più di ipocrisia per via del Vaticano, ma siamo e restiamo un paese anomalo.
Cerchiamo di renderci conto di quali sono le cose in gioco.
D. Quali sono?
R. In gioco non c’è la dignità della donna ma la dignità del modo di fare politica. Ci sono le elezioni. Io non condivido per niente la vita privata di Berlusconi, vivo in un’altra maniera, ma a me non mi cambia niente. Il problema è invece se vincono i magistrati, perché vivrei in un paese dove ti possono perseguitare solo perché non piaci. Il vero male dell’Italia non sono le serate a casa di Berlusconi ma una magistratura impazzita.

Martedì, 08 Febbraio 2011


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Anselma Dell'Olio (foto LaPresse).

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Commenti (3)

Tonia 10/feb/2011 | 03:55

Mitomanie
Io sono una fondatrice del femminismo americano.
Io sono l'inventrice della teoria della relatività.
Io sono la vera Mrs. Robinson.
Io sono la nipote di Mubarak.

boh 09/feb/2011 | 22:42

SE NON ORA QUANDO? VE LO DICO IO!
Anna Venturini
mostra dettagli 22:38 (3 minuti fa)
Con lo slogan SE NON ORA QUANDO?, domenica 13 febbraio scenderanno nelle piazze italiane le moralizzatrici ed intransigenti "pasionarie" della sinistra chic. Dimostreranno dall'alto del loro rango, contro la deriva morale innescata da un sistema corrotto che offende l'onore, il decoro e la decenza ed anche in difesa di quelle giovani che inconsapevolmente prestano il fianco a stili di vita che ledono la dignità dell'intero universo femminile. Poverine...!!!
Alla formula dubitativa SE NON ORA QUANDO? verrebbe da rispondere: Quando è stata uccisa Hina Saleem ad esempio o in difesa di tante altre donne che non scelgono di vedere calpestati i loro diritti ma sono vittime di violenza e soprusi perpetrati dagli stessi familiari.Ma forse questo è troppo rischioso: gli islamici non scherzano, le signorine snob che sfileranno domenica in piazza indossando abitini griffati lo sanno bene e sanno anche che a protestare contro Berlusconi si rischia molto meno, anzi si acquisiscono punti spendibili poi nei salotti televisivi che contano...

ginevragl 09/feb/2011 | 16:09

Ma basta
per favore basta con questa lagna

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