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IL CASO

Asinara, rilancio al fresco

Flop isola-parco. Forse riapre il carcere.

di Monia Melis

Poca acqua potabile, guardie mediche a singhiozzo e lo spettro, onnipresente, del ritorno al carcere di massima sicurezza. A 15 anni dalla sua istituzione, per l’isola-parco dell’Asinara, estrema punta a Nord Ovest della Sardegna, la vita non è semplice. Perché il rilancio, quello vero, tarda ancora ad arrivare.
A dirlo è lo stesso presidente del parco nazionale con gli asinelli bianchi, Pasqualino Federici, che qualche giorno fa ha ribadito ufficialmente il sollecito.
L'ISOLA-PARCO SENZA AIUTI. «Nessuno ha fatto niente per l'Asinara», ha detto, «si smetta di dire che l'ex isola-carcere potrà essere il volano per una parte della Sardegna se poi alle parole non seguono i fatti: se si vuole tornare ai tempi in cui le petroliere giravano per il golfo e le spiagge erano catrame e plastica, chiudiamo tutto perché non ha senso continuare». Una scelta estrema per il futuro ambientale e turistico.
Dal primo aprile, l’imbarcazione “Sara D” non fa più la spola tra Porto Torres e Cala reale. E, al momento, esiste un unico collegamento tra Stintino e l’isola.
Un blocco per le persone e le merci che ha preoccupato i sindaci dei comuni del golfo. A inizio maggio, è stato lanciato l’allarme: per gli oltre 100 cavalli non c’era più foraggio all’Asinara.
COMMISSARIATO PER ANNI. «I problemi ci sono», dice Federici al telefono, «ma il parco in sé funziona: il suo compito è tutelare un ambiente straordinario. È solo molto giovane e ha bisogno del supporto degli enti, come la Regione».
Per tanti anni è stato commissariato e ora va avanti con sette dipendenti. Per quanto riguarda il traghetto fantasma, il presidente spiega che l’assessore regionale ai trasporti, Christian Solinas, si è impegnato per un nuovo collegamento con un bando pubblico.
Si spera in tempo per l’estate, la stagione con più visite.

Per l’acqua potabile servirebbero interventi strutturali da 10 milioni di euro

Così si va avanti spesso in un regime provvisorio di emergenza. Per le guardie mediche, addirittura, si fa ricorso a medici volontari. E ogni volta che si assiste a un intervento extra si riempiono le pagine dei giornali locali di polemiche. «L’ente parco», spiega Federici, «assicura loro vitto e alloggio. È l’unica cosa che possiamo fare».
E anche l’acqua potabile è un problema: servirebbero interventi strutturali per 10 milioni di euro, alcuni urgenti per il borgo Cala d’Oliva come la manutenzione della rete e l’impianto di potabilizzazione.
Gli edifici e le strutture, alcune dell’ex penitenziario, sono di proprietà sia della Regione (attraverso la Conservatoria delle coste) sia del ministero degli Interni. Ed è su questi che spesso gioca il ritornello della riapertura del carcere di massima sicurezza.
UN PASSATO TROPPO VICINO. Il passato da isola-penitenziario non è poi così lontano: chiuso nel 1998 è un luogo simbolo e un pezzo importante di storia. Lì sono stati reclusi brigatisti e mafiosi.
Di recente è stato poi fulcro di una lunga protesta mediatica, quella dell’Isola dei cassintegrati: per più di un anno, infatti, vi hanno vissuto una decina di operai del polo chimico Vinyls.
OGNI ANNO 70 MILA VISITE. E per il per il futuro? A febbraio il ministro della Giustizia, Paola Severino, non ha escluso una riapertura dell’ex carcere. Una possibilità che ha suscitato in tutta la Sardegna immediate proteste e un coro di “no”. Drastico il presidente Federici: «L’Asinara è un patrimonio di tutti e tale deve essere considerato. Ogni anno arrivano qui migliaia di visitatori, oltre 70 mila, direi che non esiste più il carattere di segretezza degli edifici. Una condizione imprescindibile. Per il resto, si tratta di pure utopie».  
Mentre ogni giorno lo splendido parco si deve scontrare con i problemi di ordinaria amministrazione.

Domenica, 13 Maggio 2012


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Commenti (2)

cleo09 14/mag/2012 | 16:46

turismo=miracolo
La zona di PortoTorres ha un grave problema finanziario,troppi lavoratori in cassa integrazione,tante promesse nessuna vera soluzione.Tuttavia sfruttare la natura per ricavarne reddito non è la strada dei miracoli,così facendo la meravigliosa ed unica spiaggia denominata 'la pelosa' è dventata una striminzita spiaggetta,cementificazione selvaggia ovunque,Stintino è irriconoscibile!
Dispiace ma tutti i parchi istituiti hanno solo reso più difficile accedere ,ma non fanno nulla per migliorare i siti,è il caso del parco dell'Asinara,dove per far posto ai turisti hanno 'sfrattato gli animali che ci vivevano.oppure quello della Maddalena che impedisce addirittura di circumnavigare l'isolotto di Mortorio,ma non fanno nulla per pulirlo vietando a chiunque di godere delle sue acque cristalline non salvaguardano,ma incassano solo multe super salate

iciap 14/mag/2012 | 14:24

Un classico
Le pubbliche amministrazioni vogliono, vogliono, vogliono. Poi non hanno i soldi oppure non sono capaci di gestire i beni, oppure tutte e due le ipotesi. E' un classico.

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