Apri/chiudi Tab
Le top 10 news di oggi chiudi
Le inchieste di Lettera43 chiudi
Le grandi interviste di Lettera43 chiudi
L43 - Local L’informazione dalla tua città Invia
TUTTO ITALIA EUROPA AFRICA ASIA NORD-AMERICA SUD-AMERICA OCEANIA Login | Registrati |  Sabato, 25 Maggio 2013- 06.14

 

ESTERI

Elezioni in Egitto, dati provvisori: Morsi è primo

Scrutinato il 90% delle schede: ballottaggio con l'ex premier Shafik.


Presidenziali in Egitto: i Fratelli Musulmani in testa. Quando si è quasi completato lo spoglio dei voti per le elezioni del presidente della Repubblica egiziana, arrivato quasi al 90 per cento, sono state diffuse in rete alcune cifre ufficiose. Dati che, infatti, hanno assegnato al candidato dei Fratelli Musulmani, Mohamed Morsi, circa cinque milioni e 400 mila voti, su quasi 18 milioni di voti validi, mettendolo così primo tra gli apiranti presidenti.
Lo ha riferito alla televisione al Jazira anche lo staff del candidato, confermando il ballottaggio fra Morsi e l'ex premier di Hosni Mubarak, Ahmad Shafik, che, secondo stime ufficiose, avrebbe ottenuto circa cinque milioni e 300 mila.
EXPLOIT DI SABAHI. Ma la sorpresa è arrivata soprattutto dal terzo classificato, il giornalista e scrittore nasseriano Hamdeen Sabahi, che avrebbe raggiunto quattro milioni e 600 mila voti, e che le previsioni elettorali davano come oustider con poche probabilità.
FUORI GIOCO I MODERATI. Decisamente fuori gioco il moderato islamico Abdel Moneim Aboul Fouttouh e l'ex segretario generale della Lega Araba, Amr Mussa, ai quali i dati provvisori hanno assegnato rispettivamente poco più del 17 per cento e circa il 12.
«A danneggiare questi due concorrenti alla presidenza, che pure sembravano molto favoriti», ha commentato una giornalista egiziana, Hana «è stato sicuramente il loro confronto televisivo, nel quale entrambi si sono soprattutto soffermati su accuse personali reciproche e nessuno dei due ha dato alla gente l'idea di essere uno statista».
LA DELUSIONE DEGLI ESCLUSI. Le prime reazioni raccolte online, pur in assenza di raduni previsti a piazza Tahrir, il luogo simbolo della rivoluzione del 25 gennaio, sono andate dalla frustrazione all'ammissione di errori da parte di oppositori fuori gioco, alla consolazione. «Le elezioni non sono state falsificate ma ugualmente non sono state oneste al cento per cento» ha commentato l'avvocato Ayman Nour, esponente del partito El Ghad, escluso dalla corsa alla presidenza, «la scelta è ora piuttosto difficile ed io avevo messo in guardia i giovani rivoluzionari sulle loro resistenze a presentarsi alle elezioni senza unificarsi su un candidato, producendo il risultato che abbiamo».
IPOTIZZATI NUOVI SCONTRI. Il deputato indipendente Moustafa El Naggar ha commentato su Twitter che «la guerra non è finita e dobbiamo imparare dai nostri errori. Il futuro ora dipende da noi». Mentre molte voci online sembrano già essersi orientati verso un nutrito sostegno al candidato dei Fratelli Musulmani, Morsi, qualche pessimista si è lanciato a valutare l'ipotesi di nuove proteste, anche violente, da parte dei giovani rivoluzionari, che potrebbero non accettare il risultato delle urne.

Venerdì, 25 Maggio 2012


Content on this page requires a newer version of Adobe Flash Player.

Get Adobe Flash player

Nessun commento

Per scrivere un commento è necessario registrarsi ed accedere con Twitter o Facebook: Loggati - Registrati

L’informazione dalla tua città
Invia
Le TV tematiche di L43