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L'EDITORIALE

Ft contro l'Italia: «Stop alla commedia politica»

Il quotidiano finanziario loda il governo Monti, ma attacca i partiti.

Il quotidiano finanziario Financial Times torna ad attaccare l'Italia. Questa volta non se la prende con Mario Monti, come fece ad aprile dopo il dietrofront del governo sulla riforma del lavoro, ma con il sistema partitocratico italiano.
«BASTA CON QUESTA POLITICA DELLA COMMEDIA». L'autorevole quotidiano in un editoriale del 25 maggio ha tuonato: «Basta con questa politica della commedia», un commento riferito al balletto scattato subito dopo il crollo del Popolo della Libertà e del Partito Democratico alle elezioni amministrative 2012.
«LA VITTORIA DI GRILLO, UN VOTO DI PROTESTA». La vittoria di Grillo, «un segnale di protesta contro la vecchia classe dirigente, come spesso capita in tornate elettorali minori» ha scatenato dibattiti imbarazzanti. Accuse che sono rimabalzate da una parte all'altra degli schieramenti. Ma nessuno ha cercato di fare autoanalisi e capire i motivi della disfatta.
LA CREDIBILITÀ DELL'ESECUTIVO MONTI. Il quotidiano ha lodato l'operato del governo Monti, definendo il premier e la sua squadra di tecnici: «Quando Mario Monti è stato scelto come primo ministro tecnico italiano, molti erano sorpresi dalla sua popolarità. Una ragione era la dilagante disillusione riguardo i politici dell’establishment che avevano guidato il paese fino all’orlo di un precipizio finanziario».
«COSA SUCCEDERÀ QUANDO MONTI SE NE ANDRÀ NEL 2013?» Il Financial Times si è posto una domanda, la stessa che da mesi si pongono tutti gli investitori finanziari esteri «Cosa succederà quando il governo Monti finirà il mandato nel 2013? Sarà questa classe politica a guidare il paese fuori dalla crisi?».
L'editorialista auspica la possibilità che l'attuale esecutivo continui il proprio lavoro anche dopo le prossime elezioni politiche perchè trova che all'Italia mancasse «un governo credibile che farebbe bene anche all’Europa, perché uno dei più grandi successi di Monti è stato quello di inserire la voce italiana nel dibattito franco-tedesco». È stato capace di rendersi credibile agli occhi dell'Ue in pochi mesi, al contrario del precedente esecutivo che non godeva assolutamente della stessa stima, anzi.
LA NOVITÀ DEL PARTITO DI MONTEZEMOLO. L'analisi del Financial si conclude con un commento all'emergente partito di Montezemolo, «Il centrodestra è imploso, il Partito Democratico è ingabbiato da una classe dirigente vecchia che presto sarà scavalcata a sinistra. In questo scenario politico dovrebbe emergere un nuovo partito aperto alle imprese, sperando che però non sia la riedizione della Democrazia Cristiana, il partito che per anni sovrintese al sistema corrotto collassato all'inizio degli Anni 90 con Tangentopoli».

Venerdì, 25 Maggio 2012


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Commenti (1)

mario221 25/mag/2012 | 15:05

in effetti i partiti fanno schifo, come non riconoscerlo!! PDL; PD: UDC: salvo per ora solo IDV per ora poi vedremo!!!

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