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Hirst, il declino del profano

L'artista di Bristol in mostra a Londra, ma la stampa inglese lo prende di mira.

INGHILTERRA

di Lorenzo Berardi

Mercoledì 4 aprile alla Tate modern gallery di Londra apre i battenti l'attesa grande retrospettiva di Damien Hirst, la prima mai ospitata nel Regno Unito.
L'artista britannico divenuto celebre a partire dagli Anni 90 per le sue provocatorie installazioni capaci di rielaborare in chiave moderna e originale il tema della morte e della caducità della vita e dei corpi, pur ispirandosi all'opera di Francis Bacon, è uno dei pochi nomi noti anche ai profani dell'arte contemporanea.
BIGLIETTO DA 14 STERLINE. La mostra della Tate resta aperta fino al 9 settembre e cerca di fare leva sulla fama di Hirst per attrarre centinaia di migliaia di visitatori disposti a pagare 14 sterline (17 euro) di biglietto d'ingresso per visitare la retrospettiva, quando l'accesso alle collezioni del museo aperto 12 anni fa in un'ex centrale elettrica sulla sponda meridionale del Tamigi è gratuito.
PATRIMONIO DI 215 MILIONI. Nato a Bristol al pari di un altro celebre artista emerso di recente nel Regno Unito come il misterioso Banksy, al contrario del più giovane collega, Hirst non ha mai cercato di sfuggire alla luce dei riflettori divenendo anche un personaggio noto a livello mediatico.
Nel 2010 il Sunday Times ha stimato il patrimonio accumulato da Hirst in 215 milioni di sterline (258 milioni di euro), una cifra che l'ha trasformato nell'artista più ricco d'Oltremanica.
FASE DI STALLO CREATIVO. Tuttavia, la retrospettiva della Tate arriva in un momento di stallo creativo e di mancato riconoscimento economico per la sinora brillante carriera di Hirst.
Come evidenziato dalla stampa, le ultime opere realizzate dall'artista non hanno ottenuto il successo dei lavori che lo hanno fatto conoscere tanto ai mercanti d'arte, quanto ai musei e al pubblico di tutto il mondo.

L'artista non si preoccupa delle critiche

Bbc News ha definito Hirst «un artista controverso», riportandone le dichiarazioni alla vigilia dell'apertura della retrospettiva londinese.
«Ho suscitato reazioni negative durante tutta la mia carriera. In genere cerco di non prendere seriamente i complimenti che ricevo e, alla stessa maniera, non mi preoccupano le critiche».
Frasi che si riallacciano alle accuse lanciate di recente a Hirst da Jeremy Paxman, presentatore di Newsnight su Bbc 2, di essere più interessato ad arricchirsi che alla propria arte.
FINITI I GIORNI DEI GRANDI INTROITI. Un giudizio negativo sulla produzione dell'artista bristoliano confermato in termini peggiorativi anche dal critico d'arte Julian Spalding, che a febbraio ha definito l'opera di Hirst «priva di contenuti artistici» e «presto destinata a non avere alcun valore economico».
E forse i giorni più remunerativi della carriera di Damien Hirst sono davvero alle spalle, ma - come ricordato dal Financial Times il bristoliano resta l'artista che nel 2008 vide una serie di proprie opere acquistate per un valore totale di 100 milioni di sterline in un'asta tenutasi da Sotheby's «nello stesso giorno in cui Oltreoceano avvenne il crollo di Lehman Brothers».
RAGGIUNTO IL PICCO DI SUCCESSO. Tuttavia, i timori che l'exploit di quattro anni fa siano destinati a restare il picco della creatività e della valutazione economica raggiunta dalla produzione artistica di Hirst sono espressi anche da Robin Duthy, fondatore e direttore dell'Art market research (Amr).
Secondo Duthy, «l'opera di Hirst dal 2008 a oggi non ha avuto grande successo anche perché c'è stato un complessivo ripensamento del proprio lavoro.
DUBBI SUL VALORE DELL'ARTISTA. Gli esperti e i potenziali compratori si chiedono quanto questo artista sia serio e se non sia stato effettivamente troppo pubblicizzato».
Giudizi che pesano e non poco sulla valutazione di mercato delle opere di Hirst fatta dagli addetti ai lavori. Basti pensare che se nel 2008 «il valore del meglio della produzione dell'artista era nove volte superiore rispetto al 2000, ora è possibile acquistare le stesse opere a meno di un terzo del costo che avevano 12 anni fa».
SVALUTATO DEL 3.000% IN QUATTRO ANNI. Una svalutazione pari a circa il 3.000% in appena quattro anni che ha portato alcuni mercanti d'arte a cercare di sbarazzarsi delle realizzazioni a firma Hirst. In questo senso è probabile che la grande retrospettiva della Tate possa permettere all'artista bristoliano di riacquistare parte del proprio credito, anche se è difficile ipotizzare che la maggior parte dei visitatori  pronti a pagare il biglietto di 14 sterline abbiano anche le risorse per comprare alcune delle opere minori di Hirst, per quanto esse siano oggi svalutate.

Opere da acquistare direttamente alla mostra

Dal punto di vista artistico, il giudizio complessivo della stampa inglese sulla produzione di Hirst appare tutt'altro che lusinghiero.
Ciò che più ha fatto scalpore nei giorni che hanno preceduto l'inaugurazione della personale londinese dell'artista di Bristol, è stata la presenza di alcune delle opere meno pubblicizzate di Hirst, che è possibile acquistare direttamente alla Tate.
Sia il Telegraph sia l'edizione britannica dell'Huffington Post hanno puntato l'indice sul «merchandising a costi proibitivi», messo in vendita a margine della retrospettiva.
PREZZI ECCESSIVI PER IL PUBBLICO. «Per chi non può permettersi di acquistare un teschio di plastica colorato, venduto in edizione limitata da 50 esemplari al costo di 36.800 sterline ciascuno, c'è sempre un set di 12 piatti al costo di 10.500 sterline, uno skateboard a 480, una sedia sdraio a 310 e un ombrello decorato con stampe di farfalle disponibile a 195 sterline».
Prezzi esorbitanti per il grande pubblico e che hanno suscitato l'indignazione dei quotidiani assai più delle provocatorie opere di Hirst esposte nelle sale della Tate.
PRODUZIONE RESA PIÙ ACCESSIBILE. Adrian Searle, che ha visitato la retrospettiva londinese vera e propria per conto del Guardian , ha espresso un giudizio piuttosto tiepido, pur sottolineando gli sforzi compiuti dai suoi curatori per rendere più accessibile la produzione di Hirst, «limandone gli eccessi e la ripetitività».
Secondo Searle «è quasi impossibile esprimere un giudizio diretto sull'arte di Hirst senza tenere conto della sua fama e della sua reputazione a livello globale».
CRITICHE PER LE RICHIESTE ESAGERATE. Il critico del Guardian ha lodato le opere giovanili dell'artista, definite «originali e divertenti», ma ha mostrato di non apprezzare il momento in cui «l'ascesa del costo della produzione artistica di Hirst ha portato alla creazione di artefatti sempre più decadenti ed eccessivi».
Un giudizio spietato e che riflette il modo in cui il 46enne ex enfant prodige bristoliano è oggi visto in madrepatria: una celebrità, più che un artista che abbia ancora qualcosa da comunicare. 

Martedì, 03 Aprile 2012 © RIPRODUZIONE RISERVATA


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