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Marco Fraquelli

NAZISMO PRIVATO

Il sesso di Hitler? Un mistero che resterà tale

I documenti e le tesi su cocaina e inclinazioni intime del Fuhrer sono solo ingredienti di una verità sommersa.

di Marco Fraquelli

editoriale

Depravato. Asessuato. Sadico. Anzi no, masochista. E impotente. Macché, un vero stallone sciupafemmine. Ma scherziamo? Notoriamente omosessuale. A quasi 70 anni dalla sua morte, il mistero della vita sessuale di Adolf Hitler continua ad appassionare storici e psicologi.
Se ne torna a parlare in questi giorni, dopo che la Alexander Historical Auctions di Stamford, nel Connecticut, ha deciso di mettere all’asta, dal 7 maggio, alcuni documenti – in particolare 47 cartelle cliniche compilate da cinque medici e una relazione dettagliata di oltre 170 pagine redatta dal dottore personale del Führer, Erwin Giesing – che conterrebbero dettagli inediti, oltreché sulla salute di Hitler, sulle sue propensioni sessuali.
DIETA VEGETARIANA E FLATULENZA. Stando alle anticipazioni fornite dal giornale, i documenti rivelerebbero, per esempio, come, a causa delle ferrea dieta vegetariana, Hitler soffrisse di flatulenza (cosa evidentemente ancor più spiacevole per i suoi accoliti, costretti nel chiuso del bunker, e cosa che potrebbe spiegare perché Eva Braun avesse sempre preteso di dormire in camere separate).
C’è poi il capitolo cocaina. Il Führer ne sarebbe diventato un consumatore abituale dopo averla utilizzata, su prescrizione del dottor Giesing, per combattere i sempre più fastidiosi dolori procuratigli da una sinusite cronica.
INIEZIONI DI SPERMA DI TORO. E poi si apre appunto il capitolo sessuale. Qui è un altro medico a parlare, Theodor Morel, il quale rivela come Hitler si sottoponesse regolarmente a iniezioni di sperma di toro per rinforzare la sua libido. Non perché il Führer soffrisse naturalmente di mancanza di desiderio sessuale, per patologia o problemi agli organi riproduttivi; anzi, lo stesso Morell attesterebbe come Hitler avesse regolari, ancorché non frequenti, rapporti con la sua amante e anche con altre donne. Solo che lo stress dovuto agli impegni e alle crescenti responsabilità di ordine politico e militare avrebbero concorso a procurargli un progressivo calo del desiderio.

Né asessuato né impotente: solo stressato

La testimonianza del dottor Morell smonterebbe, dunque, la tesi di un Hitler asessuato, o addirittura impotente, sostenuta da molti storici e psicologi. Qualcuno si era persino spinto a giustificare l’impotenza di Hitler parlando di un suo (presunto) monorchismo, ossia la mancanza di un testicolo. E anche su questo, ci si sbizzarrì nel darne le versioni più varie e strampalate.
LA TESTIMONIANZA DI UN COMMILITONE. In un curioso libretto di qualche anno fa, per esempio, Il sesso di Hitler, edito nel 2004 da Scipioni, si cita un’improbabile testimonianza di un commilitone del caporale Hitler, Eugen Wasner, secondo il quale il futuro cancelliere tedesco sarebbe stato mutilato di un testicolo da un caprone al quale aveva orinato addosso.
I RESTI BRUCIACCHIATI DI UN TESTICOLO. Stando agli autori del volumetto, la tesi di Wasner (peraltro processato per aver diffamato in tal modo Hitler) sarebbe poi stata comprovata dall’autopsia compiuta dai medici russi sul cadavere carbonizzato del Führer che – ci dicono – presentava i resti bruciacchiati di un solo testicolo. Il destro, per la precisione. 
Tesi però di gran lunga prevalente, e capitolo tuttavia del tutto irrisolto, quello della omosessualità. Quante volte se n’è parlato, e scritto? Ma nessuno ha mai prodotto documenti certi.
GLI ANNI GIOVANILI TRASCORSI A LINZ. Nonostante molti studiosi si siano dedicati, anche con grande e appassionato impegno, a voler svelare questo mistero, nessuno è riuscito a portare prove concrete dell’omoerotismo del Führer.
Nessuno, per esempio, ha potuto esibire testimonianze certe sul fatto che Hitler, negli anni giovanili trascorsi a Linz, quando da squattrinato imbrattatele dimorava negli ostelli maschili, nei quali pare albergasse normalmente la prostituzione maschile, usasse concedersi per denaro ad anziani pederasti.

Le compromettenti amicizie maschili 

A voler dimostrare le tendenze gay di Hitler ci ha provato, ancora pochi anni fa – ultimo in ordine di tempo - un serio e dotto professore dell’Università di Brema, Lothar Machtan, autore di un libro, peraltro molto controverso, in proposito: Il segreto di Hitler (Rizzoli, 2001).
In sostanza, Machtan, che per l’occasione ha sguinzagliato in giro per tutta la Germania uno stuolo di giovani assistenti, cita numerose testimonianze, documenti, e altro che proverebbero come le amicizie maschili di Hitler siano state, in realtà, né più né meno che relazioni amorose.
E il professore si premura anche di citare un lungo elenco di queste «amicizie», che avrebbero accompagnato tutta la vita di Hitler, dagli anni della giovinezza a quelli della Prima Guerra mondiale a quelli dell’ascesa politica e poi del potere.
FONTI E TESTIMONIANZE MOLTO LABILI. In realtà, come hanno notato molti critici, Machtan non solo utilizza fonti e testimonianze spesso labili, ma, soprattutto, non esita a sottovalutare, quando persino a omettere, documenti che contraddicano la sua tesi.
Sulla dimostrazione della presunta omosessualità del Führer, oltre agli storici, si sono poi esercitati, nel corso dei decenni, molti psicologi e molti psicanalisti.
IL FRUTTO DI UNA RIMOZIONE FORZATA. Dal punto di vista psicologico, la tesi prevalente è quella di una sorta di omosessualità latente (associata a forti impulsi masochistici), vissuta – e rimossa – con grande senso di colpa. Cosa che spiegherebbe la personalità schizoide dell’uomo.
In sostanza, per autopunirsi per la sua omosessualità latente, e mai accettata, Hitler avrebbe sviluppato una vera e propria pulsione masochistica che lo portava a trarre piacere dal farsi orinare o defecare sul corpo da una donna.
UNA MINACCIA ALL'EQUILIBRIO PSICO-FISICO. Questa perversione avrebbe profondamente influenzato la sua personalità e le sue azioni, esercitando una costante minaccia al suo equilibrio, cioè alla sua vita psichica conscia. 
Perché Hitler, insomma, non solo doveva mantenersi costantemente in guardia dal manifestare apertamente le sue perversioni, ma doveva anche lottare contro i sensi di colpa che i suoi segreti e i suoi malsani desideri gli suscitavano.
La perversione di Hitler, in definitiva, sarebbe derivata da un compromesso tra le tendenze coprofaghe e la necessità di condurre una vita sociale integrata e una vita pubblica irreprensibile. 
ATTACCHI DI IRA INCONTROLLABILI. Ma il compromesso, lungi dall’aiutarlo a trovare un equilibrio stabile tra le diverse nature, finiva con il creare una fragilità dell’inconscio ancora più drammatica, che esplodeva in manifestazioni tanto violente quanto contraddittorie, per esempio la frequente alternanza di attacchi di ira incontrollabile (le urla e i famosi pugni picchiati sul tavolo di lavoro o i rotolamenti sul tappeto come fosse in preda ad attacchi epilettici) e l’abbandono alla facile commozione e alle lacrime (per esempio quando ascoltava Wagner o accarezzava un cane).
Insomma, omosessualità, impotenza, coprofilia, masochismo, e chi più ne ha più ne metta: sarebbe questo il cocktail che spiegherebbe la sessualità, almeno latente, di Adolf Hitler, e quindi la sua personalità psicotica.
Ora, le carte messe all’asta negli Stati Uniti aggiungono al cocktail altri ingredienti, dalla cocaina allo sperma di toro. Ma si può starne certi: il sesso di Hitler, come quello degli angeli, continuerà a rimanere un grande e inestricabile mistero.

Sabato, 05 Maggio 2012


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Commenti (2)

rramella 06/mag/2012 | 16:00

LA STORIA RITORNA COME FARSA
chissà perché vengono in mente i buffoni nostrani berluschino detto il meschino e "canotta" bossi, sempre a farsi vedere come sciupafemmine quando sono due poveri malridotti

cal-ma57 05/mag/2012 | 16:49

sesso di hitler
come dici negli ultimi righi , del sesso dei demoni , che ce ne frega? ricordiamoci delle leggi razziali , della follia che ha attraversato l'europa e per amor di dio o della ragione , o di un dio della ragione ditelo nelle scuole ai bimbi ! fate in maniera che TUTTI alla domanda RAZZA? rispondano come EINSTEIN rispose agli americani , proprio agli americani , paladini della libertà allora , come ora , agli americani che hanno nel pentagono doppi servizi , separati , non tra donne e uomini , ma tra bianchi e colorati, UMANA, IO SONO DI RAZZA UMANA! e non rispondfano padana , o terrona!

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