CRISI
In ostaggio del Fisco
Follia a Romano di Lombardia. Strozzato dalle tasse, imprenditore sequestra 15 persone. Poi la resa.
di Francesca D'elia
Un'altra storia figlia della crisi economica che attanaglia l'intero Paese.
La disperazione vissuta per guai economici dietro a una storia di ordinaria follia (guarda la fotogallery) in un paese della Bassa Bergamasca.
Per fortuna conclusasi senza finire in tragedia.
Tutto è cominciato alle 15.30 di mercoledì 3 maggio. Luigi Martinelli, imprenditore 54enne di una piccola impresa di pulizie, in preda all'angoscia causata da problemi economici, ha fatto irruzione armato di un fucile e due pistole nella sede dell'Agenzia delle Entrate di Romano di Lombardia, facendo uscire subito i clienti.
«FUORI CHI DEVE PAGARE LE TASSE». «Fuori», ha urlato Martinelli «chi deve pagare le tasse» e ha trattenuto i dipendenti. Questo quanto sarebbe stato riferito da uno degli ostaggi. Negli uffici c'erano una quindicina di persone, tra clienti e dipendenti.
Poi, li ha lasciati uscire tutti tranne uno, un impiegato, Carmine Mormandi, 56 anni, da 30 impiegato all'Agenzia delle Entrate.
Gli ostaggi liberati sono stati accolti dalle forze dell'ordine e portati nella caserma dei carabinieri per fornire le loro deposizioni.
L'imprenditore minacciava di togliersi la vita a causa delle difficoltà economiche nelle quali versa. A scatenare il momento di follia sarebbe stata una cartella esattoriale alla quale Martinelli non poteva far fronte. Per Mormandi il pomeriggio è invece stato lunghissimo, interminabile. Solo dopo sei lunghe ore, in serata, Martinelli ha deciso prima di liberare l'ostaggio e poi si è arreso.
Fondamentale la mediazione di un brigadiere dei carabinieri
All'esterno, la zona è stata recintata e giornalisti e curiosi fatti allontanare sempre di più mentre nei dintorni dell' ufficio, ospitato in una palazzina di cinque piani, hanno preso posizione gli uomini del Gis di Livorno.
Preziosa è stata la mediazione portata avanti da un brigadiere dei carabinieri, Roberto Tortorella, che è riuscito a entrare nei locali dell'Agenzia e a trattare con il sequestratore che ha chiesto di parlare con i giornalisti per comunicare, attraverso di loro, con il premier Mario Monti.
COLPO DI PISTOLA IN ARIA. Attimi di terrore quando l'uomo ha anche esploso un colpo di pistola in aria, senza colpire nessuno.
«Sono disperato, o mi uccido o faccio una strage», sono state le sue parole. Nessuno degli impiegati è però rimasto ferito e il sequestratore ha confermato di non voler fare del male all'ostaggio che era stato trattenuto.
Anzi a Mormandi è stato consentito di inviare un paio di sms alla sua compagna, Tetyana, 39 anni, di origine ucraina. Poche parole «sto bene».
IN MANETTE IL SEQUESTRATORE. Nel tardo pomeriggio attorno all'area è aumentato il movimento delle forze dell'ordine. Per più di un'ora gli investigatori non hanno escluso di far intervenire le teste di cuoio per sbloccare la situazione.
Tuttavia la mediazione dei due carabinieri ha convinto Martinelli a rilasciare il dipendente. Dopo venti minuti l'uomo in crisi si è consegnato alle forze dell'ordine, è stato portato via in manette e subito interrogato in centrale.
Martinelli è stato ammanettato dallo stesso Tortorella. «Non aveva alcuna intenzione» ha detto il colonnello dei carabinieri di Bergamo «di fare male».
«È un uomo con problematiche economiche la cui entità stiamo ancora verificando» ha aggiunto il sindaco di Romano di Lombardia, Michele Lamera.
Venerdì, 04 Maggio 2012
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