Memetro, sindrome anticrisi

Viaggiare gratis in Spagna. Per sempre.

di Silvia Ragusa

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06 Maggio 2012

Il logo di Memetro

Il logo di Memetro

Un tornello della metropolitana. Un biglietto non convalidato. Un’amnesia improvvisa. In Spagna la sindrome c’è già: si chiama Memetro ed è «un disordine della memoria, durante il quale l’individuo è incapace di ricordare che, secondo la legge, deve convalidare il titolo di viaggio». Così si trova scritto nella pagina web ufficiale dell’omonima iniziativa, l’esempio più recente di come la crisi aguzzi l’ingegno.
L’idea, tra l’ironico e lo scientifico, prende il nome dal film di Christopher Nolan Memento, in cui il protagonista soffriva di frequenti amnesie.
Così cinque giovani spagnoli hanno fondato un'autoproclamata associazione culturale senza fini di lucro contro il rincaro dei prezzi del trasporto urbano: uno tra tutti il collegamento dall’aeroporto di Barajas alla città raddoppiato da 2,50 a 5 euro. In sole due settimane hanno aderito 3 mila persone.
UN SISTEMA MALATO. La sindrome Memetro, si legge sul sito, è un sintomo del sistema malato. «Lo stesso che colpisce alcuni politici quando nei discorsi elettorali fanno promesse e dopo essere stati eletti dimenticano tutto. La stessa amnesia adesso ha contagiato i cittadini».

La truffa perfetta

Un passeggero salta il tornello di un metrò

Un passeggero salta il tornello di un metrò

Il meccanismo è degno di una task force. Con una quota di 7 euro mensili qualsiasi utente delle rete metropolitana di Madrid può fare parte della comunità di Memetro. E cioè prendere i mezzi pubblici senza biglietto.
NIENTE PIU’ MULTE. Se un giorno si è colpiti dalla strana sindrome davanti a un controllore nessuna paura: basta mettere mano al fondo comune per pagare la sanzione.
Si raccomanda agli associati, quello sì, di avere in portafoglio una banconota da 50 euro perché, pagando all’istante, lo sconto è del 50%. Ovviamente poi Memetro rimborserà l’utente.
L’APP DEL RAGGIRO. Ma le multe devono essere poche e per raggiungere l'obiettivo l’associazione offre ai soci un’apposita applicazione via twitter (#memetroMAD): decine di alert tutti i giorni per segnalare dove sono i controllori e come evitarli.
Il funzionamento è semplice. Quando una persona utilizza il metrò, il bus o qualsiasi altro mezzo di trasporto pubblico e vede un controllore o un ingresso sorvegliato deve solo taggare l’informazione con il luogo e l’ora esatta. Gli alert lampeggiano per circa 30 minuti nei cellulari di tutti i soci.

Guerriglia economica

Una manifestazione del movimento Yo no pago

Una manifestazione del movimento Yo no pago

Memetro fa parte di un nuovo trend, la «guerriglia economica» sostenuta dal movimento Yo No Pago (Io non pago), con una pagina Facebook che già conta più di 16 mila iscritti.
NON SOLO SPAGNA. Il gruppo, creato a metà dicembre, è stato ispirato dal movimento greco Den Plirono (io non pago) - lanciato un anno fa, subito dopo l'improvviso aumento delle tariffe del metrò (da 1 a 1,40 euro) e dei pedaggi autostradali - e dal ben più storico Je ne paye pas francese.
PAESE CHE VAI, TARIFFA CHE TROVI. Il gruppo, dicono sulla rete, nasce dopo i numerosi aumenti decisi dalla Moncloa e imposti in tutti i settori, trasporto urbano incluso.
A Bilbao, per esempio, per viaggiare in metropolitana si è passati da 1 a 1,50 euro, a Barcellona da 1,45 a 2 euro. Stesso rincaro per Madrid che regista un aumento dell’11%.  
Se comparati però con gli altri Paesi europei, lamentano gli utenti, gli spagnoli pagano quasi quanto i passeggeri francesi. Con una solo differenza: mentre il salario minimo nel Paese iberico è di solo 641 euro, a Parigi si guadagnano almeno 1.365 euro. 

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