L'UDIENZA
Pasquino, cubista dimenticata
Caso Ruby: dopo l'udienza, i pm non le pagano il treno.
di Davide Illarietti
È da lei che ebbe inizio tutto: l'arresto di Ruby, la telefonata del premier. Caterina Pasquino, cubista, ragazza immagine ed ex coinquilina truffata della 'nipote di Mubarak' («Ma a me aveva raccontato di essere figlia di un manager della Yamamay») può dirlo forte: «Ho cambiato la storia d'Italia».
Poi, scoppia in lacrime: «Nessuno si ricorda più di me».
«DIMENTICATA» DAI PM. E, in effetti, di lei si sono dimenticati - o hanno fatto finta di dimenticarsene - persino i pubblici ministeri del tribunale di Milano. Che venerdì 11 maggio ne hanno disposto l'accompagnamento coatto da Napoli per il processo Ruby bis a carico di Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti. Salvo trascurare di dirle, però, che il ritorno non era incluso.
«Avevo spiegato chiaramente di non avere i soldi per il viaggio. Non trovo lavoro, quel poco che avevo se lo è rubato Karima. È indecente e vergognoso che mi si abbandoni in questo modo».
E così, dopo essersi fatta 700 km da Sud a Nord in compagnia della polizia, e aver raccontato davanti ai giudici dei tempi in cui viveva a Milano («Allora sì, i soldi li avevo») e di come fu proprio lei, quel 27 maggio 2010, a fare arrestare per furto la sua coinquilina, Ruby, la bella e provocante Caterina, spenti i riflettori e finita l'udienza, si è ritrovata sola, abbandonata in un corridoio del tribunale.
La procura non ha dato l'autorizzazione alla polizia per riaccompagnarla a Napoli. L'ufficio che si occupa di liquidare le spese del tribunale era chiuso.
LA COLLETTA DEI GIORNALISTI. «Sono disperata. Ruby e le altre hanno fatto i soldi, io non posso pagarmi nemmeno il viaggio in treno», ha raccontato in lacrime ai giornalisti. Che, impietositi, hanno fatto una colletta (130 euro) e le hanno pagato il biglietto di ritorno.
Eppure lei lo aveva detto chiaro e tondo, ancor prima di partire: «Soffro di depressione e non ho soldi per venire da Napoli a Milano», è il succo di una comunicazione fatta pervenire il 3 maggio al tribunale di Milano tramite il suo avvocato. E la sua testimonianza, prevista il giorno dopo, era saltata. Per questo i pubblici ministeri hanno disposto l'accompagnamento coatto per l'udienza dell'11 maggio.
Un'odissea giudiziaria da candid camera.
«Non vedo l'ora che finisca», ha commentato la teste, «non si trattano così le persone». Tutto per una borsetta rubata, con dentro 3 mila euro, un cellulare e qualche gioiello, in quel “maledetto” 27 maggio 2010.
Poi l'arresto e la telefonata di Silvio Berlusconi alla questura di via Fatebenefratelli. Le minacce ricevute quella notte stessa - come ha raccontato davanti al giudice - dalla consigliera Nicole Minetti («Ti facciamo un culo così»). Il resto è storia. «Ma io», protesta Pasquino, «non mi sono ancora vista restituire un centesimo dei soldi rubati».
Venerdì, 11 Maggio 2012
(1)
Zione 24/lug/2012 | 00:06
Quanti insulsi, stupidi e inutili "Processi" in cui si spreca il sangue del Popolo e si commettono Scelleratezze.
L’Alto MAGISTRATO e GIURISTA, il Dottor Alfonso Papa per rispetto della Legge, lotta intrepidamente contro il Flagello dei Miserabili Vermi di sinistra puzza, che da troppo lungo tempo ci opprime e strangola la Nazione e con ammirevole coraggio di Uomo, anche contro tutti i pusillanimi, gli infingardi e gli Scornacchiati del vile e Associato Gaglioffume giudiziario; in primis, con particolare e meritoria attenzione verso i figli delle Topone di Fogna; quei vili Assassini della Giustizia e di questo povero Stato. --- Solo chi ha avuto la grande Sventura di conoscere l’IGNORANZA e l’eccelsa Superbia del Turpe GIUDICIUME Politico, specie quello della fitusissima “Scuola Torinese” (una balorda e Triste Gang di Mona, così perfidamente autopromossasi, per Ludibriosa Stronzaggine, dei loro Scellerati Boss) che tramando e Tradendo il POPOLO, arrivò ad ingolfarsi pur senza strozzarsi (Boja Fauss, min-chia …) coi più grossi Pastoni a cui un Immondo SUINO possa aspirare, principalmente quando razzola negli altrui Truogoli; soltanto un Sofferente (da vigliacca e Tribunalizia manu militari) di questo Martoriato Popolo riesce ad apprezzare la nobile e Sacra Lotta, che porta avanti (anche) sull’Immane Tragedia delle nostre mortifere e orrende CARCERI, con tenacia e sagacia il chiarissimo Professor Papa, che da ex detenuto ha vissuto la terribile realtà del disumano Lager di Poggioreale e cerca di alleviare questa infernale situazione che peggio della Lebbra, impesta Barbaramente la nostra Società; senza che vi sia alcun timore da parte di questi vili e DISONORATI Cialtroni, di pagare il fio delle loro Somme Scelleratezze; perché il razzolante CANAGLIUME magistraturale è ben ammanicato con Deviate Istituzioni, ispiratrici e fomentatrici di questo sciagurato TERRORISMO dei Felloni; queste Brigantesche Bande sono Vendute (anche) a quel cornuto di Satana, fetentissimo santo Protettore di Calunniatori, Mariuoli, Ricottari, Corna-Copia e MAFIOSI. ----- Questo disse uno Scugnizzo di bassa scuola, dall’alto di questa pugnace e Benemerita Barricata della Libertà, pur con la consapevolezza di poter scomparire presto e male (nel “Mistero” …), tramite assassine mani sporche di sangue dei sempre servili e “Segreti” SGHERRI, anch’essi al pari dei loro Padroni, Stupidi e Superbi, MARIUOLI (Lader di destrezza) di gradi e di medaglie, di questo e da loroTradito e Usurpato Stato; così parlò Zione, il socio Fondatore dell’ A. V.G. (Associazione Vittime della Giustizia), nonchè già in passato, per sentito e ineludibile Dovere Morale, fustigatore di Tenie e Pantegrane (con tutto il rispetto) e quantunque mordace, ma pur sempre nei panni di povero Cristo (e per giunta anche Vesuviano), ambita e indifesa PREDA dei moderni, reconditi e AUTENTICI BOJA “Piemontesi”. [email protected]
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