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LE REAZIONI

Sisma, l'eco arriva in Inghilterra

La stampa inglese analizza i danni del terremoto in Emilia che ha messo in ginocchio il made in Italy.

di Lorenzo Berardi

da Londra

Il secondo violento terremoto abbattutosi sull'Emilia e avvertito in tutto il Nord Italia nella mattinata di martedì 29 maggio ha avuto una vasta eco sui media britannici.
Le due scosse che hanno colpito duramente l'area compresa fra le province di Modena, Ferrara e Bologna sono state seguite e descritte dai corrispondenti dei quotidiani d'Oltremanica.
CONSEGUENZE PER L'INDUSTRIA. Se l'accento della stampa britannica è stato posto sulle 16 vittime sinora accertate provocate dal terremoto avvenuto a distanza di appena nove giorni dalla prima devastante e inattesa scossa di domenica 20 con epicentro a Finale Emilia, molte delle analisi del giorno dopo riguardano anche i contraccolpi subiti dall'industria manifatturiera e dall'agricoltura della zona.
TRA I MORTI MOLTI LAVORATORI. Al pari dei quotidiani italiani, anche il Guardian ha dato spazio alle reazioni di Susanna Camusso, segretaria della Cgil secondo la quale «il fatto che sono di nuovo i lavoratori a lasciarci la vita fa pensare che non si è proceduto alla messa in sicurezza degli stabilimenti prima di fare tornare le persone al lavoro».
L'Independent, invece, ha riportato quanto pronunciato del ministro del Lavoro Elsa Fornero alla Camera: «È naturale che la terra tremi, ma non che crollino edifici. In altri Paesi non succede».
L'EMERGENZA ARRIVA AL GOVERNO. «Il primo ministro Mario Monti ha dichiarato che il suo governo farà di tutto per riportare la vita alla normalità in un'area d'Italia così speciale, così importante e così produttiva» ha evidenziato Bbc News precisando che «truppe inviate dal governo si trovano ora nelle zone colpite dal terremoto mentre una seduta d'emergenza del governo si terrà mercoledì 30».
Di certo al tragico bilancio delle 23 vittime dei due principali eventi sismici abbattutisi sull'Emilia e ai danni inestimabili subiti dalle abitazioni e dal patrimonio culturale della Bassa modenese, bolognese e ferrarese si sommano anche i notevoli contraccolpi economici e occupazionali che ora occorre affrontare.
PREOCCUPAZIONE PER LA FERRARI. Il Daily Mail ha ricordato che gli stabilimenti Ferrari di Maranello a pochi chilometri di distanza da Mirandola, Medolla, Cavezzo e San Felice sul Panaro, sono stati chiusi a scopo precauzionale dopo la prima scossa. E l'Huffington Post ha mostrato i tweet provenienti da uno dei dipendenti della scuderia di Maranello che non riportava alcun danno all'interno degli stabilimenti.
Una decisione identica a quella della Ferrari è stata presa dagli stabilimenti di Ducati, Maserati e Lamborghini tutti localizzati fra le province di Modena e Bologna oltre alla Magneti Marelli di Crevalcore. A eccezione della Lamborghini di Sant'Agata Bolognese che riapre venerdì 1 giugno, in tutti gli altri casi gli operai sono rientrati regolarmente al lavoro mercoledì 30.

Danni milionari per l'industria gastronomica emiliana

Nel frattempo, proseguono le ricerche dei sopravvissuti, mentre il numero degli sfollati è più che raddoppiato passando dai 6 mila cittadini costretti a lasciare le proprie abitazioni alle 14mila persone senza una casa. Sconsolate le dichiarazioni di Stefano Draghetti, sindaco di Cavezzo, paese in cui tre quarti degli edifici sono crollati, gravemente lesionati o dichiarati inagibili: «È un disastro. Non ho mai visto nulla di simile».
L'Emilia Romagna, ha sottolineato il sito della televisione di Stato britannica «è una delle regioni più produttive d'Italia e un territorio famoso per la produzione di prelibatezze gastronomiche.
COLPITA L'INDUSTRIA DELL'ACETO. Il terremoto di martedì 29 ha colpito ancora una volta l'industria dell'aceto balsamico già messa in crisi dal sisma precedente che aveva danneggiato in maniera seria anche la produzione di parmigiano. Secondo i dati resi noti dal Consorzio aceto balsamico di Modena raccolti dal Telegraph i danni subiti dalla produzione ammontano ad almeno 15 milioni di euro.
Un colpo durissimo per il patrimonio alimentare emiliano e che fa il paio con il milione di forme di Parmigiano Reggiano e Grana padano complessivamente danneggiate dalle scosse degli ultimi 10 giorni e pari al 10% della produzione annua secondo le stime di Coldiretti.
RIDOTTO IL PREZZO DEL FORMAGGIO. Un disastro economico solo parzialmente attenuato dalla gara di solidarietà che ha portato all'acquisto a prezzi ridotti di milioni di chili di formaggio danneggiato dal sisma e recuperato dal crollo dei magazzini di stagionatura.
Una soluzione purtroppo non percorribile nel caso delle fragili bottiglie di aceto balsamico. Come nel caso di una ricostruzione e di una messa in sicurezza degli edifici danneggiati dagli eventi sismici degli ultimi giorni, che ci si augura rapida e capace di preservare il patrimonio culturale del territorio, toccherà all'ingegno e alla capacità delle popolazioni emiliane inventarsi qualcosa per ripartire da capo. 

Mercoledì, 30 Maggio 2012


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