ISTRUZIONE
Torino, Cota taglia lo studio
Università in rivolta: la Lega decurta 9 milioni di euro agli atenei. Borse solo a chi ha la media di 25/30.
di Andrea Dotti
Torino non è Tirana. Così il presidente della commissione
Cultura del capoluogo piemontese, Luca Cassiani, ha commentato il
'giro di vite' che la giunta regionale leghista sta
mettendo in atto nelle università piemontesi.
Se
Renzo Bossi, per laurearsi in Albania, è accusato di avere
usufruito dei fondi appartenenti al Carroccio, i ragazzi comuni -
per pagarsi gli studi - possono puntare solo sulle borse di
studio. Proprio quelle che sono finite nel mirino della Lega.
TAGLI PER 9 MILIONI DI EURO. Nell'ultimo
anno, infatti, la Regione presieduta da Roberto Cota ha operato
tagli per 9 milioni di euro, destinando all’Ente per il diritto
allo studio (Edisu) il 60% di risorse in meno. Così,
l'istituto è ora con l’acqua alla gola e migliaia di
studenti idonei sono rimasti senza borsa di studio.
Poi, è arrivata l'ultima novità: requisiti minimi più
severi per i borsisti. Oltre al numero minimo di crediti e al
basso reddito, ora è necessario mantenere una media di 25
trentesimi, pena l’esclusione dalla graduatorie.
Le novità sono state appena approvate dalla commissione cultura.
Secondo l’assessore all’Istruzione, la leghista Elena
Maccanti, l’obiettivo è quello di «valorizzare il più
possibile il merito, contenendo il fenomeno della dispersione,
anche a fronte di una riduzione degli stanziamenti regionali e
statali».
Studenti e rettori: «La decisione penalizza le facoltà più dure»
Ma le nuove regole non piacciono alle parti in causa. A
preoccupare maggiormente sono i nuovi criteri di merito: «La
distribuzione dei voti nelle facoltà è disomogenea e una soglia
uniforme pari a 25 trentesimi penalizza gli studenti dei corsi di
laurea con votazioni mediamente inferiori», si legge in un
comunicato congiunto di Università, Politecnico e rappresentanti
degli studenti.
CRITERI NON MERITOCRATICI. E così, come ai
tempi della riforma di Mariastella Gelmini, studenti e rettori
sono schierati l’uno al fianco dell’altro. Secondo i due
grandi atenei torinesi, i nuovi criteri non sarebbero per nulla
meritocratici. Anzi: «Una duplice soglia basata su numero di
crediti e una media minima presenta varie criticità. Uno
studente con 25 crediti e una media di 25 avrebbe diritto alla
borsa di studio, mentre uno studente che acquisisse 60 crediti
con una media di 24,9 non ne avrebbe diritto. Non è un criterio
che possa propriamente definirsi meritocratico».
Per questo motivo, i piani alti di Università e Politecnico
propongono la definizione di una graduatoria in base a un
indicatore pari al prodotto dei crediti acquisiti per la media
conseguita.
BORSE PERSE PER 4 MILA STUDENTI. Per i
rappresentati studenteschi, inoltre, i provvedimenti della giunta
Cota sarebbero fortemente discriminatori, soprattutto nei
confronti degli iscritti meno abbienti. Si tratterebbe, secondo
gli Studenti indipendenti (Si), di una privazione di diritti, che
comporta la perdita della borsa di studio per 4 mila studenti. Un
numero che andrebbe a ingrossare le fila degli 8 mila potenziali
borsisti che non hanno potuto accedere alle risorse a causa dei
tagli regionali del 2011.
Ma non solo. Ridurre il parterre di idonei comporterebbe anche la
perdita delle agevolazioni minime, come l’esenzione dalla tassa
universitaria e l’accesso ai posti letto e ai pasti. Nonostante
le rassicurazioni dell’assessore Elena Maccanti, per gli
Studenti indipendenti il trucco è dietro l’angolo: «Con
questa manovra la Lega spera di nascondere le proprie colpe sotto
il tappeto e invece di risolvere il problema degli idonei non
beneficiari spera di riportare la percentuale di chi ottiene la
borsa al 100%, eliminando dalla graduatoria coloro che ora non la
ricevono».
Montaruli (Pdl): «La sinistra sta sbagliando bersaglio»
Il provvedimento è stato approvato in commissione il 23 maggio,
con i voti favorevoli della maggioranza di centrodestra,
l’opposizione delle sinistre e l’astensione del Movimento 5
stelle.
Giampiero Leo, consigliere del Popolo delle Libertà (Pdl), di
estrazione ciellina, ha espresso perplessità dovute ai diversi
criteri di valutazione a seconda delle varie facoltà.
VALUTAZIONI DIFFERENTI. Posizione simile a
quella di Andrea Buquicchio, capogruppo dell’Italia dei valori
(Idv): «È positivo introdurre criteri meritocratici per le
borse di studio Edisu, ma bisogna tenere conto dei differenti
metodi di valutazione adottati nelle varie facoltà e negli
atenei, la soluzione ideale sarebbe quella di assegnare le borse
di studio in base a una graduatoria generale, stilata da ogni
facoltà».
Sono state dure, invece, le reazioni dei partiti di sinistra. Per
Eleonora Artesio della Federazione delle sinistre (Fds), Monica
Cerutti di Sinistra ecologia e libertà (Sel) e Gianna Pentenero
del Partito democratico, la giunta ha ignorato le proposte di
studenti e rettori.
Tagliente il commento del presidente della commissione Cultura
Luca Cassiani: «Ricordiamo alla Lega che siamo a Torino e non a
Tirana e che qui gli studenti sono persone serie».
L’appoggio alla manovra, invece, è arrivato da destra. Per la
consigliera Augusta Montaruli (Pdl), formatasi politicamente
nelle fila del Fronte universitario d’azione nazionale (Fuan),
le nuove misure sarebbero un giusto equilibrio tra la necessità
di risparmiare e la volontà di premiare il merito: «Il Pd e la
sinistra, per l'ennesima volta, sbagliano bersaglio. Per noi
le priorità sono il merito e gli studenti, per loro, invece, gli
imbarazzi di qualche barone che sta dalla parte delle matricole
solo quando si tratta di incassare le tasse».
Mercoledì, 30 Maggio 2012

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