alimentazione

Una dieta da preistoria

Si può dimagrire mangiando solo carne. Ma attenzione ai rischi.

di Adelaide Pierucci

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12 Maggio 2011

Cavernicole, ma in forma. Guarda all'antico, anzi alla preistoria, l'ultima novità sull'alimentazione: è tornata di moda, specie tra le donne, la paleodieta. Banditi i latticini, la pasta e le verdure cotte. Concessa solo la carne, bianca e rossa. Meglio al sangue o addirittura cruda.
La dottoressa Daniela Pelotti, con studio a Bologna, l'ha ribattezzata la dieta dei cavernicoli. Il dettame, infatti, è tutto là: basta pensare ai nostri avi, anzi risalire agli inizi della specie. Per circa due milioni di anni (fino alla scoperta dell'agricoltura), l'uomo non ha tritato grano e munto vacche. Ma si è cibato solo di cacciagione, bacche, bulbi e radici: era quella la sua alimentazione. 
«Giusta, perché dettata dalla natura», sostiene la dottoressa Pelotti, specialista in ginecologia e da 12 anni fautrice dell'alimentazione preistorica che lei applica rigorosamente. «Addio così alla celiachia, alle intolleranze e alle allergie, insomma alle malattie del benessere. Se si offre al corpo il carburante giusto funziona a dovere», è la sua conclusione.

Un'alimentazione che segue regole antiche...

La dieta dei cavernicoli, di cui è stato pioniere l'americano Loren Cordain, impazza anche sul web. C'è il sito paleodieta.it ma anche Facebook dove è nato il gruppo «Cavernicolo è bello».
In pratica, spiega il fondatore Maurizio Copes, «la dieta paleolitica si basa sugli alimenti che la natura metteva a disposizione dei nostri antenati preistorici, quando ancora non coltivavano la terra ed erano popoli di cacciatori e raccoglitori di frutta e bacche». Le cavernicole moderne, però, vanno a caccia direttamente al supermercato per comprare bistecche bio.
NIENTE LATTE E GRANO. La dieta paleolitica contemporanea, infatti, prevede carne magra, pesce, verdure, frutta, radici, e noci (tutto rigorosamente non trattato), ed esclude i tipici prodotti dell'agricoltura, come grano, legumi, prodotti lattiero-caseari, sale, zucchero raffinato, oli e trasformati.
«Secondo questi principi di medicina evolutiva», è la spiegazione di Copes, «il corredo genetico dell'uomo moderno sarebbe adatto alla dieta del Paleolitico, utilizzata durante oltre 2 milioni di anni, mentre si troverebbe ancora agli albori, dopo soli 10 mila anni dalla scoperta dell'agricoltura, del mutamento genetico necessario per il consumo dei prodotti della terra».

...ma non è bilanciata

Pelotti al riguardo ha una teoria molto semplice. «Ora non si mangia più solo per far funzionare l'organismo, ma per avere la pancia piena.  L'uomo preistorico mangiava carne e quanto c'era in natura, bacche o germogli, ma se aveva delle reazioni strane, se non provava soddisfazione lasciava stare. Bisogna ricordarsi che ogni animale ha la sua alimentazione: secondo natura, un panda che mangia solo canne di bambù non può essere alimentato a fieno. Così come ogni uccello ha i suoi semi».
MEGLIO CARNE CRUDA. Per lo stesso motivo, vengono esclusi anche formaggi e latticini: «Nessun animale in natura beve latte di altri animali», dice l'esperto. E così via per gli zuccheri e le verdure cotte. La carne, poi, è meglio mangiarla cruda, perché dà energia. Il suo menu tipo consigliato è questo: bistecca al sangue insaporita con un fungo cotto, pollo e radicchio, carne ai ferri con una noce.
Per i fautori della Paleodieta, le popolazioni che ancora oggi si alimentano alla maniera dei cacciatori-raccoglitori del paleolitico, sarebbero in gran parte prive delle moderne malattie del benessere.
ANTIBIOTICI RISCHIOSI. Ma non tutti gli specialisti sono d'accordo. Paolo Accornero, nutrizionista e dietologo con studio a Milano, è molto scettico su questo regime: «Innanzitutto, va detto che gli acidi grassi essenziali degli animali preistorici non estistono più. E il pesce ora viene per lo più coltivato e imbottito di antibiotici. Senza contare che il cacciatore non mangiava tutti i giorni. Non è vero, poi, che l'alimentazione di un tempo non prevedeva carboidrati: si faceva vasta incetta di semi germogliati. Anche se la paleodieta può rimettere in bilancio il sistema ormonale, non è bilanciata. Per questo, bisogna evitare sempre il fai da te e rivolgersi a un medico, altrimenti si rischiano effetti collaterali gravi.
 

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