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Benessere 

IL CASO

Silicone killer, tremano in 30 mila

Dopo la Francia, è allarme anche in Italia.

Sarà anche bello averle 'grosse', ma rischiare addirittura la vita no. Così, stando a quanto ha riportato martedì 20 dicembre il quotidiano Libération, la Francia ha deciso di richiamare 30 mila donne affinché si facciano rimuovere delle protesi al seno considerate cancerogene.
Prima della fine della settimana, le autorità sanitarie è previsto che chiedano, infatti, a tutte le donne che portano le protesi in silicone della marca Pip (Poly implant prosthesis) di farsele asportare. «Le protesi, concepite a partire da un gel non conforme», ha affermato il quotidiano, «possono strapparsi e provocare, oltre a delle infiammazioni, dei tumori».
SEGNALATI GIÀ OTTO CASI. «Otto casi di cancro sono stati già segnalati su pazienti che portavano delle protesi Pip difettose», aveva riferito lo scorso 15 dicembre il professor Jean-Yves Grall, responsabile del ministero della Salute.
«L'urgenza è che tutte le donne che portano protesi Pip ritornino dal chirurgo», ha detto la portavoce del governo, Valerie Pecresse. «Se si tratta di un'urgenza sanitaria e di salute pubblica la nuova operazione sarà a carico dello Stato». La giustiza, che ha ricevuto oltre 2 mila denunce, ha aperto un'inchiesta per «ferite e omicidio colposo».

Il consiglio: «I pazienti interpellino i medici»

Un consiglio è arrivato anche del chirurgo plastico Giulio Basoccu dell'Università La Sapienza di Roma. «Tutte le donne con protesi al seno che non conoscono quale tipo di protesi sia stata loro impiantata», ha spiegato, «o che hanno il sospetto che sia stata utilizzata una protesi di bassa qualità, è bene che si rivolgano al chirurgo che ha eseguito l'impianto chiedendo informazioni o, se ciò non é possibile, che facciano delle indagini di controllo». Il problema è, infatti, che «almeno qualche migliaia di tali protesi» è stata utilizzata anche in Italia. Il fatto è che «molte pazienti italiane potrebbero non essere a conoscenza del tipo di protesi» e dunque «potrebbero non sapere di avere un impianto Pip».
PROTESI A COSTO CONTENUTO. Questo perché, ha aggiunto Basoccu, «le protesi sono di costo contenuto». È probabile quindi «siano state utilizzate specie in strutture non altamente qualificate» o «ambulatori chirurgici che non rilasciavano cartelle cliniche».
La difficoltà potrebbe dunque essere quella di «riuscire a risalire a tutte le pazienti».
E IL MINISTRO BALDUZZI CONVOCA IL CSS. L'allarme c'è e il ministro della Salute, Renato Balduzzi, ha convocato d'urgenza il Consiglio superiore di sanità. Ha inoltre invitato a «mettere in quarantena» le protesi Pip e a «segnalare eventuali incidenti». È stato inoltre chiesto al comando dei carabinieri per la Tutela della salute (Nas) di verificare la presenza sul territorio nazionale del prodotto e di operare affinchè non possa essere più distribuito.

Martedì, 20 Dicembre 2011


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Commenti (2)

JoyToy 20/dic/2011 | 17:47

La selezione naturale
Eliminate tutte le oche in un colpo solo, mizzica... Darwin è attualissimo.

JoyToy 20/dic/2011 | 17:45

Inversamente proporzionale
L' IQ femminile è inversamente proporzionale al volume del silicone che ha in corpo, e di conseguenza quelli che l'ascoltano.

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