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Benessere 

IL CASO

Francia, panico in seno

Azienda condannata nel 2008. Il governo non risarcisce.

di Paolo Saccò

Articolo in versione breve

La Francia vuole chiudere la questione «delle protesi di marca Pip», ma non è ancora chiaro, cosa il governo intenda fare.
Nella giornata di venerdì 23 dicembre le autorità sanitarie francesi hanno intenzione di «comunicare le loro raccomandazioni» per le donne portatrici degli impianti al silicone Poly implant prothèse sempre più sospettati di presentare «elevati rischi cancerogeni».
Per il momento l'esecutivo ha affermato di voler evitare il panico che, d'altronde, potrebbe essere «ingiustificato» e ha invitato medici e chirurghi a proporre alle donne coinvolte l'espianto preventivo.
AZIENDA GIÀ CONDANNATA NEL 2008. Qualcuno intanto si è accorto che la società era già stata condannata dalla giustizia nel 2008 per la «fragilità presentata dalle sue protesi» nel periodo tra il 1994 e il 2000. Eppure le abitudini dei medici di proporre le protesi a basso costo «sembrano non essere cambiate».
La questione «sarà di sapere chi pagherà il conto», hanno affermato alcuni esperti. Voci di corridoio hanno rivelato come la sanità francese non abbia nessuna intenzione di caricarsi le spese sulle sue spalle e, per quanto riguarda la società produttrice, meglio lasciar perdere perché si trova in liquidazione già da molto tempo.

Venerdì, 23 Dicembre 2011


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In Francia sarebbero circa 30 mila le portatrici di protesi al seno.

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