Apri/chiudi Tab
Le top 10 news di oggi chiudi
Le inchieste di Lettera43 chiudi
Le grandi interviste di Lettera43 chiudi
L43 - Local L’informazione dalla tua città Invia
TUTTO ITALIA EUROPA AFRICA ASIA NORD-AMERICA SUD-AMERICA OCEANIA Login | Registrati |  Mercoledì, 03 Settembre 2014- 08.57

Benessere 

Protesi killer: fondatore Pip crea nuova società

Intanto la procura di Torino ha aperto un'indagine sull'azienda.

SALUTE

Lo scandalo delle protesi al seno difettose non sembra aver preoccupato eccessivamente Jean-Claude Mas, il fondatore della Poly implant prosthesis, azienda francese coinvolta nell'inchiesta. La stampa francese ha reso noto nella giornata di venerdì 30 dicembre che lo stesso proprietario della Pip, la cui azienda era stata messa in liquidazione nel 2010, si sta preparando a rientrare nel business delle protesi mammarie con una nuova società intestata ai figli. 
UNA NUOVA SOCIETÀ CON IL NOME DEI FIGLI. Secondo alcuni documenti del tribunale di commercio di Tolone, resi pubblici dai giornali locali, i figli di Mas, Nicolas Lucciardi di 27 anni, e Peggy Lucciardi, di 24, hanno infatti creato lo scorso giugno, sempre nel Sud della Francia, la Fit, France Implant Technologie, società di fabbricazione di materiale medico-chirurgico e dentario. Il nome di Mas è comparso nell'organigramma in veste di «consulente tecnico-commerciale».
PROTESI DESTINATA A TUTTO IL MONDO. Secondo il quotidiano Nice-Matin, la nuova società produrrebbe soprattutto protesi mammarie a prezzo concorrenziale destinate ai mercati europeo, sudamericano e cinese. La Fit insomma, è nata per prendere il posto a tutti gli effetti della Pip, chiusa nel marzo del 2010 dopo che l'agenzia di sicurezza sanitaria francese, l'Afssaps, aveva scoperto i numerosi difetti delle sue protesi, ritirando il prodotto dal mercato. Fino ad ora, nove casi di cancro, di cui due mortali, sono stati registrati in Francia e due inchieste per frode e omicidio colposo sono state aperte a Marsiglia contro il proprietario, che per anni ha utilizzato silicone industriale non conforme, molto meno caro di quello a norma.

La procura di Torino ha aperto un'inchiesta

Gli uffici del pubblico ministero di Torino presso il tribunale ordinario hanno iscritto nel registro degli indagati, per le ipotesi di reato di frode in commercio e vendita di prodotti pericolosi per la salute, Jean-Claude Mas, titolare della ditta francese Poly Implant Prothese, produttrice delle protesi mammarie al silicone risultate pericolose dopo le analisi delle autorità sanitarie transalpine. Gli atti sono stati trasmessi dal pm Raffaele Guariniello, titolare dell'inchiesta, al ministero della Salute.
UN SILICONE CHE PROVOCA INFIAMMAZIONI. Sulla base della documentazione giunta dalla Francia, è risultato che per produrre le protesi sia stato usato silicone diverso da quello indicato nelle certificazioni. Si tratterebbe di una sostanza che trasuda dall'involucro in cui è contenuta e che può creare infiammazioni e raggiungere i linfonodi ascellari determinando adenopatie. L'anomalia è già stata ammessa dal produttore.
ALLARME IN ITALIA CON CIRCA 8 MILA PROTESI IMPIANTATE. Nel nostro Paese sono state utilizzate circa 4 mila coppie di protesi di quel tipo, alcune delle quali a Torino, e si sono registrate oltre 20 rotture. Nessun provvedimento è stato preso nei confronti delle due ditte importatrici, di Firenze e Pozzuoli (Napoli), che sono risultate estranee ai fatti. In Francia circa 30 mila donne sono state richiamate dalle autorità sanitarie per la rimozione delle medesime protesi.

Venerdì, 30 Dicembre 2011 © RIPRODUZIONE RISERVATA


Nessun commento

Per scrivere un commento è necessario registrarsi ed accedere con Twitter o Facebook: Loggati - Registrati

L’informazione dalla tua città
Invia
corporesanomagazine