BELLEZZA

Pericolo filler

Iniezioni riempitive: se il prodotto è scadente si rischiano infezioni.

di Anna Franco

|

08 Gennaio 2012

I patiti della bellezza a tutti i costi non riescono più a dormire sonni tranquilli. Dopo l'allarme cancro per le protesi al seno, un nuovo allarme metterebbe sotto accusa i filler, ovvero le iniezioni riempitive che mirano ad appianare rughe e gonfiare zigomi e labbra. Pare, infatti, che questo sistema possa procurare infiammazioni e infezioni. La notizia arriva dalla Gran Bretagna, dove la pratica della classica punturina è così frequente che l’agenzia delle entrate fa ha addirittura proposto la boot tax, ovvero la tassazione degli interventi di chirurgia estetica.
Stefano Cavicchini, specialista dermatologo di Milano, spiega: «I filler sono prodotti disponibili in Italia da circa 30 anni. Nella seconda metà degli Anni '80 si usava il collagene bovino purificato, che però poteva provocare reazioni a livello immunitario». Oggi il più quotato è invece l’acido ialuronico, «usato in diverse concentrazioni a seconda dello scopo da raggiungere».
EFFETTI NON DURATURI. Walter Chiara, chirurgo estetico, nel suo studio milanese utilizza anche l’idrossiapatite per ridisegnare gli zigomi, «perché questo minerale biodegradabile dona un effetto che dura circa due anni. Ma nel 2005 sono stato uno dei primi in Italia a riempire solchi e labbra con cellule adipose del paziente unite a cellule staminali autologhe».
In tutti i casi, si parla di trattamenti non duraturi: «Il loro effetto varia dai tre mesi a un anno, a seconda della pelle del paziente e del suo stile di vita», spiega Cavicchini.

Se il prezzo è troppo basso si tratta di un filler scadente

L’iter è piuttosto semplice: dopo una visita, la famosa iniezione dura pochi minuti e avviene in ambito ambulatoriale, con l’aiuto di una crema anestetizzante o una leggera anestesia locale nei casi generalmente più dolorosi come il riempimento delle labbra. Dopo due o tre settimane si torna dal medico per un controllo.
«Se le sostanze iniettate sono di ottima qualità», afferma Chiara, «si possono correre solo rischi causati dal metodo di iniezione, come piccole cisti dovute a una mal diffusione del prodotto». Ma il pericolo vero c’è se le sostanze iniettate non sono ottime. I filler, infatti, non sono farmaci, ma dispositivi medici e come tali non sono sottoposti a controlli così stretti.
UNA FIALA COSTA 90 EURO. «Per non correre pericoli», raccomanda Cavicchini, «bisognerebbe utilizzare solo prodotti a marchio Ce approvati da strutture dermatologiche mondiali ed europee. Io, per esempio, mi servo da anni di due prodotti affermati e non ho bisogno di cambiarli costantemente». Una prima discriminante è il prezzo che viene richiesto per la prestazione: se è troppo basso, concordano i due medici, si tratta di un filler scadente, «perché», ricorda Cavicchini, «nessuno fa beneficenza e il low cost che ultimamente va tanto di moda non è attuabile, in realtà, visto che una fiala di un prodotto ottimo costa allo specialista 90 euro e ne servono almeno tre per trattare l’intero viso»

Scegliere professionisti affidabili e pretendere prodotti di qualità

Ai loro moniti si aggiunge quello di Marilena Montalbano, medico estetico di Milano, che aggiunge: «I riempimenti sono interventi di chirurgia estetica e come tali non possono essere compiuti da estetisti. Il paziente deve verificare che lo specialista al quale si sta rivolgendo abbia un’adeguata formazione professionale e che sia quindi iscritto all’albo dei medici estetici, al quale si accede solo dopo un corso post universitario della durata di quattro anni e per il quale si è obbligati ad aggiornamenti annuali».
Nel marasma di offerte e promozioni, che trovano nella rete un canale preferenziale, chi vuole apparire più bello e rimanere in salute non deve mai abbandonare il proprio senso critico e «pretendere che alla visita preliminare», continua Mantalbano, «venga fornita una documentazione cartacea esauriente sul prodotto che si andrà a iniettare».
Poi il medico deve mostrare al paziente il prodotto imballato e aprirlo solo davanti a lui, fornendogli il tagliando col numero del lotto da tenere come garanzia.
ALMENO 300 EURO PER IL BOTOX. Il botulino non è un filler, ovvero un riempitivo, specifica Cavicchini, e il suo effetto è quello di paralizzare i muscoli facciali. Anche in questo caso, al di là del fatto che si possa o meno preferire come metodologia, un occhio al prezzo è importante.
«Una fiala di botox», racconta Chiara, «costa almeno 200 euro. Ovviamente chi propone trattamenti di questo tipo sotto i 300 euro non è un benefattore, ma un potenziale imbroglione».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

JoyToy 09/gen/2012 | 00:06

Botox e marchette
Una fiala di botox costa come una marchetta media. Peccato che i riempitivi non colmino il vuoto nel teschio, l'eco craniale non cesserà mai per certe persone.

Per scrivere un commento è necessario registrarsi oppure accedere con Twitter o Facebook: Loggati - Registrati

Le TOP 5 di oggi
1. FINANZIARIA Legge di Stabilità, il testo è arrivato al Quirinale 2. RIFORME Responsabilità civile dei giudici, maggioranza spaccata 3. DOPO L'ALLUVIONE Alluvione Genova, tensione al corteo contro Regione e Comune 4. GIUSTIZIA Pistorius condannato a cinque anni per omicidio colposo 5. NOVITÀ Pensioni, il pagamento slitta al 10 del mese
Dalla nostra HomePage
L43 Twitter
prev
next